Sessismo e Pubblicità, Milano tradisce l’Europa. DonneInQuota crea una rete internazionale: è nata Wecams

Donatella Martini

di Donatella Martini

Sarà  anche vero, per dirla con Lucio Dalla, che Milano è vicina all’Europa. Ma in fatto di pubblicità sessista, e di azioni concrete per ripulire la città  da manifesti e immagini che offendono le donne, Milano e la sua amministrazione sono lontane dalle disposizioni europee in materia».

Donatella Martini, presidente di DonneinQuota, annuncia così la nascita di una coalizione di livello internazionale contro l’uso offensivo e distorto del corpo femminile nei media e in pubblicità.

«Visto che il tavolo contro la pubblicità  sessista, presieduto dalla delegata del sindaco, Francesca Zajczyk, non ha portato a nulla. E visto che anzi, ha proposto in ritardo iniziative sulle quali altri Comuni si sono mossi con decisione e serietà, mi riferisco a Rimini, ho pensato di mettermi in contatto con un’associazione francese e una inglese impegnate come noi da anni contro il sessismo».

E’ nata così Wecams (Women’s European Coalition Against Media Sexism) e, con noi, ne fanno parte Chiennes De Garde e Object”.

Niente riunioni pompose e includenti, niente dichiarazioni di intenti disattese: il trio si è messo subito all’opera e ha scritto all’Easa, l’Alleanza europea per l’etica in pubblicità , chiedendo di prendere la parola ai lavori che l’organismo tiene con cadenza biennale e che, nel 2013 si riunisce proprio a Milano (dal 17 al 19 aprile).

«L’associazione che presiedo fa ancora parte del tavolo contro la pubblicità sessista dell’amministrazione Pisapia, sempre più disertato e abbandonato alla propria inconcludenza. Proprio per questo non posso non rilevare con amarezza che gli impegni assunti durante la campagna elettorale si sono risolti in riunioni sterili, quasi un tradimento nei confronti di tutte quelle donne che hanno sostenuto con passione il cambiamento alla guida della città. Non ci servono specchietti per le allodole, vogliamo che Milano applichi le disposizioni europee e dia un segnale concreto contro la mala rappresentazione dell’universo femminile».

«WECAMS intende dare uno stop reale al ricorso agli stereotipi di genere e allo scempio di natiche, seni, cosce e bocche utilizzati per vendere qualsiasi tipo di prodotto. Senza che siano valutate le conseguenze che questo insensato utilizzo provoca sulle nuove generazioni e sulla dignità stessa delle donne di ogni età  e condizione sociale. Contribuendo così a perpetrare disuguaglianze incivili e antistoriche».

WECAMS lancia anche un appello al lavoro comune alla miriade di associazioni italiane e straniere che si impegnano nella promozione della condizione femminile. A cominciare da Donne della realtà e Paola Ciccioli, che hanno sempre sostenuto le iniziative di DQ fino a sollecitare con noi l’intervento del Presidente della Repubblica.

2 Risposte

  1. sarebbe anche ora di parlare di sanzioni da applicare a chi non vigila

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  2. Ora scaduta, peraltro.

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