«Finalmente ho pianto»

di Giuseppe Di Modugno*

GIARDINI DIAZ

giardini diaz

I Giardini Diaz di Macerata. Con un grazie e gli auguri di Buon Anno a Loretta Bentivoglio dell’ufficio stampa del Comune che ci ha fornito l’immagine

Ti ho incontrata per caso

tra i fiori di maggio

ho affrettato il passo

volevo guardarti in viso

temendo di sbagliare

invece eri proprio tu

racchiusa in un piccolo

raggio di sole

riflesso negli occhi innocenti

ridenti della mia bimba

tra le auto e i cavallini

della giostra ai Giardini Diaz

e tutto il mondo

girava in quel sorriso

Sottile gioia

in quel piccolo

raggio di sole

sei rimasta con me

tutta la sera

tra i bicchieri di vino

rosso rubino

al suono delle chitarre

di voci amiche al canto

poi

finalmente ho pianto

l'inganno felice* Questa poesia è tratta da “L’inganno felice”, raccolta che Giuseppe Di Modugno, anzi Pino, ha fatto stampare in 500 copie per farne dono agli amici (in mezzo ai quali, con gioia, anche la sottoscritta). È un canto lieve dedicato a una figlia e alla scoperta della felicità.

Giornalista, scrittore, cultore di storia, paesaggio e bellezza locale maceratese, musicista, autore di canzoni e tanto altro, Pino mi ha spiegato in un messaggio Facebook: «Come è scritto nelle “Istruzioni per l’uso” della raccolta, il superamento dell’inganno (“felice”, ma “inganno”) per me è avvenuto con il recupero del sentimento e delle emozioni attraverso (anche) eventi che, pur nella loro normalità, si sono rivelati man mano speciali.
“Giardini Diaz” si riferisce alla scoperta della felicità, “incontrata per caso” nel condurre mia figlia Stella (ora trentaquattrenne, ma allora di circa 5 anni) di domenica mattina ai giardini pubblici di Macerata, dove era situata una giostra con cavallini, che a lei piaceva molto.
Guardando lei che si divertiva sulla giostra ho provato anch’io una gioia profonda, sottile e immensa. Poi la sera, ritrovandomi in compagnia con un gruppo di amici, tra un bicchiere di vino ed un canto accompagnato da chitarre, la felicità di quel giorno ha raggiunto l’apice.
E ho pianto, naturalmente di gioia.
Cose semplici, ma importanti…
E, spero, universali».

La sua dedica a me porta la data del 19 settembre 2013

(Paola Ciccioli)

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