Il regalino che ha superato l’infausta prova del venerdì 17

di Mariagrazia Sinibaldi 

Dedicato a Paola

Mariagrazia, Paola e, sul tavolo, la borsa di  fiori e perline fatta a mano dalla “signora Vecchiottina”

Mariagrazia, Paola e, sul tavolo, la borsa di
fiori e perline fatta a mano dalla “signora Vecchiottina”

E ce lo sapeva, lei, la signora Vecchiottina. Ce lo sapeva bene!

Il venerdì 17 deve essere dedicato alla totale assenza di pensieri, programmi, attività.

E se le ricordava bene, lei, le vecchie sarte che non tagliavano le stoffe né di martedì né di venerdì…..

Figurarsi poi di venerdi 17!!!

Già il martedì aveva fatto la sciocchezza di tagliare una stoffa, per rendersi poi conto che la stoffa non era quella adatta allo scopo… ma intanto aveva continuato a lavorare, e il martedì, e il mercoledì e il giovedì, cercando di arrangiare in qualche modo la maledetta stoffa e montarla sulla sua piccola opera d’arte. Perché in realtà la signora Vecchiottina era ben orgogliosa del lavoro eseguito fino ad allora, che aveva iniziato a ottobre, e nel quale aveva pazientemente, armoniosamente e amorevolmente mescolato fantasia e tecnica…. E lì dove la tecnica cedeva, la fantasia sorridente aiutava validamente e nascondeva i difetti. 

Ma adesso la fantasia non c’entrava più…. Adesso, aride e arcigne, subentravano la tecnica e la pratica e l’esperienza…. Tutte cose noiose che la signora Vecchiottina proprio non amava!

…e daje a cucire e scucire per 3 giorni consecutivi, finché giovedì sera verso le 10 aveva preso la decisione della sua vita: cambiare stoffa. E, come sua abitudine, essendo molto tarda l’ora della sera, la nostra signora aveva ragionato tra sé e sé: «ci penserò domani, adesso non posso fare niente». La sciocchina, però, non aveva messo mente che l’indomani, giorno decisivo, sarebbe stato un fatidico venerdi 17!

Ma la realtà vera era che il tempo passava e la nostra si sentiva schiacciata dalla fretta di finire… nessun altro pensiero se non questo: finire… terminare… finire…. Il regalino che doveva essere consegnato a Natale, da mettere sotto l’albero, si era trasformato in regalo della Befana da appendere al camino…. E intanto anche la Befana inesorabilmente era passata e la Signora Vecchiottina stava ancora a “carissimo amico”. E dunque il venerdì, di buon’ora, la signora Vecchiottina, cominciò a darsi da fare.

Dopo aver gustato un signor caffè, mise in ordine la casa, raccolse tutti i fili, gli spilli, gli aghi che aveva sparso in giro, radunò sul tavolo tutti gli “attrezzi” di cui avrebbe avuto bisogno. Andò in bagno e si vestì in modo carino, truccandosi pure, per creare in sé e attorno a sé una atmosfera serena. Quindi si mise al lavoro.

Sul pezzetto di stoffa color di rosa (e non quell’orrido verdaccio della stoffa precedente) poggiò il modello in carta e si accinse a tagliare…. Un piccolo taglio di non più di un centimetro…. E un altro taglio di due centimetri… la signora Vecchiottina prese coraggio e si preparò a tagliare veramente… voleva solo controllare ancora un po’. Squillò il telefono (sempre lui….MANNAGGIA), era una delle sue tante cugine da Roma che aveva solo voglia di chiacchierare un po’. Anche la signora Vecchiottina aveva voglia di chiacchierare un po’: appoggiò quindi il microfono tra la spalla e l’orecchio, andando avanti con leggeri pettegolezzi di famiglia… Aveva in mano le forbici, la nostra, le aveva poggiate sulla stoffa, con un ultimo barlume di coscienza aveva dato un’occhiatina al tutto… ma il microfono poggiato, in modo un po’ precario, tra orecchio e spalla scivolò via, la signora Vecchiottina fece un movimento improvviso e… e le forbici si mossero quasi motu proprio ed avvenne… la fatidica sforbiciata! AVEVA SBAGLIATO… naturalmente!

E così l’intera mattinata trascorse nei tentativi di rimediare all’errore fatto. Verso mezzogiorno, finalmente, la fodera color di rosa, con qualche piccola toppa qua e là, che in qualche modo rimediava il guaio combinato in mattinata, era imbastita. Si trattava di cucirla. «Ora è tardi, bisogna mangiare», si disse la nostra “saggia” vecchia signora e rimandò l’impegnativo lavoro al pomeriggio…. Ma intanto, per risparmiare tempo, poggiò sul tavolo la sua preziosa macchina da cucire… bella… moderna… elettrica… e non a manovella, come quella di sua madre!

Un altro momento della consegna del prezioso regalino,  immortalato con il cellulare di Mariagrazia da tal Ciro di  Napoli, sottratto allo scopo al videopoker nel bar  Scarlatti di Milano.

Un altro momento della consegna del prezioso regalino,
immortalato con il cellulare di Mariagrazia da tal Ciro di
Napoli, sottratto allo scopo al videopoker nel bar
Scarlatti di Milano.

Nel pomeriggio, all’ora giusta, seduta sulla sedia adatta, con la luce conveniente, con il filo ben scelto, di colore e di spessore, la signora Vecchiottina, fece un profondo respiro e cominciò. Ma…. ecco… era l’ago a essere sbagliato: bisognava cambiarlo. Allora iniziò l’affannosa ricerca dell’ago più fino… perché, come sempre, le cose ben riposte sono quelle che si perdono meglio. La ricerca fu a 360°…. in tutta casa: oh dio, diciamo la verità, la casa della signora Vecchiottina non era certo Palazzo Farnese, comunque…. I cassetti, inoltre, non erano poi tanti, perché lei, la nostra signora, odiava i cassetti…. Ma gli anfratti, i buchetti, gli sportelletti, le mensoline…. Ehhh quelli sì ce n’erano per casa! E ovunque fu ravanato e fu rovistato: e alla fine
furono ritrovati i famosi aghi Singer da macchina, al posto loro: in una piccola scatola da pastiglie nella grande scatola di latta, ex scatola di biscotti, dove erano radunati tutti gli accessori della macchina da cucire! Cambiò l’ago, fece un profondo respiro, per allentare la tensione dei muscoli che si era venuta accumulando, e cominciò a respirare leggero leggero… e cominciò. Dopo 4 centimetri di lavoro si rese conto che i punti, strettissimi nella parte di sopra, nella parte di sotto erano tutti lenti…. Girò una rondella, come da istruzione di manuale e…. Accadde il contrario…. Sollevò una levetta, i punti si ingarbugliarono… spinse un bottone e i punti scomparvero…. Nel senso che il filo superiore non agganciò il filo inferiore!

MANNAGGIA, MANNAGGIA…. ACCIDENTI SOPRA, ACCIDENTI SOTTO…. PORCO QUA E PORCO LA’

La signora Vecchiottina poggiò la fronte sulle mani a coppa e… pianse!….. e ce lo sapeva bene, povera sprovveduta signora Vecchiottina, che venerdi 17 non doveva nemmeno vestirsi!

Ma la nostra signora, cocciuta come un mulo, non si arrese: tirò fuori dai precordi la sua francescana pazienza e cucì A MANO la stoffetta color di rosa, mettendoci certamente 10 volte più di tempo che se avesse fatto con la macchina. Quando questa fase del lavoro ebbe termine si era fatto tardi, la signora Vecchiottina smise di darsi da fare, e andò a letto. Con decisione e consapevolezza stese le gambe tra le lenzuola e mise fine alla sua travagliatissima giornata.

Il resto del lavoro sarebbe stato eseguito, certamente senza intoppi, dall’indomani, sabato 18 gennaio 2014, in poi….

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