“Avanti un altro!”, indietro tutti

di Chiara Pergamo*

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Chiara Pergamo

Chi segue Paolo Bonolis da diversi anni sa che un cardine del suo stile di conduzione è sempre stato il porsi come un uomo colto, dal linguaggio forbito, con l’aria di chi è l’unico ad aver studiato in un paese di villani: come già detto in principio, però, responsabile dei casting è spesso la signora Bonolis, che conoscendo le attitudini e le abitudini del marito, confeziona scenette in cui il concorrente/ospite/malcapitato di turno sia sempre ridicolizzabile dall’istrionico Paolo, che del suo stile così sopra le righe ha fatto un marchio di fabbrica. Dai tempi delle ormai preistoriche telefonate in studio di Tira & Molla, in cui sembrava che chiamassero solo persone certificate come stupide (casualità probabilmente frutto di un abile lavoro di filtraggio al centralino), Bonolis ha sempre fatto pesare la sua presunta superiorità culturale, che risulterebbe incontestabile se dimostrata in un consesso di dotti, ma che se invece emerge solo per contrasto con abissi di ignoranza ha meno motivo di essere un vanto. In Avanti un altro!, questo meccanismo appare esasperato, quindi cercherò di spiegare con alcuni esempi che cosa intendo:

1. Il valletto o la valletta della puntata

Ho già parlato dell’abitudine di scegliere ogni sera tra il pubblico un “valletto” (o valletta), che oltre ai compiti tradizionalmente spettanti a questa figura televisiva, ha anche quello di fornire opinioni riguardo all’argomento sottoposto dal conduttore. Il valletto è sempre scelto perché, già a un primo sguardo, lombrosianamente lascia intendere di essere una persona di scarsa cultura, magari goffo, impacciato, persino quasi analfabeta, come testimonia il fatto che Bonolis gli faccia anche leggere un avviso su un foglio e di solito il compito sia portato a termine con fatica. Ora, chiedere a una persona evidentemente non colta e istruita quale sia la sua pozione nei confronti del solipsismo o se sia avvezzo a pratiche apotropaiche («Lei è sposato? Con sua moglie si dedica alle pratiche apotropaiche?») è un ovvio, quanto banale, tentativo di metterla in una condizione di imbarazzato silenzio, che un sorriso abbozzato non stempera, ma semmai acuisce.

L’aspetto che forse turba di più, è la quasi assoluta identità tra la gente che ride e il valletto che si imbarazza: mentre lo sventurato risponde che non si è mai domandato quanto sia biasimevole il turpiloquio, il pubblico in studio (ma anche quello da casa) si sganascia senza pensare che, calato nella medesima condizione, rimedierebbe la stessa magra figura, se non una peggiore.

«Sì, ma Paolo scherza, è lui il primo a mettersi in gioco!», così di solito si (e lo) difendono i suoi fan più fedeli: non sono così sicura di questa teoria dell’autoironia e a supporto di questo descriverò alcuni personaggi e scenari che si sono andati delineando in queste tre edizioni di Avanti un altro!

Come detto, le persone di scarsa cultura o anche solo caratterizzate da qualche difetto fisico che le renda adatti allo sfottò, sono spesso chiamate a diventare il valletto o la valletta della serata: il risultato, però, è anche più tangibile quando si crea un potente mix tra due elementi, ossia la rappresentazione televisiva dello “scemo del villaggio” e quella dell’anzianità. Se il valletto, oltre che ignorante, è anche vecchio, farà ancora più ridere, come gli altri vecchi e vecchie del programma.

2. Le donne anziane

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L’ex conduttore di “Avanti un altro!” Paolo Bonolis con una delle sue vittime

Ci sono due casi che uniscono la rappresentazione della donna e quella dell’anziano ridicolizzabile: il primo è costituito da una coppia che ha fatto parte del Minimondo fino alla seconda edizione, due anziane ribattezzate “il Duo Novembre” che entravano in scena abbozzando un balletto su un pezzo dance e poi rivolgevano al concorrente una domanda sul mondo dei giovani. Inutile dire che risultavano abbastanza sciocche, ma per lo meno nessuno si faceva del male e, soprattutto, non sono stare riproposte per la terza edizione; il secondo caso, invece, è più particolare: ogni sera, una delle domande speciali viene letta da Luca Laurenti.

Il rituale prevede che il Maestro racconti una breve storiella volutamente demenziale che ha sempre per protagonista un personaggio immaginario chiamato semplicemente “La Vecchia”: in ciascun branetto, la vecchia subisce disgrazie e angherie, spesso muore anche, ma la storiella non è neppure funzionale alla domanda, che sarà su un tema del tutto diverso. Riporto due casi recenti delle storie della vecchia:

Un giorno, la vecchia viene svegliata di soprassalto da una voce che arriva dall’esterno: «La casa è circondata, esca fuori con le mani alzate!». La vecchia non capisce che succede e risponde «Ma c’ho fatto?». In quel momento un lacrimogeno sfonda la finestra di casa. La vecchia esce di corsa con le mani in alto. Fuori dieci agenti incappucciati le saltano addosso, le mettono un cappuccio in testa e la portano via. Quando le tolgono il cappuccio, la vecchia è davanti a un giudice che le dice: «E per questo la condanno a 15 anni!». «Ma cosa ho fatto?», urla la vecchia. Nessuno risponde e la portano via. In carcere il compagno di cella, per le prime tre settimane, la usa come materasso, poi come comodino, e in seguito come scolapasta.

Una mattina di sette mesi dopo le rimettono un cappuccio in testa e la portano via. Quando glielo tolgono è nel salotto di casa sua di fronte a un uomo brizzolato che le dice: «Buonasera signora, lei è stata scelta come campione per uno studio sui vecchi e l’infarto. Ha reagito benissimo, complimenti: questi sono cinquantamila euro per lei. Ha qualcosa da dire?». «Sì: va’ mmorì ammazzato».

La vecchia prende subito i soldi ed esce di corsa per depositarli in banca ma appena mette piede sul marciapiede scivola su una buccia di banana e muore.

Chi è Luc Besson?

Un regista o un cantante?

Per far capire meglio di cosa parlo, ecco un altro brano:

Sono le due di notte. In paese regna il silenzio e tutti dormono. All’improvviso il gallo comincia a cantare. Gli abitanti del paese si svegliano. Passano dieci minuti e il gallo non ha ancora smesso. Una donna s’affaccia alla finestra e gli tira una scarpa ma non lo prende, anche perché fuori non si vede niente. Un ragazzo tira un sasso, il gallo riesce a schivarlo. Un uomo spara col fucile, il gallo schiva anche il proiettile. Il colpo centra una figura scura poco distante che stramazza al suolo. Chi potrebbe essere, un giovane? Uno di mezza età?…

È la vecchia. Il gallo spaventato smette di cantare e vola via. Da quel giorno il gallo non è più tornato. Attualmente, tutte le mattine alle cinque, la vecchia è programmata per fare il gallo del paese anche se ha scoperto di essere allergica al mangime.

Com’era soprannominato Socrates, calciatore brasiliano che giocò nella Fiorentina?

Pantera mulatta o Tacco di Dio?

Nella prima storiella, la Vecchia (che non ha neppure un nome, è solo una vecchia), «scivola su una buccia di banana e muore» mentre nella seconda «Attualmente, tutte le mattine alle cinque, la vecchia è programmata per fare il gallo del paese anche se ha scoperto di essere allergica al mangime». Insomma, in un caso una morte stupidina da film di Stanlio e Ollio e nell’altro addirittura l’abbassamento allo stato animale.

In una delle puntate andate in onda alla fine di gennaio si è verificato un episodio che, nel suo piccolo, ha creato un po’ di clamore tra appassionati e detrattori del programma: per un motivo inspiegabile, Bonolis ha preso una vecchia (vera, stavolta) dal pubblico, l’ha arrotolata nel nastro adesivo bianco come fosse una mummia e l’ha trascinata in giro per lo studio sballottandola qua e là e facendola anche cadere a terra. Su Facebook esistono diverse pagine dedicate al programma e gestite dai fan ed è proprio in queste pagine che ho letto alcuni post a mio dire significativi in merito a quella vicenda: un utente scrive:

«Bonolis mi piace, è un bravo presentatore e sa sempre far ridere, però forse con la signora anziana di stasera ha un po’ esagerato… voglio dire, trascinarla così come un salame…».

Una signora aggiunge:  «Quel presunto professionista che è il signor Bonolis dovrebbe solo vergognarsi per il modo volgare e offensivo con cui tratta le persone in difficoltà, soprattutto quando si tratta di persone anziane: è davvero inaccettabile che scene come quelle di stasera vadano in onda in un programma tanto seguito anche dai bambini!».

Ovviamente, a questo genere di commenti ribattono i fedelissimi:

«E vabbè, non ti obbliga mica nessuno a guardare avanti un altro… cioè… se non ti piace guardati quella palla dell’eredità con quel morto di carlo conti!».

A quanto pare, l’esercito dei seguaci di Bonolis non pare trovare grave la denigrazione delle persone anziane e la loro esasperata e continua ridicolizzazione: anzi, un anziano su tutti è diventato un cult…

*Quando hai la ventura di insegnare a studenti universitari a riconoscere i messaggi sessisti, svalutativi e discriminatori contenuti nei media nostrani, e ti ritrovi una tesina di fine corso come questa, che voto dai? Siccome più di 30 e lode non si può, cerchi – come nel mio caso – di far sapere a quante più persone possibile di cosa siano capaci molte ragazze e ragazzi con i quali sei venuta fortunatamente in contatto. È il caso di Chiara Pergamo, laurea triennale in Cattolica e ora prossima al conseguimento della Magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione in Bicocca: appassionata di televisione (e lo dichiara senza complessi), ha proposto e scritto un’analisi del programma di Canale 5, lasciandomi senza parole. Non lo avevo mai visto e non credevo si potesse arrivare a tanto. Chiara mi ha informata che il conduttore adesso è cambiato e all’argomento dedicheremo il prossimo post. Il titolo di questo estratto del suo lavoro è lo stesso che ha dato lei alla sua tesina. (Paola Ciccioli)

4 Risposte

  1. Brava.

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  2. E’ nato primo l’uovo o la gallina? Ovvero il programmatore segue la domanda oppure l’offerta tende a plasmare l’interesse del pubblico? Cosa dire dell’usuale prepotenza anche fisica sul piccolo brutto anziano che fa da spalla al conduttore simpatico e belloccio? E perchè Laurenti da una vita continua a balbettare e a incespicare davanti a Bonolis? Ma perchè questa squallida scena continua ad andare in onda sempre uguale? Qualcuno è consapevole e lo fa per quattrini, ma tutti gli altri sanno bene cosa succederà nei pochi minuti di celebrità loro concessi? Solleverei un problema sui diversamente consci.

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