In un regalo sguaiato la parabola di un amore

di Paola Ciccioli

Donatella Bisutti

Allora è vero che l’essenza di un incontro si rivela al primo istante. Quando un uomo e una donna non hanno ancora preso le misure l’uno dall’altra, eretto difese, manifestato debolezze, imbellettato la propria storia, nascosto sotto il tappeto paure, condizionamenti, viltà. Allora è vero?

Ci sono letture che sono come lenti di ingrandimento, evidenziano quello che ciascuno – meglio, ciascuna – di noi ha vissuto. È il caso di Un amore con due braccia di Donatella Bisutti, un diario in versi che disegna la parabola di un sentimento che fa grandi sogni, è capace di far smarrire qualsiasi strada già tracciata e sembra avere il potere di imporne un’altra senza vicoli ciechi. Ma che, neanche tanto lentamente, approda invece alla disillusione, al pianto, alla meschinità («Sei fuggito portando via con te le tue favole»). E, nel caso dell’autrice, a quella punta di ironico distacco che la aiuta a prendere le distanze dall’uomo che ha generato l’inganno d’amore («per strada spero di non incontrarti/ma nel caso/mi vesto più elegante»).

«Questa fine te la portavi dentro/fin dall’inizio», scrive Donatella Bisutti nel cuore del libro, diviso in tre parti, la prima delle quali è quella della passione, con i corpi che si mescolano, la pelle che si annusa, il sonno che diventa intimità, la gelosia che si affaccia, la bellezza rigenerata dal più giovane «lampo azzurrino» dell’uomo amato.

A leggere la poesia che apre la raccolta, anche lei, Donatella, aveva intuito – o temeva o sapeva – come sarebbe andata a finire:

Ma un’aragosta di plastica

con quelle zampe molli

e rosse

che regalo sguaiato

per il nostro amore appena nato!

Forse mi vuoi dire che è solo un gioco?

Il bisogno di felicità è però tale che il regalo percepito come volgare e inappropriato passa in secondo piano. Restando, fin da subito, il dettaglio rivelatore di una diversità inconciliabile di gusti e sensibilità:

Non sono più disposta

a rinunciare alla felicità

la voglio, capisci,

almeno una volta nella vita,

voglio sapere com’è.

Poesia dopo poesia, la furia di condividere il letto e la colazione si affievolisce. I distacchi e i traumi che hanno forgiato i caratteri rendono reale l’«intermittenza» del discorso amoroso:

Anzi voglio il tuo bene lo voglio

disperatamente

Lo voglio ventitré ore su ventiquattro

Però poi viene la ventiquattresima ora.

Il tempo separa e riporta ognuno alle proprie abitudini: lei alla musica di Bach e al «vecchio reggipetto coi ganci», lui alla Tv accesa appena sveglio e all’«insalata in scatole di plastica». Il sesso diventa «solo un solletico intenso» e nel teatro della passione che sfiorisce – la casa – a parlare restano gli oggetti:

I nostri indumenti si amano ancora

al di là di noi

loro sì sono fedeli

più tolleranti meno infantili

di noi.

L’ultima parte è quella delle domande («Non lo so non ho capito/né prima né dopo né durante»), del cammino che riprende – necessariamente solitario ma dolente – fino al bilancio sferzante:

non mi sono ancora riavuta

forse non mi riavrò

forse del tuo assurdo fascino

di quel tuo personaggio da operetta

un giorno – poveretta –

morirò.

DanatellaUn amore con due braccia è edito da LietoColle. La prefazione è di Maria Luisa Spaziani che descrive così la raccolta di Donatella Bisutti: «Ci sono tutte le possibili sfumature, anche quelle ironiche o grottesche che non sono comunque forzate o incompatibili perché si tratta di una dichiarazione di guerra com’è ogni dichiarazione d’amore».

Io l’ho già letto (e sottolineato) due volte.

Su Donatella Bisutti nel nostro Blog:

Per un’amica

2 Risposte

  1. Le parole di presentazione di Paola Ciccioli e i versi di Donatella Bisutti mi hanno incuriosito. Penso che leggerò questa raccolta di poesie che racconta esperienze comuni a tante donne.

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  2. anche a me ha incuriosito molto questa parabola dell’amore, come un’onda che travolge e dopo una fase di grande trasporto, poi lascia sulla sabbia solo qualche conchiglia sparsa… bello ma un po’ triste!!

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