Storia di una donna che cercava il senso della propria vita

La giornalista Francesca Mineo ha parlato delle donne invisibili (ai media) della cooperazione internazionale nell’ambito del corso di Psicologia delle influenze sociali dell’Università Bicocca di Milano. Partendo dal caso di Rossella Urru, la giornalista ha poi ricordato la storia di Laura Scotti, morta nel luglio 1999 in un incidente aereo in Kosovo. La scelta di questa donna (e il suo impegno in favore di Ai.Bi.) è stata raccontata da Mineo nel libro I 189 giorni di Laura, Ancora, Amici dei bambini. Di seguito il commento alla lezione della studentessa Adriana Lombardo

Incontro con Francesca Mineo

di Adriana Lombardo*

“In alcune strade del Kosovo sono presenti cartelli che raffigurano alberelli verdi. Questi sono i luoghi sicuri in cui bambini possono giocare.” Così viene presentata la copertina del libro “ I 189 giorni di Laura” della giornalista Francesca Mineo. La vista di questa immagine apre orizzonti nuovi e sconosciuti. Realtà che molti di noi conoscono solo attraverso un tubo catodico o un articolo di giornale. Realtà troppo lontane che non ci sfiorano. L’incontro con una giornalista impegnata in prima linea nel volontariato internazionale fa comprendere il silenzio che circonda queste realtà. Silenzio che trascina nell’invisibilità non solo la sofferenza che pervade le vite di queste popolazioni, ma anche l’esistenza e l’impegno dei volontari. Chi sono i volontari impegnati sul fronte internazionale? Come vivono le loro vite? Cosa portano nelle vite degli altri? Questi ed altri interrogativi possono trovare una risposta nel libro che racconta la storia di Laura. Laura Scotti, 36 anni, di Milano, dopo aver trascorso 189 giorni in Kosovo come volontaria internazionale con l’Associazione Amici dei Bambini, è morta in seguito allo schianto dell’aereo sul quale viaggiava. E’ la storia di una ragazza che cerca di dar senso alla propria vita, che cerca la sua strada; prima si indirizza verso una carriera promettente, per poi donarsi “anima e corpo” al Kosovo. Ecco chi è Laura: una donna che ha ritrovato il senso della propria vita aiutando gli altri. Questa testimonianza fa sorgere mille dubbi. Come può una donna vivere e morire per quello in cui crede ed essere ricambiata dal silenzio? Dov’è la cronaca? dove sono i mezzi di comunicazione che tanto si impegnano a bombardare la nostra mente quando una qualunque showgirl “catastroficamente” decide di cambiare fidanzato? Un ultimo interrogativo accompagna queste riflessioni : siamo noi cittadini a voler vivere nell’ignoranza , a preferire il gossip a questo genere di notizie? O viceversa: i nostri interessi si conformano a quello che ci viene proposto? Non ho una risposta certa per questa domanda ma sono sicuramente fiduciosa: internet ci offre mille possibilità per crearci una cultura e vagliare tra milioni di informazioni. Resta al nostro buon senso la voglia di informaci in maniera diversa e più consapevole.

*Adriana Lombardo è laureanda in Teoria e tecnologia della comunicazione all’università Bicocca di Milano

Annunci

One thought on “Storia di una donna che cercava il senso della propria vita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...