“… un sol che nel bel volto porta la notte, et ha negli occhi il giorno”

di Giovan Battista Marino*

LA BELLA SCHIAVA

Liù

Liù, “schiava d’amore” della Turandot di Giacomo Puccini. Immagine da http://operaomniablog.blogspot.it/

Nera sì, ma se’ bella, o di Natura
fra le belle d’Amor leggiadro mostro.
Fosca è l’alba appo te, perde e s’oscura
presso l’ebeno tuo l’avorio e l’ostro.

Or quando, or dove il mondo antico o il nostro
vide sì viva mai, sentì sì pura,
o luce uscir di tenebroso inchiostro,
o di spento carbon nascere arsura?
Servo di chi m’è serva, ecco ch’avolto

porto di bruno laccio il core intorno,
che per candida man non fia mai sciolto.
Là ’ve più ardi, o sol, sol per tuo scorno
un sole è nato, un sol che nel bel volto
porta la notte, et ha negli occhi il giorno.

*«La bellezza della schiava non ricorda quella della sposa del Cantico?», mi ha scritto Giuseppe Porzi, amico caro, collega, scrittore, traduttore, intelletuale raffinato (e dotato della grazia dell’ironia), dopo aver letto sul nostro blog il Cantico dei Cantici. Questo sonetto di Giovan Battista Marino arriva da lui e io spero che da Giuseppe arrivino tante altre pagine per tutte/tutti noi.

«Il sonetto è contenuto nella raccolta La Lira, che a sua volta è contenuta nelle Rime».

(p.c.)

6 Risposte

  1. Con uno scivolone semantico dell’aggettivo “nera”, magari sì. Perché la sposa del Cantico era “nera” in quanto abbronzata dal sole, dato che viene presentata come pastora. Quindi “nera” allo stesso modo della mietitrice di cui è innamorato uno dei parlanti de “I mietitori” di Teocrito (“E’ nera, ma che importa? Anche le viole sono nere eppure si colgono”, cito a memoria). Quindi entrambe in contrasto, per necessità di dislocazione sociale, con l’esigenza propria dei piani alti che le donne dovessero conservare la pelle bianca, preferibilmente standosene chiuse dentro casa. la schiava del Marino, ohimé, doveva essere proprio un’esponente di quelle/quegli africani e africani dell’Africa nera importati come servi in Europa tra cinque e settecento. Diciamo che non era in condizione da poter obiettare al Marino. Poi c’è la schiava devota, in senso proprio, che immola sé stessa per salvare la vita al padrone, che è pure innamorato di un’altra. Alé. Ve piacerebbe eh?

    Mi piace

  2. Mi sa che erano i gigli, poro Teocrito🙂

    Mi piace

  3. E neanche era mietitrice, uff, era la flautista che accompagnava il canto dei mietitori.

    Mi piace

  4. Paola, ciao! Ti risponderà Giuseppe Porzi: è allertato.

    Mi piace

  5. Ahah grazie! Allora preciso che sfogliando l’album botanico della lirica antica (in senso metaforico) mi sono ricordata che erano i giacinti😉

    Mi piace

  6. I giacinti? Adoro. Grazie.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: