“Ecco chi è Ico Gasparri, ecco cosa ha fatto contro lo scempio dei corpi femminili in pubblicità”

icodi Zaira Kasongo*

Il 24 gennaio 2013 ho intervistato il fotografo, archeologo e scrittore, Ico Gasparri con l’obiettivo di comprendere com’è nata la sua idea di fotografia e com’è maturata la volontà di raccontare le sue sensazioni nel primo libro “Chi è il maestro del lupo cattivo?” , relativamente all’oggettivazione sessuale nel mondo pubblicitario utilizzando il metodo iconografico per la descrizione delle immagini. La passione per la fotografia nasce nel 1975 (“un bel giorno i miei mi hanno regalato una macchina fotografica e da lì ho capito di avere una dote, potevo guardare il mondo attraverso le immagini”).  Nel 1977 ha acquistato la sua prima macchina fotografica professionale con la quale ha potuto, fin da subito, sperimentare la sue capacità artistiche, focalizzando la propria attenzione sul patrimonio naturalistico del Mezzogiorno nazionale. Nel 1986 finalmente la prima mostra in bianco e nero “Architetture disegnate”, basata sull’astrazione architettonica e l’uso esclusivo del teleobiettivo. Successivamente il suo lavoro si è focalizzato maggiormente sui volumi, sulle linee e sulla luce dell’architettura, producendo ulteriori mostre quali “Bianco Mediterraneo”, “Frammenti meta urbani”, “Marocco!”, “Capri!”, ”Le dodici fatiche di Carrara”. Parallelamente ha sviluppato una ricerca dal titolo “Pubblicittà”, incentrata sull’impatto devastante della pubblicità nel contesto urbano. Questo lavoro si è concentrato sull’utilizzo dell’immagine femminile in pubblicità per le strade di Milano negli anni ‘90. Un lavoro, questo, volto a documentare la rabbia e il ribrezzo del fotografo stesso, verso un fenomeno che passava inosservato senza alcuna presa di coscienza reale (“Il corpo sociale assorbe, il mio è stato l’unico lavoro di denuncia ”). Per spiegare meglio “cosa” propone la pubblicità definita “sessista”, Gasparri non si limita a proporre fotograficamente le immagini pubblicitarie, ma descrive dettagliatamente ciò che viene raffigurato. La descrizione tecnica delle immagini viene definita attraverso il metodo iconografico ovvero attraverso lo “studio dei dettagli, degli atteggiamenti”, attraverso cui è possibile constatare se la raffigurazione è congrua con la realtà studiando accuratamente gli spazi, il rapporto tra gli oggetti, le luci e gli atteggiamenti di quelle donne “oggetto” dei cartelloni pubblicitari, di fronte ai quali il chiaro e devastante messaggio è l’immagine di una prostituta . Le dichiarazioni di Ico Gasparri riguardo gli sforzi affrontati per lottare contro un mondo “marcio”, contro continui rifiuti dai diversi editori per la pubblicazione del suo libro attraverso il quale potesse esprimere il proprio punto di vista, sottolinea quanto sia difficile superare la pubblicità sessista ed il rispettivo stereotipo oggettivante. Nonostante la miriade di difficoltà, l’autore ha deciso di portare avanti da solo il suo “grido di giustizia” producendo, finanziando e distribuendo da sé più di mille copie del libro in un solo anno, per “consegnare al pubblico” un messaggio di profondo sconforto maturato durante i suoi quattordici anni di scatti accompagnati da “indifferenza, negazione, critiche”. Un lavoro durato più di quattro anni che ha raggiunto l’apice l’11 novembre 2011. Prima del successo e del conseguimento del meritato premio come miglior artista italiano occupatosi dei problemi e dei diritti delle donne e delle discriminazioni di genere, il fotografo ha dovuto conquistarsi la stima del mondo circostante (“Oggi vengo stimato, quando ho cominciato la gente mi vedeva con il fumo negli occhi, ero romanticamente controcorrente”). Oggi, nonostante la continua indifferenza di gran parte della gente, grazie al suo contributo, il “grido di giustizia” è diventato più forte e il “corpo sociale” assorbe sempre meno.

Zaira Kasongo*Zaira Kasongo sta per conseguire la laurea magistrale in Psicologia all’università Bicocca di Milano e intanto svolge il tirocinio presso il centro di riabilitazione “Atelier di movimento”. Questo è il primo capitolo della tesina con la quale ha superato con me (al secondo tentativo) l’esame di Psicologia delle influenze sociali. Era rimasta molto colpita dalla lezione che Ico Gasparri aveva tenuto, per mera amicizia e volontà di sensibilizzazione, ai frequentanti del corso che tengo insieme con Chiara Volpato. Così, Zaira è andata a trovarlo e ha approfondito il percorso di uno dei principali testimoni attivi dello scempio dei corpi femminili che continua a perpetrarsi ogni giorno sui muri delle città, nelle pagine dei giornali, nelle inserzioni pubblicitarie. Ma se qualcosa sta cambiando, almeno in termini di sensibilità, è a lui che deve andare gran parte del merito. E, visto che oggi è il compleanno di Ico, questo è il mio modo di fargli gli auguri. Aspettando, stasera, di abbracciarlo e alzare in alto i calici. Sempre e comunque, nonostante tutto. (Paola Ciccioli)

Donne della realtà si è occupata spesso di Ico Gasparri

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