Maria Grazia Cutuli, passione a fumetti

La vita e la morte della giornalista del Corriere della Sera in una graphic novel. «Il bisogno di scrivere»

MILANO – «Mi metteranno in redazione». La preoccupazione di Maria Grazia Cutuli sta dentro una nuvoletta. Lo sfondo, di un nero elegante, esprime un attimo sospeso, nel disegno di Paola Cannatella. Siamo a pagina 77 di Dove la terra brucia (Rizzoli Lizard), la graphic novel che racconta gli ultimi giorni della giornalista uccisa in Afghanistan il 19 novembre di dieci anni fa, nell’agguato in cui caddero anche l’inviato di El Mundo, Julio Fuentes, il cameraman australiano Harry Burton e il fotografo afgano Azizullah Haidari. La scena è quella di una telefonata: arriva da Milano, dove il Corriere della Sera le offre un contratto di sei mesi, per un posto in redazione. Nel 1997 Maria Grazia è in Ruanda, dov’era andata per raccontare le storie dei bambini génocidiaires, hutu assassini di coetanei tutsi, che con enorme fatica cercano di farsi accettare a scuola, nella società. Cutuli non se ne vuole andare. Ma lo farà, e il Corriere ben presto la rimanderà di nuovo, come inviata, a raccontare le storie degli «ultimi del mondo».

I DIARI– «Non mi sarei mai interessata al giornalismo, se non avessi sentito tanto il bisogno di scrivere», racconta nei suoi diari la reporter che si trova in Pakistan, e ha appena compiuto 39 anni. Tutti l’avvertono del pericolo: la strada per Kabul, la città appena occupata dalle truppe antitalebane dell’Allenza del Nord, è ancora troppo rischiosa da percorrere. Banditi, studenti coranici, truppe irregolari allo sbando. Ma lei parte lo stesso. Partono tutti, non rimane nessuno dei giornalisti, perché parte l’americana Fox, che dà la copertura per trasmettere le immagini alle altre tv. Bisogna andare, restare è rischioso quanto partire. Nel fumetto scritto da Giuseppe Galeani c’è anche Catania, la città nativa, dove la Cutuli lavora per La Sicilia e Telecolor, ma senza soddisfazione, prima di partire alla volta di Milano. «Non mi abituerò mai alla sua ostilità», scrive Cutuli, stufa di «riti fatti di bar, ristoranti e incontri in società». Lavorerà per Epoca, nei suoi primi anni al nord, e scambierà una quantità di ferie con i suoi primi incarichi da inviata.

FEMMINILITA’ – Le chine di Cannatella catturano gli interni di un appartamento, il volto della sorella Donata, gli abiti di Maria Grazia, la sua femminilità. «Non ci siamo inventati nulla», dice Galeani, «abbiamo girato l’Italia per fare le nostre interviste, per farci raccontare i gesti della Cutuli, i suoi tic, il suo giochicchiare con i capelli». Colpisce che a raccontare questa storia siano due catanesi emigrati in Lombardia. «Le nostre famiglie un po’ si conoscevano. Mia nonna era collega di scuola di sua mamma», racconta Galeani. «Non abbiamo voluto “trasfigurare”, ma raccontare la verità. Abbiamo impiegato i testi di Maria Grazia per il fumetto, provando a “vedere” ciò che lei scriveva». Indispensabile, per completare il lavoro, l’aiuto di Donata Cutuli, autrice di uno scritto a mo’ di postfazione al libro, che completa idealmente la prefazione di Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera .

IN PUNTA DI PIEDI – «L’abbiamo cercata in punta di piedi», dice Cannatella, che è alla sua terza graphic novel. «Nelle mie tavole ho usato dei toni di grigio per definire i volti delle diverse etnie afgane, ma anche per dettagliare sfumature, increspature, espressioni». Qualche disegno, però, è fatto con la china rossa, che tratteggia degli uccellini che la Cutuli acquista a Phnom Penh, in Cambogia, nel 1992, con la fotografa Simona Calì Cocuzza, onorando un’usanza locale: farli volare ed esprimere un desiderio. «Voglio continuare ancora un po’ con questi viaggi e queste storie che non interessano a nessuno», è l’auspicio dell’inviata. «Lei non si sentiva mai arrivata», commenta Galeani. «Stupiva tutti col suo lavoro, la caparbietà, l’intelligenza, e col suo essere donna. E poi voleva sempre partire. Andare dove la terra brucia».

Alessandro Trevisani
Corriere della Sera – 26 ottobre 2011

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...