All’Argentiera leggere e con la benedizione di Freud. La versione di Maria Elena (2)

di Maria Elena Sini

20140421_165939

La meraviglia dei colori dell’Argentiera nello scatto di Maria Elena Sini

Io e Mariagrazia, da quando ci siamo conosciute un paio di estati fa, ci teniamo in contatto attraverso Facebook, dato che tra Milano e la Sardegna c’è di mezzo il mare, ma ogni volta che lei viene a Sassari, patria d’elezione di uno dei suoi figli, riusciamo a vederci.

Questa volta l’occasione è stata determinata dalle vacanze di Pasqua e dopo un aperitivo in centro, nel corso del quale abbiamo avuto l’opportunità di vedere sfilare una delle processioni di Pasqua, abbiamo deciso di fare una gita nel giorno di Pasquetta, data canonica dedicata alle uscite fuoriporta.

Marco,  suo figlio, ha proposto di andare all’Argentiera e io ho aderito con grande piacere perché è una località tra le più suggestive della Sardegna per la particolare bellezza e varietà del paesaggio caratterizzato da montagne di pietra argentata che lambiscono la costa. Si tratta di un vecchio villaggio minerario in cui l’attività estrattiva è cessata nel 1963 e attualmente tutti gli impianti e gran parte delle abitazioni, costruite in un particolare stile con le pietre del luogo, sono in disuso e in stato di abbandono.

Il sito estremamente affascinante è attualmente oggetto di un imponente progetto di recupero e ristrutturazione e ormai da qualche anno, alla fine di luglio, è sede del Festival “SULLA TERRA LEGGERI”, una serie di appuntamenti dedicati ai libri, al giornalismo, alla musica, al teatro, al cinema e alla televisione. Il titolo della rassegna prende il nome da un romanzo di Sergio Atzeni Passavamo sulla terra leggeri, pubblicato postumo nel 1996. In una narrazione in cui si miscelano riferimenti alla geografia e alla storia dell’isola, sovrapposti a un racconto mitico che evoca in forma di idillio il sogno utopico di un Eden perduto, l’autore fa dire a uno dei suoi personaggi: «Passavamo sulla terra leggeri come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta».

Passavamo sulla terra leggeri

Ecco, è questa la natura nella quale si deve immaginare la nostra passeggiata alla Frana, una spiaggia un po’ fuori dal paese. Per arrivarci si percorre una strada sterrata che si snoda in mezzo ai campi che in questa stagione hanno i colori più belli dell’anno. In primavera, prima del caldo dell’estate, la Sardegna è ancora verde, nei prati, punteggiati da piccoli fiori selvatici, si possono cogliere infinite sfumature di verde mischiate al giallo delle margherite, al rosso dei papaveri, al lilla delle violacciocche. Questa tavolozza di colori assume ancora maggiore risalto quando sullo sfondo si staglia l’azzurro intenso del mare.

Io e Mariagrazia abbiamo camminato in questi sentieri dove ci si riempie gli occhi di luce e di colori e si respirano i profumi della natura. Lei dice che, abituata all’atmosfera di Milano, l’aria della Sardegna le dà un po’ alla testa, come una sorta di ubriacatura, come se troppo ossigeno le saturasse il cervello. Abbiamo trascorso un paio d’ore all’aperto e ho potuto constatare che le sue ginocchia bioniche funzionano benissimo dato che abbiamo percorso sentieri di campagna e tra salite e discese fluivano le chiacchiere sempre accompagnate dalla sua risata contagiosa, come è testimoniato dalla foto che Marco ci ha scattato.

20140421_164905

Un’altra immagine delle nostre due blogger il giorno di Pasquetta 2014

Avrei voluto che in quel pomeriggio ci fosse anche la mia amica e collega Silvia, nata all’Argentiera e innamorata del posto, dato che legge regolarmente i post di Mariagrazia che poi giriamo su Facebook e di tanto in tanto commenta: «Ma quanto è in gamba questa signora… Come scrive bene… Quando viene in Sardegna me la devi far conoscere», ma purtroppo non è stato possibile.

La sera, al rientro in città, ci siamo salutate pensando di non rivederci perché io avevo degli impegni nei giorni successivi, ma prima di tornare a casa mi sono accorta che erano rimaste nella mia macchina le cesoie che Marco aveva utilizzato per raccogliere rosmarino e aglio selvatico, i cui profumi impregnavano ancora l’aria. Quindi ho mandato un messaggio dicendo che questa dimenticanza ci dava l’occasione di rivederci .

Andando a scomodare Freud potrei dire che questa apparente coincidenza rivelava un conflitto inconscio tra un’intenzione cosciente (i miei impegni), che è stata perturbata e un’intenzione (quella di ritrovarci) che ha agito inconsciamente.

Appuntamento quindi per una pizza il giorno dopo, questa volta anche con Silvia che ha avuto così l’occasione di conoscere di persona la signora che vedeva solo come una faccina su Facebook. La signora vecchiottina , come Mariagrazia spesso si definisce, anche in questa circostanza ha mostrato tutto il suo spirito giovane e ribelle ordinando la pizza “Bella e Monella”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

dubbi(e)verità

Dubbi e verità o Dubbie verità?

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: