Le sindache del Girasole

di Paola Ciccioli

Riguardo gli appunti, ma non ne avrei bisogno. Ricordo con precisione qual è la parola, la sintesi: amore. Amore per la legalità.

È il 14 settembre e sono a Firenze, nella sede della Provincia, per il battesimo pubblico di “Non mimosa ma girasole”, l’associazione fondata dall’antropologa Emerita Cretella e da altre testimoni di una possibile rinascita civile del nostro Paese. Io queste donne le chiamo “partigiane degli anni Duemila”, ben consapevole di poter essere accusata di retorica e altrettanto certa che, invece, di resistenza in senso stretto si tratta.

Accanto a Emerita Cretella siedono tre donne, sono tre sindache: Elisabetta Tripodi, Maria Carmela Lanzetta, Lucia Chessa. In collegamento skype, tormentato dagli imprevisti della tecnologia, Anna Maria Cardamone, prima cittadina di Decollatura, paese di 3.276 abitanti in provincia di Catanzaro.

Da 20 mesi alla guida di Rosarno, il centro della Calabria che ha conquistato le cronache per la rivolta dei migranti, Elisabetta Tripodi dice: «Mi sono innamorata di fare il sindaco e mi difendo nell’ambito delle regole». Vive sotto scorta.

«La legalità per me è insita nella carica stessa che ricopro. Il Comune è un pezzetto di Stato», sono le parole di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, nella Locride. Le hanno incendiato la farmacia di famiglia, hanno sparato contro la sua macchina, ha subito minacce di ogni genere e la sua quotidianità è fatta di pazienza e coraggio per fronteggiare i continui atti di sabotaggio cui è sottoposta la sua amministrazione. Vive sotto scorta.

Prende la parola anche Lucia Chessa, sindaca al secondo mandato di Austis, in Sardegna. Esile e fortissima va dritta al cuore del problema della nostra «democrazia offesa». E aggiunge: «Se agli italiani oggi proponessero un referendum sull’abolizione del Parlamento, non so come andrebbe a finire».

Il collegamento skype non consente di ascoltare come meriterebbe l’intervento di Anna Maria Cardamone, che appare in video nel proprio ufficio di Decollatura, con alle spalle il tricolore. Giusto il tempo di dire, quasi di gridare, che «le donne devono stare lì dove si decide e per questo devono candidarsi». Poi lancia un appello. Venite qui, venite in Calabria. Venite nella terra dove la ’ndrangheta è nata per poi diffondersi ovunque, compreso il cuore economico e mediatico dell’Italia, la Lombardia. E sabato prossimo, 13 ottobre, ogni donna che crede e pratica la legalità non può che essere con lei, a Decollatura, per l’incontro “Sud chiama Nord” organizzato insieme con Emerita Cretella e il girasole della rinascita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...