Maternità oltre i cinquant’anni: i primi dubbi della pioniera inglese

di Silvia Vegetti Finzi

Dopo secoli di idealizzazione della maternità è ora in corso il suo ridimensionamento. Le donne si sono accorte che, anche se «mamma è bello», rimane tuttavia un ruolo faticoso, conflittuale, solitario, difficile da gestire. La rivolta anti-stereotipi è così diffusa che i blog in cui le mamme si incontrano per scambiare confessioni e consigli sono più di mille e il tono delle conversazioni si annuncia già dalle sigle: smamma , non solo mamma , m’ammazza . La revisione sembrava però aver risparmiato le gravidanze medicalmente indotte «oltre i limiti fisiologici», consolatorie illusioni di una giovinezza protratta. Scoop masmediatici avevano acceso un vivace dibattito ma il lieto evento aveva pacificato gli animi. Il silenzio viene ora infranto dalla prima donna inglese ad aver messo al mondo una bambina, Freya, a 57 anni, ricorrendo a un intervento di ovodonazione. Allora suscitò molte critiche la sua età, pur temperata da quella del padre di undici anni più giovane. Adesso però mamma Susan, riflettendo sulla sua esperienza, riconosce che i detrattori non avevano torto e propone lei stessa che non si superino i cinquant’ anni. Questa testimonianza è molto importante perché induce a pensare, in modo pragmatico, al di fuori degli schieramenti ideologici. Il superamento dei limiti di età provoca infatti una sovrapposizione degli impegni difficili da reggere. In questo caso lo choc per la nascita di una figlia tardiva ha messo in crisi la coppia: il padre se n’ è andato lasciandola sola con la bambina e, pur essendo in pensione e soffrendo di vari acciacchi, ha dovuto riprendere a lavorare e, al tempo stesso, accudire i vecchi genitori. Inoltre si sente estranea alle altre mamme, molto più giovani di lei. Alcune difficoltà sono comuni a tante donne ma rese più acute dalla percezione della brevità del tempo che le resta e dalla consapevolezza che non sarà accanto a Freya quando questa avrà ancora bisogno di lei. «Il prezzo è pesante – avverte Susan – ma, per quanto mi riguarda, cercherò di far tesoro di ogni momento, perché nulla della mia vita vada perduto». Un punto di vista da integrare, tra qualche anno, con quello della figlia.

dal Corriere della Sera – 7 novembre 2011

Una Risposta

  1. Vorrei però ricordare che quando le donne facevano da cinque a dieci figli a testa il problema non si poneva, né dal punto di vista socioculturale, né da quello biofisico: infatti, se il limite dell’ovulazione è mediamente intorno ai 49 anni, oggi in Italia, bisogna tenere conto del numero di gravidanze, che spostano in avanti l’inizio della menopausa. Ovvero: ai tempi fisiologici dell’ovulazione bisogna aggiungere i nove mesi della gravidanza, periodo in cui l’ovulazione si sospende, il che vuol dire che una donna che aveva avuto per es. sette gravidanze, poteva disporre di 7×9 mesi di fertilità in più, che fanno 63 mesi, cioè ca. 5 anni e 3 mesi in più, diciamo 54 anni di fertilità, ma anche più. Mia madre era la sesta di sei figli, sopravvissuti di otto, e la mia nonna materna l’ha partorita a 51 anni, in perfetta salute entrambe, e pure con un buon risultato estetico. Diverso è il discorso se si tratta della prima o anche della seconda gravidanza, oltre i 50 anni. Le mediche mi correggano se sbaglio, ma vedo un po’ troppo terrorismo in entrambi i sensi: si può vivere benissimo senza fare figli, se non è la propria vocazione, ma perché scoraggiare chi li vuole? E soprattutto, perché questo discorso è sempre al femminile? Perché non si chiede mai ai padri tardivi di pensarci bene prima di mettere al mondo orfani precoci?

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

dubbi(e)verità

Dubbi e verità o Dubbie verità?

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: