Le ragazze di Milano han passo di pianura

di  Ileana Alesso

Le ragazze di Milano han passo di pianura“, diceva una bella canzone di qualche anno fa di Ivano Fossati. Se fosse possibile, con pochi e sobri aggettivi fare un bilancio di questa fine d’anno, magari insieme a proiezioni sul futuro prossimo, potremmo dire che si chiude con laboriosità, intelligenze e speranza. Qualcosa è cambiato e qualcosa sta cambiando con passo calmo e finora costante a sei mesi dall’esito elettorale che ha portato Giuliano Pisapia a divenire Sindaco di Milano promettendo di adoperarsi per attuare la democrazia paritaria e a tre mesi dall’incontro pubblico su “Milano: come la immaginano, la pensano, la vogliono le donne che ci vivono”. Incontro promosso dalla Commissione pari opportunità, con la Presidente Anita Sonego, la Vice Presidente Marilisa D’Amico e con Francesca Zajczyk delegata dal Sindaco per lo sviluppo delle politiche per le pari opportunità e per la promozione della candidatura di Milano a sede della Conferenza mondiale sulle donne dopo Pechino e New York.

Che cosa è cambiato? Ci stiamo abituando a vedere donne ai vertici ad esempio, e mi riferisco non solo alla Vice Sindaco e alle Assessore che compongono metà della giunta comunale ma anche alle numerose Presidenti e Consigliere di Amministrazione delle società partecipate. Un dato risulta accomunare le une alle altre. Non soltanto il genere femminile ma anche la caratteristica di essere espressione delle competenze di merito e delle professioni della città. E se i partiti sono un valore per una società democratica non sono però l’unico valore attraverso il quale esprimere la partecipazione e la cittadinanza.

Un’altra storia è possibile” dicevano, il 29 gennaio di quest’anno in piazza della Scala proprio di fronte a Palazzo Marino, circa ottomila persone rispondendo a un appello lanciato da una ventina di donne milanesi del mondo delle professioni, delle associazioni e del sindacato e forse oggi il modello igienista dentale – consigliere regionale targato Nicole Minetti non è l’unico prototipo vincente per acquisire meriti personali e pubblici. Minore vicinanza fisica e appartenenza politica e maggiore merito e competenza specifica emergono anche culturalmente come un dato significativo, positivo e utile anche per le donne dei partiti e di cui fare tesoro, loro come candidate e noi come elettrici/elettori, in occasione delle prossime elezioni nazionali e regionali. In questo senso, valorizzare insieme, il modello vincente “Milano Pisapia 2011″ può spingere in una direzione positiva per rigenerare sia la politica che la comunità.

Che cosa sta cambiando? Sono tre mesi che in Comune stanno lavorando tre gruppi numerosi di cittadine – giovani, meno giovani, di diverse estrazioni e professioni – uno sul lavoro, uno sulla salute e uno sugli spazi pubblici per attività “di genere”. I gruppi sono stati avviati dalla Presidente della Commissione Pari Opportunità, Anita Sonego, per raccogliere proposte, indicazioni e trasformare le idee e i suggerimenti che emergono via via in proposte deliberative da assumere e trasferire in atti e provvedimenti amministrativi. Si può parlare di democrazia diretta, certo non nelle forme canoniche e istituzionali, del referendum o dei progetti di legge di iniziativa popolare, ma comunque progetti di norme e di regole vincolanti e non, e lo dico da avvocato, di mere esortazioni programmatiche rinviabili in futuro. Possiamo parlare di democrazia partecipata sottolineando quel che sta avvenendo ora qui a Milano. Ad opera delle donne.

Questa è casa nostra. Non vogliamo privilegi ma diritti” dicevano l’8 maggio scorso le donne di Milano circondando pacificamente Palazzo Marino mentre le accompagnava il suono della musica di Zucchero con il suo ultimo album. Sono due mesi che in Comune sta lavorando il gruppo su Donne e Pubblicità, e in particolare sulla pubblicità sessista con associazioni, giuriste, istituzioni ed esperti della comunicazione. Il gruppo di lavoro è stato avviato dalla delegata del Sindaco, Francesca Zajczyk, per le politiche di genere per raccogliere proposte finalizzate a elaborare gli strumenti utili ed efficaci per contrastare la pubblicità offensiva e gli stereotipi di genere, peraltro esportabili anche in altre amministrazioni, e per dare attuazione sia alla normativa dell’Unione europea, concernente gli obblighi degli Stati membri e quindi delle pubbliche amministrazioni anche locali a tutela della dignità delle persone sia alla specifica normativa di diritto amministrativo varata nel nostro paese da oltre un decennio.

Noi vi vogliamo lì a Palazzo Marino a casa nostra. Sarete la nostra forza saremo la vostra forza” dicevano, la primavera scorsa, le donne di Milano alle candidate auspicando “cinque anni speciali”. Sotto questo aspetto i primi sei mesi sono stati davvero positivi, un buon viatico per l’anno che sta arrivando.

ArcipelagoMilano 23 dicembre 2011

 

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