Giovanna, Jane e la lezione di scacce

di Chiara Ciarlantini

Giovanna e Jane durante la lezione

Giovanna e Jane durante la lezione

Una delle iniziative più carine e divertenti che mi piace proporre agli ospiti di Zuleima, l’associazione culturale di accoglienza turistica a Ragusa Ibla di cui faccio parte, è senza dubbio la lezione di scacce di Giovanna, mia suocera!

Per tutti coloro che ancora devono metter piede in quest’angolo di Sicilia sud-orientale, le scacce fanno parte dei cosiddetti rustici, anche gli arancini fanno parte del genere “rustico” ma la scaccia è proprio ragusana. La scaccia classica è una sorta di focaccia pomodoro basilico e ragusano D.O.P. (caciocavallo), ma con una consistenza che rimanda alla lasagna…, mentre tutte le altre assomigliano nella forma ai calzoni, ma le scacce non sono fritte, bensì cotte al forno, meglio se a pietra! Il ripieno va dalla ricotta e fave, ricotta e cipolle, bietola-topinambur e uvetta, melanzane e pomodoro, fino al pesce. Insomma, provare per credere!

Da Ragusa Ibla a Chicago

Da Ragusa Ibla a Chicago

Come si può non far conoscere agli ospiti, soprattutto se stranieri, il profumo e i sapori di un piatto unico come questo! E allora mi sono chiesta quali scacce mettere sul piatto? Indubbiamente quelle di mia suocera Giovanna sono le più buone che io abbia mai mangiato. Vivo a Ragusa da otto anni e di scacce ne ho mangiate svariate, quelle fatte in casa sono chiaramente le migliori, e quelle di mia suocera si trovano sicuramente sul podio;))

L’agilità delle sue mani nel chiudere la scaccia co u rieficu (l’orlo) merita di essere mostrata alle donne di tutto il mondo!

Durante l’ultima lezione di scacce, Giovanna ha mostrato le fasi della preparazione a Jane, una bella signora di Chicago in vacanza a Ragusa per una settimana con suo marito Tony, dalle neanche troppo lontane origini siciliane (di cognome infatti Tony fa FAZIO).

Giovanna e Jane si alternavano davanti ’o scannature (la tavola di legno) e Giovanna si soffermava sulla differenza tra patata e topinambur, bieta coltivata e bieta selvatica, farina di grano duro e farina integrale macinata a pietra, tutto rigorosamente in italiano!! Eppure Jane la seguiva con piacere, anche grazie alle immagini ricercate nel pc che hanno facilitato la spiegazione.

E tra una scaccia, un bicchiere di birra, il racconto di Giovanna dell’ultima puntata di QUARK, le mie sudate traduzioni simultanee, e i sorrisi di Jane e Tony, è arrivato il momento di salutarci con la promessa che un giorno ci saremmo riviste a Chicago per provare la versione americana delle scacce di Jane!

Su Ibla leggi anche l’articolo di Angela Giannitrapani sul nostro blog: Gli occhi verdi di Chiara nel faticoso “paradiso” di Ibla

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