Francia, minacce e attacchi informatici contro la deputata paladina degli armeni

Valérie Boyer, principale promotrice della legge che rende reato la negazione del genocidio compiuto dalla Turchia, ha ricevuto intimidazioni sul suo sito e via e-mail. “Mi vogliono intimidire”. La legge ha spaccato l’assemblea nazionale e causato uno scontro diplomatico con Ankara

dal nostro inviato Anais Ginori

PARIGI – Eroina per gli uni, nemica per gli altri. C’è una donna in mezzo alla disputa di questi giorni tra Parigi e Ankara. Valérie Boyer, 49 anni, deputata dell’Ump, il partito di Sarkozy, si è svegliata nel giorno di Natale con il suo sito personale oscurato. Collegandosi alla sua pagina personale, compariva prima lo schermo nero. Poi, una nuova pagina con la bandiera turca e una serie di insulti alla parlamentare. Anche se i messaggi, in turco e in inglese, non erano firmati, Boyer ha subito accusato i nazionalisti turchi di volerla intimidire.

È infatti lei la relatrice della legge che rende reato la negazione del genocidio armeno 1, approvata dall’Assemblea nazionale giovedì scorso, e che ha scatenato un’immediata reazione da parte della Turchia: interrotti tutti i rapporti militari e diplomatici, l’ambasciatore turco a Parigi è stato richiamato.

Il premier Recep Tayyip Erdogan ha parlato di “una ferita grave e irreparabile”, per poi contrattaccare. Anche la Francia, secondo il leader turco, ha condotto un genocidio in Algeria.

Nelle ultime settimane, Boyer è stato il volto più famoso di questo provvedimento. Capelli lunghi, tre figli, piglio decisionista, questa deputata è stata in prima fila nel difendere una misura appoggiata dall’Eliseo ma che, formalmente, è di iniziativa del parlamento.

Votata da destra e sinistra, la legge ha creato divisioni nella maggioranza. Il ministro degli Esteri, Alain Juppé, si è dissociato, così come il presidente dell’Assemblea nazionale, Bernard Accoyer. Andare a rievocare una lontana pagina oscura del Novecento, come quel massacro compiuto dai turchi tra il 1915 e il 1917, è sembrato più di un pretesto, un semplice calcolo politico.

La comunità armena conta in Francia oltre 600mila residenti, il triplo di quella di origine turca, e ha illustri portavoce come il cantante Charles Aznavour, che ha personalmente chiesto ai deputati di approvare la legge. Per Sarkozy è stato anche un modo di ribadire la sua opposizione all’ingresso della Turchia in Europa.

“Sono scandalizzata”, ha risposto Valérie Boyer, commentando i messaggi ricevuti. Non a caso Boyer proviene da Marsiglia dove vive una numerosa comunità armena. Da ieri il suo sito è bloccato. Sulla sua casella di posta sono arrivati anche messaggi minatori. La parlamentare ha sporto denuncia contro ignoti. “È paradossale essere minacciate per aver difeso un testo che promuove i diritti e la dignità umana”. La legge sul genocidio compiuto dai turchi deve ancora essere approvato in via definitiva dal Senato. Non è però sicuro che l’iter sarà concluso entro febbraio, quando verrà conclusa la legislatura in vista delle elezioni.

La Repubblica – 26 dicembre 2011

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