Makramè, il tessuto del benessere imbastito di asimmetrie

di Antonella Piccolo e Wanda Di Pierro

Makramè apertura

Donne del mondo creano insieme. Tutte le foto sono dell’associazione Macramè

«Makramè – tessere percorsi relazionali –  è un’associazione che nasce nel settembre 2005 e che inizia

la sua attività operando nei campi della convivenza, dell’integrazione e del disagio psicologico, sociale e istituzionale.

L’immagine del makramè, come tessuto costituito da fili di diverso spessore intrecciati e annodati, rappresenta per noi l’idea delle possibili connessioni tra la pluralità di persone, relazioni, spazi e significati all’interno del tessuto sociale. Fondiamo dunque la nostra azione a partire dall’assunto che il benessere delle persone sia strettamente connesso all’appartenenza a reti sociali plurali.

Le proposte di lavoro dell’associazione nei primi anni si concentrano sulla promozione del benessere psicofisico e intercettano differenti tipologie di destinatari: dagli anziani, agli adolescenti, ai bambini. Ma sin da subito, un occhio di riguardo viene dedicato alle donne tutte, italiane e migranti, nel tentativo di attivare percorsi che restituiscano alle donne un’adeguata visibilità e la possibilità di ottenere un riconoscimento del proprio ruolo e del proprio spazio sociale.

A fine 2011 subentrano nuove socie all’interno dell’associazione. Il loro ingresso permette di delineare piu’ precisamente la nostra mission: realizzare azioni che mirano alla promozione del dialogo interculturale e del protagonismo delle donne; tessere relazioni a partire dalle donne, rispondendo ai bisogni e ai desideri legati alla condivisione, alla socialità, al riconoscimento e alla reciproca valorizzazione.

akrame

Perché donne italiane e straniere insieme? Makramè assume l’esistenza di fatto di relazioni asimmetriche tra donne italiane e straniere: asimmetrie che si concretizzano in termini di differenti condizioni di vita, differente esercizio di cittadinanza ma soprattutto nei termini di differenti “saperi” esercitati. E proprio a partire dall’osservazione di questo fenomeno, Makramè scommette sulla costruzione di relazioni interculturali paritarie tra donne tutte, poiché solo con il dialogo, il confronto e il “fare insieme” è possibile sfatare stereotipi e pregiudizi reciproci. E’ solo con la costruzione di relazioni positive che la condizione di asimmetria, ritenuta fonte di conflittualità molto complessa da gestire, può diventare elemento di grande fecondità, trasformando le differenze in risorse e non in limiti.

E se da un lato tessere relazioni significa agire sulle asimmetrie, dall’altro rappresenta una possibile risposta alla solitudine, al rischio di esclusione sociale che spesso colpisce le donne e in alcuni casi in particolare le donne immigrate.

Makramè ritiene fondamentale il coinvolgimento delle donne migranti che, al di là della differenza su cui si articolano le loro caratteristiche, sono esposte a discriminazioni multiple, in quanto donne e in quanto immigrate.

Makramè

Makramè rimette dunque al centro le relazioni tra persone, quelle vitali, quelle creative, quelle centrate sulla volontà di ricominciare a desiderare, desiderare e “fare insieme” in opposizione allo stile di una società che educa all’individualismo, alla chiusura, alla diffidenza e alla competitività. Rimettere al centro le relazioni dunque per segnare il territorio con la presenza femminile, per costruire nuove forme di protagonismo.

Per queste ragioni, l’associazione si pone come obiettivo a breve e medio termine, quello della ricerca di bandi e finanziamenti che permettano di sperimentare azioni mirate a costruire relazione, incontro, scambio tra donne a partire dalla condivisione di un “fare insieme”. Un “Fare Insieme” che supera le barriere linguistiche e culturali alla ricerca di linguaggi comuni e meticci non necessariamente veicolati dalla conoscenza e padronanza della lingua e cultura italiana. “Un fare insieme” che ci ha portato oggi alla creazione di un laboratorio creativo sartoriale che coinvolge 15 donne di diversa provenienza e che permette l’emersione dei desideri a partire da un fare concreto.

*Eccoci, ci siamo. Antonella Piccolo, sociologa, e Wanda Di Pierro, psicologa, ci hanno presentato la loro associazione. Partiamo da qui, da Makramè, e dall‘intervista che Laura Querci ha realizzato nel laboratorio di sartoria multietnico creato da questa associazione, per ampliare i canali espressivi del nostro amato blog. A breve potete ascoltare la sintesi dell’incontro di Laura con Antonella e Wanda in podcast, cliccando sul logo di RadioTrotter. (Paola Ciccioli)

 

 

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