Un po’ di cuore all’Expo con le Saline di Marsala

di Angela Giannitrapani

ResponsabileFai

La storica dell’arte Federica Armiraglio a Expo 2015: responsabile del progetto “I luoghi del cuore” del Fai, è qui fotografata da Olga Cefalù durante la manifestazione del 14 ottobre dedicata alle Saline di Marsala 

Alcuni giovani, addetti all’allestimento, svuotano dei sacchi a terra. Dietro le loro spalle ricurve non si vede il contenuto; poi, armati di ramazza, ammucchiano, spianano, lavorano di mano con cura; inclinano le teste per controllare l’effetto e, scomponendo il loro trio, lasciano ai nostri sguardi il risultato: un piccolo quadrato di sale con sei mucchietti immacolati che brillano sotto gli spot dei faretti. In prospettiva si uniscono a quelli che appaiono dalle foto proiettate sui grandi teli bianchi che, ricurvi, sembrano abbracciare i visitatori. Vengono sistemate delle sedie e, da seduti, si ha proprio l’impressione di essere avvolti da un mare bianco, mentre scorrono le immagini e brevi filmati, dove l’immobilità delle vasche di sale si anima delle minuscole figure scure dei salinari con le loro pale e le loro carriole.

Giannitrapani, De Vita, Ruggieri

Angela Giannitrapani, a sinistra, con Elisabetta De Vita e Clara Ruggieri

Siamo in un angolo, meglio dire un arco, della sala del padiglione The Waterstone di Intesa San Paolo, all’interno di questa edizione italiana di Expo 2015. L’evento è stato voluto dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e dall’istituto bancario che è il promotore partner. I luoghi del cuore è un concorso indetto dal FAI con cadenza biennale che invita a votare, fra quelli italiani, il proprio luogo preferito perché venga tutelato e salvato da eventuale incuria e distruzione. In questo ambito, quest’anno è stata istituita la sezione speciale Expo 2015 – Nutrire il Pianeta e il risultato del censimento ha indicato vincitore con circa 15.000 voti Le Saline di Marsala, che riscuoteranno come premio il contributo finanziario messo a disposizione del FAI per un intervento ritenuto necessario.

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Qui, e nell’immagine che segue, le Saline di Marsala in due scatti di Angela Giannitrapani

Definirlo luogo è restrittivo. È un microambiente integrato di natura e intervento umano, dal delicato equilibrio ma dalle alte potenzialità ambientali e produttive. Si trova in un lembo estremo delle coste italiane: sulla punta occidentale della Sicilia, Marsala appunto, in provincia di Trapani. È presente alla premiazione l’assessora alla cultura del Comune di Marsala, professoressa Clara Ruggieri, che è capogruppo della sezione locale del FAI e che ha fortemente voluto questo risultato. La passione che contraddistingue il suo carattere, e che permea tutto ciò in cui si immerge, le si legge nei grandi occhi azzurri e si trasmette a chi le sta vicino.

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Il professor Antonio Mazzola, direttore del Dipartimento di Scienze della terra e del mare dell’università di Palermo, illustra gli aspetti geo-fisici dello Stagnone, l’area di mare che contiene le saline, con una panoramica sulla flora e la fauna e, naturalmente, anche sul sistema di salinizzazione. Non è cosa facile rendere comunicativa e chiara una relazione di livello universitario, ma il professore ci riesce brillantemente e trattiene il pubblico e la sua attenzione fino alla fine.

I legami del sale col cibo restano sospesi, lasciati alla conoscenza e esperienza di ciascuno, ma questa non è una conferenza sul cibo e il sospeso si può perdonare. D’altra parte, un discorso serio sul cibo è difficile trovarlo in questa Expo tutta luci e scintille. Bisogna cercarlo con il lanternino e, guarda caso, lo si trova nei padiglioni dei paesi non occidentali, quelli più poveri di risorse.

Angela, Allestimento

Sale al centro della scena a Expo 2015. Sullo sfondo, foto di Mario Ottoveggio

Gli applausi concludono la cerimonia, i presenti si alzano per parlottare tra loro, mentre continuano a scorrere vasche di sale e mulini a vento dietro le loro spalle. Anche se sono solo immagini, lasciano il richiamo e la suggestione di un luogo che sembra sospeso tra cielo e mare, ma che nella realtà è il risultato di un durissimo lavoro. Lavoro di uomini giovani e meno giovani, sapienti, con l’esperienza di secoli nei calli delle mani, nelle rughe del viso, nella pelle cotta di sale.

Ma questa è un’altra storia.

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