Giulia Lazzarini in “Muri – prima e dopo Basaglia”

Al Teatro Franco Parenti di Milano dal 16 al 21 aprile

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Mariuccia Giacomini entra giovanissima, come infermiera, all’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste. Nel 1971, Franco Basaglia ne diventa direttore ed è la svolta. Camicie di forza, docce fredde, psicofarmaci, elettroshock, lobotomia cedono il posto alla vita, alla possibilità di esprimersi e di partecipare a laboratori di pittura e di arte e persino a una cooperativa di lavoro. I muri sono quelli che cadono, sprigionando le identità dei tanti ricoverati nella struttura. Mariuccia racconta il mondo che cambia, la riconquista della dignità e la sua stessa trasformazione in trenta anni di assistenza ai malati, attraverso l’eccezionale esperienza che fa di Trieste un faro per l’intero Paese. Mariuccia è la voce della storia, quella della conquista civile e sociale portata dalla legge Basaglia. Quella di pagine belle di cui andare fieri, ma che rischiano di essere inghiottite da una nuova indifferenza. Renato Sarti ricostruisce con sensibilità e vigore la testimonianza di un diverso possibile dialogo tra “normalità” e “follia”. E la affida alla melodiosa parlata triestina, che la voce di Giulia Lazzarini fa vibrare in onde cariche di intimità ed emozione.

“Interpretato da una straordinaria Giulia Lazzarini […] Uno spettacolo civile che non vuole essere facile agiografia di un uomo eccezionale e che ha in sé un insegnamento etico potente” (Magda Poli, Corriere della Sera).

“[…]Muri una grandissima Giulia Lazzarini e Renato Sarti, drammaturgo che ha fatto del teatro politico e sociale il suo credo. […] Giulia Lazzarini sa comunicarci con una semplicità, una condivisione straordinaria. Una testimonianza di teatro e di vita salutata da ovazioni. Lo spettacolo che va oltre lo spettacolo, che vorremmo venisse rappresentato un po’ dovunque a partire dalle scuole. Ma questo, probabilmente, è solo un sogno” (Maria Grazia Gregori, L’Unità).

Testo e regia Renato Sarti,  musiche Carlo Boccadoro, scene Carlo Sala, luci Claudio De Pace, produzione Teatro della Cooperativa in coproduzione con Mittelfest, con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto Next e Provincia di Trieste

Teatro Franco Parenti – Sala Grande

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