Sulla spiaggia, leggendo e ascoltando. Come in un dipinto di Amanda Russian

di Maria Elena Sini

Maria Elena, foto 1

“Beach Read”, olio di Amanda Russian. Le altre due opere della pittrice australiana che pubblichiamo sono state scelte dalla stessa autrice del post

Qualche tempo fa, mentre cercavo in Rete delle immagini che accompagnassero un mio lavoro, mi sono imbattuta in un’opera di Amanda Russian che ritraeva una donna intenta a leggere in spiaggia. L’immagine mi ha colpito e l’ho subito postata su Facebook, ma mi riproponevo sempre di approfondire le mie conoscenze sulla pittrice. In questi giorni finalmente l’ho fatto e ho scoperto che si tratta di un’artista australiana autodidatta che utilizza sia la pittura a olio che i pastelli.

Amanda Russian vorrebbe trovare il tempo per studiare arte in modo professionale ma, sebbene il suo ruolo di madre e moglie non le lasci spazio per questo suo sogno, continua a lavorare e i suoi quadri sono esposti in molte gallerie e hanno vinto numerosi premi. In un’intervista l’artista ha dichiarato di amare la natura e la vita all’aria aperta, così occasioni come una passeggiata in campagna, la pesca con i figli, un picnic con la famiglia la ispirano e cerca di catturare l’essenza di quei momenti sulla tela. Dichiara di amare il colore e il gioco della luce e delle ombre e di sentire una profonda soddisfazione quando vede le sue tele prendere vita. Attraverso il suo lavoro vuole condividere con chi guarda le sue opera la bellezza della natura e ritraendo le normali attività quotidiane intende risvegliare la memoria delle esperienze dell’infanzia.

Maria Elena, foto 2

“Frisbee”

In questi giorni quindi ho visto molte delle sue opere con l’intento di scrivere un pezzo per far conoscere la poesia con cui questa artista, che mi aveva impressionato senza sapere niente di lei, è capace di descrivere semplici situazioni dove il soggetto ritratto non è il protagonista ma si compenetra totalmente con la natura che esplode dalla tela con grande forza.

Ma mentre guardavo le sue opere mi sono resa conto che esercitavano su di me una strana fascinazione, mi immergevo nei suoi quadri e mi riconoscevo nella donna che passeggia sulla riva del mare in un giorno ventoso o in quella che legge indossando un cappello per proteggersi dal sole o in quell’altra che si china per vedere meglio un oggetto portato dal mare sulla spiaggia. Entravo dentro i suoi quadri come il pittore entra nel celebre dipinto di Van Gogh “Campo di grano con volo di corvi” nel film “Sogni” di Kurosawa.

Vincent-van-Gogh-1853-1890-Campo-di-grano-con-corvi-1890

Vincent Van Gogh, “Campo di grano con volo di corvi” (1890) http://cultura.biografieonline.it/campo-di-grano-corvi-van-gogh/

Forse perché per una serie di circostanze e di coincidenze quest’estate mi sono spesso trovata sola in spiaggia, i gesti di quelle donne presentate con tanta sensibilità mi erano così familiari.

Le donne di Amanda Russian sono ritratte in spiagge poco popolate mentre io invece normalmente frequento spiagge dense di gente. Talvolta la mattina presto quando i turisti dormono ancora o la sera, quando le famiglie, cariche di borse e di ombrelloni, alla fine di una lunga giornata come una carovana si dirigono verso il parcheggio per tornare a casa, ho vissuto dei momenti di totale contatto con la natura come quelli dipinti nei quadri, altre volte sprofondata nel mio libro o nei miei pensieri riesco ad estraniarmi da tutto quello che ho intorno e solo a tratti vengo riportata nella realtà dai rumori che mi circondano. Come il suono delle voci di tre signore, probabilmente insegnanti, che qualche giorno fa hanno sistemato i loro lettini proprio dietro di me e parlavano dei problemi della scuola italiana con quel tipico accento dei napoletani colti così simile a quello delle mie amiche partenopee con le quali ho condiviso tante esperienze di viaggio. In un’altra occasione sono stata risvegliata dalla mia immersione nella natura ed estraniazione dalla realtà dalle parole di un’altra signora che emozionata raccontava la sua esperienza a Međugorje,  dove diceva di aver sentito sul suo viso la carezza della Madonna.

Maria Elena, spiaggia

Un venditore con il suo carico di sogni di plastica sulla spiaggia della Stalla, vicino ad Alghero. La foto è stata scattata da Maria Elena Sini che il 23 agosto l’ha postata sul proprio profilo Facebook

L’esperienza della spiaggia senza gli amici con i quali chiacchierare e distrarsi rende più acuti i sensi per percepire le diverse sfumature di colore del mare o del cielo, per cogliere la forma di una nuvola passeggera, per ascoltare il suono delle onde che si infrangono a riva, ma questa attitudine predispone anche all’attenzione per le storie delle persone che sono accanto; come il giorno in cui ho fantasticato su una famiglia vicina al mio asciugamano che per tutta la mattina ho sentito parlare in tedesco per scoprire poi che la madre era italiana quando ha risposto ad una ragazza che le chiedeva in prestito una paletta dei suoi bambini per fare il buco per l’ombrellone. Mi sono chiesta se il suo matrimonio con un tedesco fosse il risultato di un progetto Erasmus o di un master all’estero oppure se fosse la figlia di uno dei tanti emigrati trenta quaranta anni fa da una terra con poche prospettive per cercare lavoro in qualche fabbrica in Germania e che, dopo aver costruito lì una famiglia, tornava nel suo Paese d’origine per le vacanze.

Stamattina invece mi sono trovata a riflettere sul matrimonio quando ho colto la conversazione al telefono di una donna accanto a me. Appena arrivata in spiaggia, senza neanche spogliarsi, si lamentava, probabilmente con un’amica, della noia e del disagio delle vacanze con il marito. Rimpiangeva il modo di vita della città dove i suoi tempi e i suoi impegni non coincidevano con quelli del partner, mentre ora era costretta a fare la spesa con lui, fare la colazione insieme e trascorrere tutta la giornata in spiaggia sotto lo stesso ombrellone. Concludendo la telefonata chiedeva all’amica se nei prossimi giorni l’avrebbe raggiunta sola o con il marito e le sue ultime parole sono state : «Ah, va bene se vieni da sola, siamo più libere e possiamo uscire per conto nostro…». A quel punto l’ignaro marito, carico di ombrellone e sedie pieghevoli, l’ha raggiunta.

Maria Elena, foto 3

“Beach walk”

Le donne di Amanda Russian mi hanno fagocitato nel loro mondo, hanno svolto il compito affidato loro dall’artista di risvegliare l’amore per la natura e rivalutare gli attimi in cui, in solitudine, le percezioni e i sensi sono più acuti per assaporare in pieno la bellezza dei semplici gesti quotidiani, ma nei momenti in cui uscivo da questa sorta di estasi mi sono accorta di essere anche più ricettiva e curiosa nei confronti delle storie delle altre donne intorno a me e questa è la lezione emblematica che ho tratto da questa estate anomala in cui ho fatto veramente poco ma ho ascoltato tanto.

4 Risposte

  1. Per Maria Elena (e non solo). Questa notte ho mandato un messaggio Fb ad Amanda Russian con il tuo post, e oggi ho trovato questa sua risposta, che trasferisco qui testualmente: «Grazie mille e grazie per aver condiviso la mia arte. Sono molto orgoglioso di essere presenti nel vostro articolo».

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    • Bella mossa,sono contenta e mi fa piacere che abbia risposto. In qualche modo conferma l’impressione che scaturisce dai suoi quadri cioè quella di una donna vera, semplice e sensibile

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  2. esistono, in questo nostro variegato mondo vissuto, ‘mondi a parte’; per me è la metropolitana, per te è la spiaggia. Bisogna saperli riconoscere, individuare, ascoltare, registrare, e …digerire. Sanno dare tanto, questi ‘mondi a parte’, ci aiutano tanto a conoscerli ma sopratutto ci aiutano a conoscersi e a riconoscersi. Non lo abbandonare mai… ti darà molto. affettuosamente Mg

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    • Mariagrazia i tuoi commenti non sono mai banali e aiutano a capire la complessità nascosta dietro le cose semplici. Grazie!

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