“A Dio pensammo e al dono immenso avuto”

di Augusta Marconi Sinibaldi*

Mariagrazia e sua madre in una lontana vacanza in montagna

 

M Mia bimba dolce, intensamente attesa

A Arrivasti un mattin di fine estate.

R Ridemmo io e Papà felici

I Il volto, scambievolmente, stringendo tra le mani.

A A Dio pensammo e al dono immenso avuto, e,

G Grazie! gridammo in cuore, se pur nessuno intese:

R Ridemmo ancora al tuo gridar di vita

e al tuo capino color del rame antico

A A ritroso facemmo di nostra vita il corso

e fu dolce, fremente, e tenero il ricordo, come il

Z Zurlìo dell’api nella valle

e il tenue volo di nubi e di farfalle…

I Io oramai son sola,

ma colma è ancor l’anima mia indolita

e colmo ho ancora il cuore

del solo bene che può dar forza e vita:

A Amore, Amore, Amore!!!

 

(Mammà)

 

*Augusta Marconi Sinibaldi è la madre della nostra Mariagrazia, che ha ritrovato questa poesia nel suo “scatolone” dei ricordi. Insieme con la foto che ritrae madre e figlia durante una lontana vacanza in montagna, per la precisione a Ceppo Morelli, in Piemonte. Il dono in versi è stato scritto, puntualizza Mariagrazia, «sul treno delle 10 del 18 dicembre 1976 da Milano a Roma».

 

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