Maria Luisa Spaziani e il girasole

di Paola Ciccioli

Quando sono andata a trovarla, la scorsa settimana a Roma, mi ha detto che sarebbe venuta. Che oggi, 9 ottobre, sarebbe stata allo Spazio Oberdan di Milano per la presentazione di Non si riposa il mare, un libro che raccoglie sue poesie inedite, illustrate (ma credo che il termine “illustrate” sia riduttivo) da Gabriella Benedini. È andata lei stessa a prendere l’invito in una stanza diversa da quella in cui abbiamo trascorso insieme quasi quattro ore. Ore per me decisive.

Maria Luisa Spaziani, tre volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, si muove un po’ a fatica. Ma il suo cervello, la sua parola, i ricordi, i progetti, l’ironia, l’umanità (e le sigarette) filano via come seta. Prima di suonare al campanello, mi sono fermata dalla fiorista a un passo dal suo portone per poterle portare un girasole. Il Girasole, infatti, è il nome della rivista letteraria che la grande poetessa ha diretto quando aveva 19 anni, e oggi sta per compierne 90, riuscendo a pubblicare inediti perfino di Virginia Woolf. Il girasole è un fiore molto caro anche a me, è il giallo mutevole della campagna intorno alla casa dei miei genitori, a Urbisaglia. I girasoli sono le colline marchigiane che d’estate si macchiano di giallo al mattino e di sera cambiano di colore con tutta la distesa di petali che si assopisce.

Sono andata a trovare Maria Luisa Spaziani anche perché nel suo recente libro Montale e la Volpe, edito da Mondadori, la poetessa scrive di essere «sempre stata femminista». E allora mi sono chiesta cosa mai potesse pensare una grande donna e una grande intellettuale dell’immagine femminile propinata dai media italiani. Lei non mi ha dato neppure il tempo di formulare la domanda e, come se non aspettasse altro, ha cominciato a inveire contro l’espressione “lato B”. In particolare per quel che riguarda le cronache sulle nozze reali tra William e Kate d’Inghilterra, con annesso fondoschiena di Pippa, sorella di Kate. «Cosa ne penso? Una volta si sarebbe detto che sono scandalizzata. Oggi dico schifata, irritata, ai margini dell’incredulità. Che si sarebbe potuto immaginare il lato B, per di più della sorella di una futura regina, mi sembrava non improbabile ma impossibile».

Questo è soltanto un assaggio delle nostre quattro ore insieme. Ho infinite altre cose da scrivere. L’appuntamento, per chi vuole sentire qualcosa di sensato, è per stasera alle 18,30 allo spazio Oberdan di Milano. Un’ultima cosa. A Maria Luisa Spaziani ho raccontato che a Firenze è nata una nuova associazione di donne, donne particolarmente in gamba, che si chiama “Non mimosa ma girasole” e che vuole dare voce alla «coscienza femminile in mutamento». Era molto interessata. Anche di “Non mimosa ma girasole” parleremo ancora. E molto presto.

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2 thoughts on “Maria Luisa Spaziani e il girasole

  1. You could certainly see your skills in the work you write.
    The world hopes for more passionate writers like you who
    aren’t afraid to mention how they believe. Always go after your heart.

    Mi piace

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