“Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”

 A Sassari carrozzine e ironia contro gli automobilisti incivili
Il flash mob di Sassari (foro di Maria Elena Sini)

Il flash mob di Sassari (foto di Rossella Fadda)

di Maria Elena Sini

Gli articoli di Paola Ciccioli “Sapevo cosa fosse la Sla. Ma non quello che la mia amica in carrozzina avrebbe dovuto affrontare” e “Tre gradini umiliano Ninfa e le impediscono di far festa nella Casa delle donne di Milano” hanno segnalato quanto ancora nella nostra realtà quotidiana siano presenti episodi dominati da insensibilità, fastidio, insofferenza e prevaricazione nei confronti dei disabili.

Per combattere l’occupazione abusiva del posto auto loro riservato, l’esempio più immediato di questa mancanza di senso civico nei confronti delle persone con disabilità motorie, a Sassari, la mia città, sabato 21 dicembre 2013 c’è stato un evento che ha visto la partecipazione di un gruppo di cittadini coordinato da Carmen Anolfo e da Francesca Arcadu, presidente della locale Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (UILDM).

(foto di Rossella Fadda)

(foto di Rossella Fadda)

Prendendo spunto da una analoga iniziativa che si è tenuta a Lisbona, il comitato ha organizzato il flash mob Occupy Parcheggi. Alle 10.30 del mattino, in una delle principali vie commerciali della città affollata da persone impegnate nello shopping natalizio, tante sedie a rotelle sono state parcheggiate al posto delle macchine negli stalli lasciati liberi in seguito a un’autorizzazione dei Vigili urbani.

(foto di Maria Elena Sini)

(foto di Maria Elena Sini)

Si è creata una mobilitazione che ha coinvolto tante persone in carrozzina ma anche loro familiari, amici, cittadini dotati di senso civico che hanno occupato quel tratto di strada mandando un messaggio forte e provocatorio attraverso cartelli colorati e la distribuzione di volantini.

Troppo spesso purtroppo gli scivoli per le carrozzine e gli stalli predisposti per la sosta dei cittadini disabili sono occupati da automobilisti incivili che adducono le più svariate motivazioni per giustificare ciò che invece è ingiustificabile. Le scritte dei cartelli predisposti dai manifestanti infatti riportavano proprio le dichiarazioni degli automobilisti colti in flagrante occupazione impropria di posteggi per disabili : «…stavo comprando le sigarette», «…mi sono fermato solo cinque minuti», «non trovavo altri parcheggi», sino al più assurdo «non pensavo che a quest’ora ci fossero in giro dei disabili…». Come se le persone con disabilità motorie non avessero il diritto a una vita piena con relazioni, amici da incontrare, cene in ristorante, spettacoli al cinema o a teatro, non dovessero avere la possibilità di circolare liberamente per le strade, sulle carreggiate e sui marciapiedi senza incorrere in pericoli costanti o imbattersi in ostacoli creati da concittadini maleducati.

foto di Rossella Fadda

(foto di Rossella Fadda)

I volantini distribuiti ai passanti hanno spiegato il senso della manifestazione e hanno stimolato un confronto con persone che si trovavano casualmente a quell’ora nel centro della città favorendo un momento di riflessione e di informazione. Molti infatti non sanno che un parcheggio per disabili non è un parcheggio come un altro, ma è stato tracciato secondo precise misurazioni che permettono ai disabili di avere un maggiore spazio di movimento dagli sportelli laterali, per loro stessi e per la carrozzina. Un disabile difficilmente potrà scendere dalla macchina se ha parcheggiato in un posteggio qualunque: ha quindi necessità dei parcheggi predisposti dal Comune nelle vicinanze di uffici pubblici, luoghi di ritrovo ecc.

Alcune colleghe della scuola in cui insegno hanno pensato di coinvolgere anche due classi dell’Istituto, così il venerdì i ragazzi hanno preparato i cartelli che sabato hanno mostrato durante il flash mob al quale hanno partecipato accompagnati da alcune docenti. La presenza degli studenti è stato sicuramente un atto di grande valenza civica perché anche la cultura della solidarietà si può imparare attraverso esempi virtuosi e questa esperienza contribuirà a formare cittadini più sensibili e attenti alle necessità degli altri.

foto di Rossella Fadda

(foto di Rossella Fadda)

Nella mia città, che ha aderito a un progetto contro le soste abusive, i cartelli stradali che segnalano la presenza di un posteggio per disabili sotto l’apposito simbolo recano uno slogan ad effetto “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”; forse sarebbe sufficiente riflettere seriamente sul significato di queste parole, provare a immedesimarsi solo per qualche minuto in persone che quotidianamente devono lottare per poter fare ciò che desiderano, ciò che è un loro diritto per adottare un comportamento improntato al rispetto e alla considerazione di chi ha qualche disabilità ma ha la stessa dignità umana dei cosiddetti normali.

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