Con il sorriso di Laura, continua in Perù il volo di solidarietà del suo Angelo

di Alba L’Astorina

laura con le donne in peru davanti scuola2

Laura Mancuso seduta tra le donne di Mollebamba, un villaggio sulle Ande peruviane. Tutte le immagini di questo post, ad accezione di quella del marito di Laura, Angelo d’Arrigo, sono tratte dal suo profilo Facebook

Scorro le foto che quotidianamente Laura Mancuso posta dal Perù sulla sua pagina di Facebook, e mi sembra più breve e sopportabile la distanza che divide le nostre vite. Le dà un senso.

La osservo sorridere tra le donne del villaggio sulle Ande peruviane, dove si trova in questi giorni, Mollebamba, un nome esotico sperduto in uno degli 8 distretti della provincia peruviana di Santiago de Chuco. Il paesino (in antica lingua quechua Mullipampa) fa parte di uno dei 25 governi regionali che amministrano il Perù, dal nome altrettanto evocativo: Region de La Libertad.

viaggio

Un senso di vertigine mi provoca vedere la coda dell’aereo sorvolare le Ande, uno dei posti più intensi su questo pianeta. La tensione verso l’alto è uno dei tratti dei paesi andini, un’altitudine che riporta alle viscere della terra. Lo si legge negli occhi neri dei bambini che Laura incontra in questi luoghi, nel loro sguardo profondo, che sembra volere curiosare fin dentro l’anima di chi li osserva.

Penso a quanto straordinario e stravagante debba sembrare ad altri, che non conoscono Laura Mancuso, questo suo viaggio. Ma io so quanto invece la sua presenza in quei posti estremi risponda a esigenze concrete che nascono da dentro e da lontano. È in Perù per controllare come procedono le attività del presidio medico, della scuola, del laboratorio di artigianato che ha messo in piedi grazie ai progetti della Fondazione dedicata a suo marito, Angelo d’Arrigo.

angelo3

Angelo d’Arrigo (Catania, 3 aprile 1961 – Comiso, 26 marzo 2006)

Tra tutti gli entusiasmi e le fatiche che ha condiviso con Angelo, durante le tappe della sua “metamorfosi virtuale da uomo a uccello”, il Perù è stato il luogo che Laura ha sentito subito più suo. È  qui che, dopo la tragica morte di Angelo, avvenuta a seguito di un incidente su un piccolo elicottero su cui viaggiava da passeggero, Laura ha ripreso il filo dei suoi progetti, e ha portato a termine, da sola, il sogno coltivato insieme di reintrodurre in natura i due condor che avevano adottato nella loro casa alle pendici dell’Etna, Inca e Maya. Restituire al volo libero nei cieli andini i due rapaci è stato, per lei, un gesto concreto e simbolico allo stesso tempo. Ha reso più sopportabile un’assenza «non eterea e impercettibile, ma pesante come un macigno», e ha liberato le numerose risorse di cui questa donna da sempre è dotata, portandola a sviluppare progetti di solidarietà molto personali, centrati soprattutto sulle donne in difficoltà.

Di questo parlano le sue foto.

In un’immagine Laura è accovacciata sul marciapiede davanti alla scuola. Il suo sorriso, al centro della foto, è una macchia color oro che spezza a metà la lunga fila di donne sedute ai lati che non guardano l’obiettivo, non si mettono in posa, ma sembrano scrutare l’orizzonte.

donna vende merce

In un’altra, una donna, seduta a terra, vende prodotti di artigianato locale, borse, copricapo, tappeti, e un paio di bamboline di pezza, tutti dai colori accesissimi. Non sembra in ansia per le sue vendite. Continua a tessere la sua tela, nell’attesa appartata di qualcuno che si avvicini. Accanto a lei si scorge il cartello di una comunità olistica senza fine di lucro che invita a visitare il Centro.

Una dottoressa di un presidio scrive una ricetta a una campesina seduta di fronte a lei; la bambina e un’altra donna che l’accompagnano seguono attente i suoi gesti come per non lasciarsi sfuggire neanche un particolare delle sue raccomandazioni.

Ha scelto un social network Laura, per condividere, in maniera informale, con le centinaia di amici che la seguono da tutto il mondo, le immagini del suo viaggio, che molto dicono di quello che è e di come lo vive. Il tempo è prezioso per lei, tuttavia ne trova un po’ per postare, rispondere alle domande degli amici, raccontare le sue emozioni. Le battute che scambia con i suoi cari sono per me un prezioso diario di viaggio che dice di più di quanto qualsiasi comunicato stampa della sua Fondazione potrebbe dire sulla sua impresa in questi giorni in Perù. I messaggi alternano grande entusiasmo e altrettanta fatica, ingredienti che non mancano mai nella sua vita.

donna che sta scrivendo

«Qui è tutto molto complicato. La burocrazia è incomprensibile. Tutto può cambiare da un giorno all’altro e la nostra presenza è fondamentale per garantire che tutto funzioni. Per fortuna abbiamo dei buoni referenti in loco con cui coordinare gran parte del lavoro. Lo sviluppo di questa bella comunità è tangibile. Lì, dove non esiste la proprietà privata e ogni decisione viene presa collettivamente, il sogno di Angelo si sta realizzando. Non so come ringraziare, se non con il sorriso di questi bambini, chi insieme a noi ci ha creduto.»

Si scusa per non aver avuto tempo per guardare le foto della Grecia di un caro amico che le chiede come sta andando. «Qui cerchiamo di risolvere una cosa alla volta. Per adesso bene. A presto». Qualcuno si offre per dare una mano. «La prossima volta! Ci sono un sacco di cose da fare!». Scuole, laboratori di artigianato e presidi medici sono i luoghi che visita per verificare che tutto proceda nel senso voluto da lei e da Angelo. «La posta medica funziona. C’è la fila però funziona! Grazie a Miguel che ci ha aiutato a costruirla, a Maurizio e Norbina che ci lavorano e a tutti gli amici e sostenitori della Fondazione Angelo D’Arrigo. Una gioia immensa».

Le scrivo che vorrei fare un pezzo sul suo viaggio in Perù, proviamo a prendere un appuntamento via Skype una di queste notti, considerando le 7 ore di differenza del fuso orario. Non ci riusciamo, ma via chat trova il tempo anche per me.

laura con le donne in peru

«In Perù fa freddo in questo periodo, corrisponde al nostro inverno. L’alta quota (quasi 4000 metri) genera stanchezza e malessere. Ogni passo, soprattutto se in salita, si compie a fatica, manca il respiro. Come sai, negli ultimi tempi ho dovuto mio malgrado trascurare il lavoro e i progetti in Perù….

La situazione che ho trovato qui è complicata. Angelo e io avevamo immaginato e sperato di contribuire, con il suo progetto di reintroduzione di una coppia di condor, allo sviluppo di una comunità che ha origini e conserva tradizioni millenarie. Con la scomparsa di Angelo ho pensato di continuare quella che era solo un’idea, un sogno, ma che con l’aiuto della Fondazione si sta trasformando in realtà. I progetti sono tanti, diversificati e ambiziosi: non un aiuto a breve termine ma un ampio progetto di rilancio di questa zona. Qui si trova l’antico sito preincaico di Maukayacta (Laura ne parla nel suo libro In volo senza confini). È un sito che la popolazione sta facendo riaffiorare con tanto lavoro e che non ha niente da invidiare al più conosciuto Machu Picchu.»

Laura in questi giorni incontra la comunità di donne che ha elaborato il progetto di un asilo prescolare, prezioso aiuto per chi sta nel campo a lavorare molte ore della giornata. Discute della possibilità di far arrivare dei medici italiani nel presidio, uno scambio tra sistemi diversi di cura della persona, non alternativi tra loro. Ma parla anche con gli amministratori di questo paese andino, affronta tanta burocrazia, fa i conti con un sistema di lavoro faticoso, cerca di definire bene il ruolo della Fondazione e il senso del loro sostegno, scacciando la percezione, che emerge a tratti, che tutto sia dovuto e scontato.

bimbo bellq

Mi incuriosisce capire perché è soprattutto con le donne che Laura sviluppa i suoi progetti, come quello di insegnare a volare a chi ha avuto e ha difficoltà nella propria vita.(1) Capisco, dalle sue parole, che non è solo affinità di genere; l’universo femminile, con le sue libertà negate o conquistate, permette di esplorare i significati che ciascuno decide di dare alla propria vita, tra le difficoltà, i pregiudizi, le paure, i veti degli altri e le censure che spesso ci poniamo da soli.

* (1) Laura parla di questa esperienza nel suo libro “Mestiere di donna”, Fontana di Trevi Edizioni

 

Per conoscere i progetti di Laura e della Fondazione Angelo D’Arrigo: http://www.angelodarrigo.com/home, http://fondazione.angelodarrigo.com.

Una Risposta

  1. bellissimo articolo: completo, preciso, essenziale. escon fuori queste due meravigliose figure di laura e angelo così unite e complici e affiatate nei loro progetti Cosa rara e benevolmente invidiabile

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