Auguri dorati

di Piero Calamandrei*

Mariagrazia Sinibaldi davanti alla stazione Cadorna di Milano, il giorno in cui sua nipote è partita per l'Australia. (foto di Paola Ciccioli)

Mariagrazia Sinibaldi davanti alla stazione Cadorna di Milano, il giorno in cui la nipote Sara è partita per l’Australia. (foto di Paola Ciccioli)

Auguri, auguri… Non so: mi pareva, or non è molto, di averle da scriver tante belle cose su questi auguri! Di doverglieli fare dorati, splendidi, musicali, pieni di giocondità e di esuberanza giovanile. Ed ora, non so perché, quasi non trovo che scriverle. Al solito, come quando debbo parlarle, ora che vorrei scriverle con quanta forza di sentimento e con quanta sincerità commossa desidero ogni felicità alla Sua vita, mi pare che una barriera grigia di freddezza s’inalzi tra Lei e me e faccia morire senz’eco le mie parole.

E pure so che, se Ella volesse, una sola spinta lieve della Sua mano farebbe ruinare la barriera che ci separa: e sarebbe così piccola la fatica! Ma, già, non per suggerirle una sia pur leggera fatica, Le scrivo; questa mia lettera è una lettera di auguri: e le lettere d’auguri hanno da essere allegre, specialmente l’ultimo giorno di Carnevale!

E allora, per rientrare in carreggiata, senta. Tra tutti gli auguri che domani Le giungeranno da affetti vicini e lontani, da parentele e da amicizie, non Le spiaccia contare anche i miei, sia pure ultimi. Li consideri come gli auguri di un amico, di un amico eccentrico, di un vecchio amico… Stavo per dire di un amico vecchio. Poiché io, che della giovinezza adoro gli ardimenti, provo talvolta certi sconforti stanchi che mi affievoliscono, certe nostalgie tacite, certi desideri quasi rabbiosi di tenerezze giovini che colmino di vitalità un vuoto infinito fatto in me non so da che rovina: mi par quasi di vivere invano e di aver vissuto tanto tanto… Parlar di vecchiezza a vent’anni… Dico io sul serio? Forse no. Tante volte Ella mi ha ripetuto che anch’io non so fare un discorso serio mai!

Ma almeno questo Le faccio sul serio. Il voto che in Lei non passi mai una nube di quelle che, quasi presagio di vecchiezza, velano talvolta, ignorate, le giovinezze più baldanzose: e che mai più, d’ora in poi, Le accada di ricevere per la Sua festa una lettera d’auguri sconclusionata come questa mia!

Le invio, come sempre indifferente (badi! Qui indifferente vuol dire non differente, cioè immutato!), i miei più vivi ossequi.

Suo Dev.imo

PIERO CALAMADREI

Firenze 22.II.09

Ada

*Calamandrei, giovanissimo universitario, invia questa lettera piena di sentimento ad Ada Cocci, che diventerà sua moglie. La pagina del libro che la contiene – “Ada con gli occhi stellanti” – ha una delle mie solite “orecchiette”, segno di particolare vicinanza interiore con ciò che ho letto. Il libro mi è stato regalato da una persona cara e io – oggi – non trovo parole più perfette di queste per fare gli auguri a Mariagrazia Sinibaldi per i suoi ottant’anni. Ringraziandola, ma ringraziandola davvero, per la passione, la gentilezza, la costanza, la fiducia e la verità con cui ci «colma di vitalità».

Il titolo del post è lo stesso dell’epistolario pubblicato da Sellerio nel 2005.

Buon compleanno, Mariagrazia.

(Paola)

 

4 Risposte

  1. Che donna devi essere per ricevere parole d’augurio come queste? Che amiche hai per ricevere parole d’augurio come queste?
    angela

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  2. auguri cara Maria Grazia, le parole di Calamandrei citate da Paola, ben si addicono alla tua persona! un abbraccio

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  3. paola mia, appena hai pubblicato questa meraviglia (e non ho la forza di aggiungere altro) ti ho scritto, qui sul blog…..scrivi …. scrivi….scrivi…poi ho premuto un pulsantino e ho spedito…o almeno credevo. Oggi mi rendo conto che con tutte i miei ben noti pasticci non sono riuscita nel mio intento. Allora ricomincio da capo:
    E’inutile dire che ogni volta che ti rivolgi a me mi commuovi. Pensaci bene: questa nostra amicizia, così giovane (pochi anni di vita) è così forte da farci sentire l’un l’altra senza dire una parola.E’ forte in modo tale da farci ricercare nei momenti importanti…. e sempre con molta semplicità, con molta scioltezza….. senza la preoccupazione di cercae le parole giuste…. queste vengono fuori da sè.
    grazie di cuore per il fatto che mi tieni così nel cuore. Mariagrazia
    ……ps e spero di toccare i tasti giusti, stavolta!

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  4. Sì, sì, Mariagrazia. I tasti giusti li hai toccati, tutti, e in tutti i sensi. Andando avanti negli anni, mi accorgo che nei sentimenti le parole molto spesso sono di troppo. Se ne occorrono tante, qualcosa nella comunicazione o nel rapporto non va. Non che non faccia piacere una chiacchierata, anzi. Ma, almeno per me, un gesto ha spesso più forza e significato di un intero vocabolario.
    Penso spesso alle perline che hai infilato (una dopo l’altra, senza fermarti di fronte a inciampi di ogni tipo e silenziosamente). Qualcosa di prezioso, come lo sono gli insegmamenti.

    https://donnedellarealta.wordpress.com/2014/03/16/il-regalino-che-ha-superato-linfausta-prova-del-venerdi-17/

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