La protesta a seno nudo arriva a Palazzo Grazioli

Contro il potere maschile

L’Ucraina non è un bordello e il sesso non è in vendita”. Inna Shevchenko, una gran bella ragazza ucraina di 21 anni, nel 2008, durante il suo master in giornalismo, aveva capito che urgeva trovare uno slogan e un modo per dichiarare  guerra al machismo politico imperante nel suo Paese. “Usiamo il nostro corpo nudo come un’arma, una freccia per colpire al cuore gli uomini che manipolano e utilizzano le donne come nel Medioevo. Eredi patetici e pericolosi dei Feudatari, che si sentono ancora in diritto di esigere la Decima – se non tutto il raccolto – da ragazze, magari anche minorenni, sfuttando la propria posizione al vertice del potere. “Oggi ci sembra più urgente lasciare per un po’ da parte il nostro Paese e dedicarci al vostro”.

E come mai, siamo peggio dell’Ucraina?No quello che succede in Italia non è paragonabile all’atteggiamento schifoso e insopportabile dei politici italiani nei confronti delle donne. Il peggiore fra tutti, anche peggiore di Clinton è il vostro premier Silvio Berlusconi”. E allora avanti march. La prossima settimama queste “cattive stangone” dell’Est caleranno nell’ex Belpaese per manifestare a seno nudo davanti a Palazzo Grazioli. Con loro ci sarà anche l’ex porno-star, nonchè pensionata parlamentare, Cicciolina. La super-magione di Re Silvio, nel cuore di Roma, rimarrà transennata, come sempre? O se il premier troverà il tempo di invitare le rappresentanti del Femen – il nome di questo movimento femminista post femminismo, a cui Le Iene due settimane fa ha dedicato un servizio – a visitare le austere stanze, rallegrate dal pezzo forte: il lettone di Putin? Chi si assomiglia si piglia, chiediamo a Inna, super indaffarata mentre sta per presentare il Femen tour europeo in Svizzera. “Certo si tratta di uomini che non hanno alcun rispetto delle donne, le utilizzano per la loro bieca propaganda. Per solleticare gli animi delle persone più triviali, per alimentare il loro populismo”. Va giù dura questa consapevole ragazza, che da un anno lavora a tempo pieno per il movimento da lei fondato con altre due ragazze. “Avrei preferito continuare ad avere due lavori. Dopo aver finito il liceo ho iniziato a frequentare la facoltà di giornalismo e dopo poco a lavorare nell’uffico stampa del Comune di Kiev. Ma mi hanno licenziata con la scusa che non si può lavorare come ufficio stampa nel settore pubblico ed essere contemporaneamente attivista per i diritti umani. Strano, io avevo sempre pensato che fosse incompatibile lavorare per il municipio e nello stesso tempo contro i diritti umani”.

Inna e le altre che si metteranno tette al vento per svergognare Berlusconi, faranno tappa anche in Vaticano per cercare di sensibilizzare le migliaia di turisti circa le discriminazioni che la Chiesa ha sempre perpetrato nei confronti delle donne. Ma ce n’è anche per i francesi: dopodomani sventoleranno le loro lunghe gambe nude e i loro grandi seni all’indirizzo di Dominique Strauss-Kahn: “Vedere, riflettere ma non toccare”. Uomini avvisati mezzi salvati?

di Roberta Zunini

Il Fatto Quotidiano  – 30 ottobre 2011

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