Aridatece la pipì rosa e blu. Ovvero: “dittatura del gender” e pannolini

di Roberta Valtorta

Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal.

Lei cercherà tenerezza, lui avventure.

Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà.

Così piccoli e già così diversi. Allora perché usare gli stessi pannolini?

La rivoluzione Huggies: Bimba e Bimbo. L’unico pannolino progettato sulle loro differenze. 

Questo lo spot dei nuovi pannolini progettati da Huggies.

Maschi e femmine sono anatomicamente differenti, su questo non ci piove, ma la domanda mi sorge spontanea: perché accostare un’innegabile diversità biologica con un inutile elenco di differenze che di geneticamente determinato hanno ben poco? Tra bambole per lei e pallone da calcio per lui, ancora una volta ci si trova esposti a contenuti mediatici che si ostinano a propinare modelli di comportamento (ahimé!) estremamente radicati, come se per il solo fatto di avere apparati urogenitali differenti, una bambina non possa cercare avventure e un bambino tenerezza. È così che in uno scenario altamente stereotipato va nuovamente in scena la triste fiera della banalità.

In accordo con tali osservazioni sono anche 6.752 persone, quelle cioè che hanno firmato la petizione online lanciata il 9 giugno per richiedere il ritiro dello spot (1). L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap) ha deciso di sospenderne la messa in onda; lo Iap, in particolare, ha affermato che la pubblicità in questione viola due articoli del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e precisamente gli art. 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) e 11 (Bambini e adolescenti)*.

Da pochi giorni, come richiesto, lo spot è stato mandato in onda rivisitato: I miei bambini hanno molte cose in comune – recita ora la voce fuori campo – tranne quando fanno la pipì. La réclame originale, intanto, è stata difesa da diverse organizzazioni ed è stata lanciata una contro-petizione per richiedere allo Iap di rivedere la sua posizione, cosa che non è successa. Mai l’avrei immaginato, ma la suddetta petizione ha superato le 30mila firme.

Bruxelles 1

Il Manneken-Pis di Bruxelles, “simbolo dello spirito ironico e scherzoso dei brusselesi”. Da: http://www.belgioturismo.it/informations/attrazioni-turistiche-bruxelles-manneken-pis/it/V/17150.html

Ho sempre pensato che la base per ogni confronto fosse il massimo rispetto delle opinioni altrui, ma è leggendo alcuni dei messaggi di sostegno alla Huggies che, lo ammetto, tale rispetto è andato un po’ a farsi benedire. È davvero così difficile capire che la petizione relativa allo spot non è nata per il prodotto reclamizzato o per l’aver sottolineato le diversità anatomiche fra bambine e bambini? Evidentemente sì, visti i commenti trovati sulla pagina Facebook dell’azienda. Tutti sappiamo, e nessuno con un minimo di cervello penserebbe mai di negarlo, che femmine e maschi hanno due apparati genitali differenti, eppure è possibile trovare gente che invita a studiare biologia perché «sono i lombrichi a essere sia maschio che femmina non le persone».

1

3

4

Il pezzo forte a sostegno dello spot è, però, rappresentato da quelle persone che gridano al complotto, applicando alla petizione l’etichetta di “dittatura del gender, una lobby temibile e terrificante, al pari di nazismo e comunismo, che vuole deviare innocenti creature.

5

6

7

8

La cosa che più mi fa sorridere, anche se probabilmente bisognerebbe piangere, è l’immenso paradosso che si manifesta ogni qualvolta si parli di “teoria del gender” o “ideologia del gender”: partendo dal presupposto che già utilizzare il termine “teoria” non ha molto senso dato che di teoria non si tratta, dai commenti osservati si intuisce il grosso fraintendimento di coloro che hanno creato da soli un mostro da combattere. Quando si parla di “educare alle differenze” si fa riferimento, infatti, a un’educazione finalizzata alla promozione della legittimità di diversi modelli familiari e alla valorizzazione delle differenze, anche per prevenire le violenze legate al genere e all’orientamento sessuale; questo, quindi, è totalmente contrario all’appiattimento delle diversità che in molti lamentano.

Bruxelles 2

Jeanneke Pis, «è una statua in bronzo, alta una trentina di centimetri, situata nel centro storico di Bruxelles». Da https://it.wikipedia.org/wiki/Jeanneke_Pis

Ho la netta impressione, tra l’altro, che l’“ideologia del gender” non abbia molto a che fare con tutta questa storia: per avvalorare differenze biologiche sono stati utilizzati stereotipi di genere e luoghi comuni figli della cultura, punto. La questione è tutta qui e ciò che dovrebbe far paura, oltre al fatto che nel 2015 si propongano ancora un mondo tutto rosa per lei e uno tutto azzurro per lui, è che ci sia così tanta gente pronta a sostenere tale punto di vista, senza rendersi conto che sarà proprio un approccio di questo tipo a danneggiare il futuro dei loro stessi figli.

* Qui il testo integrale dell‘ingiunzione dello Iap.

(1) “Vittoria”: Elli Sensi Pecora, che per prima ha lanciato la petizione su Change.org, il 1° luglio 2015 ha ripercorso le tappe che hanno portato questa pubblicità a essere definita «non conforme al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale» e dunque a non essere «più diffusa». Contestualmente ha invitato tutte e tutti a sostenere le iniziative di DonneInQuota: «È stata lanciata su questa stessa piattaforma la petizione “No alle pubblicità sessiste”, da parte di DonneInQuota http://www.donneinquota.org/ associazione culturale che si occupa principalmente di rappresentanza politica femminile e di rappresentazione delle donne nei media. FIRMIAMO e continuiamo il nostro percorso!».

AGGIORNATO IL 7 SETTEMBRE 2015

25 Risposte

  1. Già. Vero. Diversissimi, o solo differenti, dipende dai punti di vista. Peccato solo che parlando di pannolini, i bimbi non la fanno in piedi se maschio o sedute se femmina. Altrimenti non avrebbero, evviva, più bisogno di nessun patello assorbente. Per di più, pannolino per pannolino, prima erano unisex con la bambagia, poi con i granuli assorbenti, poi mille varianti tra cui questa in cui un maschio dovrebbe farla in avanti mentre le bimbe per sotto. Già. Stiamo parlando di PARECCHI centimetri di distanza…

    Mi piace

  2. appunto, nessuno nega le differenze anatomiche tra maschio e femmina ma che c’entra fare gol, l’avventura e tutto il resto?

    Mi piace

  3. Attribuire attitudini, qualità, in base a stereotipi di genere è sessismo. la pubblicità è stata ritirata perché sessista.
    La confusione tra sesso e genere è molto comune tra la gente, ed ha anche un suo motivo. Il dominio maschile si basa sulla differenza morfologica sessuale fin dalle sue origini, il genere è la rappresentazione simbolica del sesso, che serve a perpetrare e giustificare il dominio. Per questo parlare di genere fa molto paura, perché mette in discussione il dominio maschile. Avere inventato lo spauracchio delle teorie gender, è stata una trovata propagandistica geniale.
    A parte tutto questo,io spesso mi trovo a leggere due volte alcune commenti, sopratutto di donne, perchè mi rifiuto di crede a quello che leggo.

    Mi piace

    • è sbagliato ridurre il genere maschile e femminile a costruzione socio-culturale come è sbagliato ridurlo a biologia
      ci sono infiniti modi di vivere l’essere uomo e l’essere donna tanti modi quanti sono gli uomini e le donne nel mondo alcuni di questi modi sono più statisticamente frequenti altri meno ma tutti sono autentici e legittimi

      Mi piace

    • “A parte tutto questo, io spesso mi trovo a leggere due volte alcune commenti, sopratutto di donne, perché mi rifiuto di crede a quello che leggo.”

      La cosa che davvero mi rattrista e di cui ho avuto conferma spulciando i commenti per scrivere il pezzo, riguarda proprio il fatto che sono soprattutto le donne a gridare al complotto e a intervenire in difesa di stereotipi e sessismo.

      Mi piace

  4. Mi trovo in sintonia con Paolo, buona giornata a tutti. Abbiamo tante novità in cantiere, e presto ve le comunicheremo. Ciao!

    Mi piace

  5. Ma di cosa stiamo parlando? di autenticità? di legittimità? Di scelte individuali? Mi sembrava assolutamente di no.
    Quindi il dominio non esiste? se non esiste il dominio, non esiste nemmeno il sessismo. Come fanno a sussistere gli stereotipi di genere?
    Poi che uno possa vivere la femminilità o mascolinità come gli pare, non è assolutamente vero.

    Mi piace

    • non ho negato il sessismo e confermo ciò che ho scritto

      Mi piace

    • Io concordo in pieno con IDA sul fatto che il dominio maschile si basa sulla differenza morfologica sessuale, e non capisco dove voglia andare a parare Paolo: costruzione socio-culturale no, ridurre a biologia… mah. Misogini-maschilisti e compagnia brutta vanno avanti come carri armati, e chi si occupa, anche solo a livello amatoriale di violenza di genere etc filosofeggia a vuoto. E i misogini prosperano e progrediscono.

      Mi piace

    • Nessuno nega l’esistenza degli stereotipi, ma personalmente ritengo che sia proprio quello che diceva Paolo a renderne chiara la formazione: ci sono infiniti modi di vivere l’essere uomo e l’essere donna e proprio perché alcuni sono statisticamente più frequenti di altri, la tendenza comune (non di tutti, ovviamente) è quella di semplificare la realtà considerando questi ultimi come quelli universali in base ai quali classificare tutti gli altri.

      Il sessismo è una forma di pregiudizio particolare proprio perché non avviene su un solo livello (uomo dominante) ma è ambivalente: esistono, infatti, dei contesti in cui è la donna a essere considerata dominante (nelle relazioni, ad esempio). In altre parole, gli uomini sono più “potenti” da un lato (struttura sociale) e le donne dall’altro (relazione interpersonale).

      Mi piace

      • Allora se è tutta una questione di scelte individuali e statistiche, nelle frasi della pubblicità: “Lei cercherà tenerezza, lui avventure; Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà.” Dov’è il problema? Non c’è nessun problema perché poi ognuno farà la sua scelta individuale.
        Ti potrei far notare un’altra cosa; tanto più una società è autoritaria, tanto più i ruoli del maschile e femminile sono rigidi, con aspettative sociali rigide, e al contrario in una società meno autoritaria più libera, i ruoli sono più fluidi.

        Il sessismo non è un pregiudizio, ma una discriminazione, che è un po’ diverso.
        Dici: “gli uomini sono più “potenti” da un lato (struttura sociale).” Questo perché? è un fatto biologico e la donna è stata esclusa dalla vita sociale o si è esclusa da sola?
        Nelle relazioni interpersonali, siamo sicuri che la donna sia dominante? Per me no! Nel sesso, per esempio, la donna non conta nulla è solo oggetto, di servizio, (piacere maschile) o di funzione (maternità) e mi sfugge il sessismo delle donne verso gli uomini. Perché le donne sono sessiste, sì ma verso le altre donne o categorie considerate “inferiori” (omosessuali), ma non verso il maschio eterosessuale. Perché per essere sessisti occorre il dominio.

        Mi piace

      • beh, Ida, in base al tuo criterio a me sembra che la società occidentale sia la più libera tra quelle esistenti al mondo attualmente (e mi riferisco alle popolazioni numericamente superiori al centinaio o al migliaio)

        Mi piace

      • Ma infatti il problema non è nelle frasi in sé (“Lei cercherà tenerezza, lui avventure; Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà.”), il problema è che quelle frasi sono state associate ad una differenza biologica innegabile. Dire che lei cercherà tenerezza e lui avventure non può assolutamente essere paragonato col dire che lei ha una vagina e lui un pene, come invece viene fatto in questa pubblicità.

        Io sono convinta di quello che ho scritto: il sessismo è una forma di pregiudizio, è un atteggiamento, una disposizione; la discriminazione, invece, è un comportamento.

        Io semplicemente non mi sento di dire che se l’uomo è più “potente” nella gerarchia sociale è un fatto biologico; ritengo che l’aspetto culturale sia altrettanto rilevante.

        Quando dico che la donna è dominante nelle relazioni intendo dire che è generalmente considerata più legata a quella dimensione. Lo stereotipo di genere “base” vuole l’uomo competente e la donna calorosa, attenta agli altri e premurosa; caratteristiche che luogo comune non vuole siano attribuite in altrettanta misura agli uomini.
        E hai voglia se il sessismo c’è verso gli uomini! In psicologia è stata pure inventata una scala per misurarlo (The Ambivalence Toward Men Inventory): sono stati trovati punteggi elevati di sessismo ostile da parte delle donne nei confronti degli uomini.

        Mi piace

      • “Nel sesso, per esempio, la donna non conta nulla è solo oggetto, di servizio, (piacere maschile) o di funzione (maternità)”

        io sarei più ottimista nonostante specie in Italia ci siano molte arretratezze rispetto al resto dell’Occidente

        Mi piace

  6. E brava Roberta a indicarci le tante sfaccettature della realtà

    Mi piace

  7. Io sono curiosa di conoscere – fuori i nomi e cognomi – i creativi che hanno confezionato questa “perla”. E mi piacerebbe anche sapere con esattezza dove vivono.

    Mi piace

  8. per il resto per me è ovvio che calore e competenza relazionale, così come l’assenza di queste cose, possono essere negli uomini e nelle donne

    Mi piace

  9. @ Roberta. Allora, forse non mi sono spiegata bene, non ho mai detto: “ l’uomo è più “potente” nella gerarchia sociale è un fatto biologico;” ma ho detto che l’uomo, ha fondato il suo dominio sulla differenza morfologica sessuale, non che la differenza ha creato il dominio.
    Inquadrare uomini e donne in base agli stereotipi di genere e ai relativi pregiudizi è sessismo, ma non è solo questo il sessismo. Manifestare ed esercitare una presunta superiorità, o un presunto maggior valore o capacità di un sesso rispetto ad un altro. Odio per un genere; (misoginia e misandria). Assegnare qualità in base al sesso. Detto così, anche le donne possono essere potenzialmente sessiste nei confronti dell’uomo, ma non lo possono esercitare. L’esercizio del sessismo è quello che conduce all’esclusione di un sesso, quindi è una discriminazione in base al sesso. Il pregiudizio alimenta il sessismo, ma è il dominio che lo esercita. Quando m’iscrissi all’università, mi fu detto che non era una specializzazione per donne, ( pregiudizio sessista) il risultato di questo pregiudizio, porta l’esclusione delle donne a quegli studi, ai miei tempi (primi anni 80) abbiamo finito solo in tre donne. Oggi, che probabilmente questo pregiudizio sessista non c’è più o si è affievolito, ho visto che le donne iscritte sono il 45% e che finiscono il corso laureandosi il 52%. Quando dici: “Lo stereotipo di genere “base” vuole l’uomo competente e la donna calorosa, attenta agli altri e premurosa; caratteristiche che luogo comune non vuole siano attribuite in altrettanta misura agli uomini.” Giusto quello che dici ed è un pregiudizio sessista, ma non bisogna fermarsi qui, perché qual è la conseguenza di questi pregiudizi? L’esclusione della donna dalla vita sociale e dalle attività professionali. Segregandola in casa nei compiti di cura. Penso ora di essere stata un po’ più chiara nell’esporre il mio pensiero.

    Mi piace

  10. @Paolo. Si! Nel mondo occidentale i concetti di mascolinità e femminilità sono più liberi. Si può verificare facilmente, con il mondo islamico, dove la femminilità e mascolinità sono concetti più rigidi, l’aspettativa sociale sul genere è più rigida che da noi. Io nei paesi islamici sarei stata lapidata..

    Mi piace

  11. Sì, Paolo, anch’io punterei un po’ di più sull'”ottimismo”.

    Mi piace

  12. L’ottimismo è come la speranza, satolla lo spirito e affama la panza.
    Comunque il sessismo non è uno sport equestre.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sessismo

    Mi piace

  13. Certo che no, IDA. Come peraltro la realtà non è una foto in bianco e nero.

    Mi piace

  14. La realtà narrata è sempre parziale, ma cambiare il significato alle parole, vuol dire deformare la realtà. Meglio una realtà parziale che deformata.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

dubbi(e)verità

Dubbi e verità o Dubbie verità?

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: