Regione Lombardia: democrazia paritaria o nuovi rimpasti e vecchie ricette?

Milano. Dieci giorni fa ci chiedevamo “la giunta regionale andrà incontro all’azzeramento per via giudiziaria o procederà ad un rimpasto”?
La risposta sta arrivando più velocemente del previsto e oggi -dopo il successo al Consiglio di Stato di due settimane fa, con la  conferma della fondatezza del ricorso al TAR contro la giunta regionale di 15 uomini e 1 sola donna- i rumors  confermano che il Presidente della Regione Lombardia ha deciso di raccogliere “l’invito” del giudice amministrativo: meglio il rimpasto e la sostituzione di alcuni assessori che la defenestrazione di tutta la giunta.
Chi saranno gli assessori che lasceranno ? Non si ha notizia di volontari. Ciò che è certo è che non basterà l’ingresso di un’altra sola donna a far cessare la materia del contendere nelle aule giudiziarie. L’Europa chiede che il requilibrio di genere si attesti su una presenza femminile di almeno un terzo dei componenti.
Chi saranno le assessore che subentreranno ? Il Toto nomine è già iniziato, ma non c’è ancora niente di certo mentre le associazioni e le donne di Milano registrano il successo della iniziativa giudiziaria e auspicano che la  affermazione della democrazia paritaria segua l’ovvio criterio della competenza  specifica prima di quello della appartenenza politica.

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