Antonia Pozzi e la “profonda commozione umana”

Antonia Pozzi

di Antonia Pozzi*

Flaubert, o dell’uomo-artista: tale è il problema di chi si ponga dinnanzi a questa umanissima figura di lavoratore dell’arte e cerchi di penetrare il segreto della sua genialità creativa.

Se è vero che in arte, a differenza che in filosofia, solo i problemi risolti contano e sul marmo nessuno cerca l’impronta delle mani che hanno foggiato la statua, ma piace in genere di considerare l’opera come già nata e avulsa per sempre dalla persona umana, dalla carne, vorremmo dire, del suo creatore, a noi è parso invece che qui, e soltanto qui, forse, nella storia della moderna cultura, non solo fosse lecito, ma anzi necessario, non recidere il legame vitale che intercorre fra problema di vita e problema d’arte, poiché questo legame costituisce da solo, in questo caso, il fondamento e il valore di tutta una personalità.

Che cosa fa sì che l’opera ci dia, oltre l’emozione della sua bellezza plastica, tanta profonda commozione umana?

Che cosa crea, all’interno dell’opera stessa, quell’incessante tensione trattenuta che la colloca come in un’atmosfera vibrata di vetta, di spigolo, dove ogni passo è una conquista esatta e la fatica si rastrema in levità attenta, come per un gioco mortale?

È che qui tutto è impegnato e la stesura di una pagina non implica soltanto la risoluzione di un problema letterario, ma rappresenta di per se stessa la risoluzione vivente di un problema di vita.

* Il brano è tratto da Flaubert negli anni della sua formazione letteraria (Ananke, Torino), edizione critica della tesi di laurea di Antonia Pozzi, morta suicida nel 1938 a soli 26 anni. Il libro è curato dal filologo e musicologo Matteo Mario Vecchio, splendido “padrone di parole” e autentico cultore dell’opera, ma anche della biografia, della poetessa. Nel volume è contenuto anche un saggio di Chiara Pasetti e il 12 aprile scorso, durante la presentazione alla Casa del Manzoni di Milano, Silvia Giacomini ha letto questo brano, insieme con lettere e versi di Antonia Pozzi.

Matteo Mario Vecchio

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