«Gioco a calcio con amiche lesbiche e so quanto male fa la cattiva informazione sul mondo gay»

di Federica Mariani *

Il documentario “Diversamente etero” offre degli spunti di riflessione sul tema dell’omosessualità in televisione. Il filmato nasce dall’interesse di un gruppo di professioniste, tutte dichiaratamente lesbiche, di chiedersi come passi in tv il tema dell’omosessualità. L’evento che ha dato spunto al loro lavoro è stato un bacio tra due concorrenti donne, nell’edizione del Grande Fratello 10. La serata del capodanno 2010 è stata quella in cui per la prima volta due donne, in Italia, si sono baciate davanti alle telecamere. Da quel giorno in poi nelle puntate del GF e nei salotti televisivi non si è parlato d’altro. L’evento ha dato luogo a una specie di fervore collettivo.
A sostegno delle due ragazze è piovuta una grande quantità di consensi  e sono uscite allo scoperto centinaia di fan a favore de “Il Sogno di Sarah e Veronica”. Il sogno, di cui Veronica e Sarah sono diventate paladine, è quello di sdoganare l’omosessualità in televisione e più in generale in Italia, in maniera tale che ciascuno sia libero di interpretare e vivere l’amore a modo proprio. Tra l’incertezza se quella amicizia fosse solo un gioco, una strategia degli autori per fare audiance o un autentico sentimento tra le due concorrenti ne è derivato un gran successo mediatico.  Le supporter del sogno si sono organizzate e immedesimate nelle due concorrenti.
L’amore di Sarah e Veronica ha avuto molta visibilità e popolarità sia in televisione che sul web; semplicemente cliccando il nome delle due ragazze compaiono decine di pagine web a loro interessate, allo stesso modo troviamo pagine sulla loro storia e gruppi di fan su facebook e i video dei loro baci su youtube.com. Nonostante tutto questo entusiasmo, Elena Tebano (giornalista di City e coautrice del documentario) ci dice che alcuni video su youtube.com non si trovano, sono stati eliminati. Perché non andavano mostrati? Il fenomeno Sarah e Veronica ha risvegliato e mobilitato le donne a lottare per la parità e per i loro diritti, che ancora troppo spesso vengono violati.
In un episodio recente, e imbarazzante per la nostra società, Paola Concia, la deputata del Partito democratico, unica parlamentare omosessuale dichiarata, è stata vittima di alcune parole offensive per la sua inclinazione sessuale da parte di un cittadino romano. Mentre passeggiava per la capitale, mano nella mano con la compagna (diventata sua moglie), è stata insultata tra l’indifferenza dei passanti. A rincarare la dose, qualche settimana più tardi, Mario Mantovani,sottosegretario di Stato per le infrastrutture e trasporti, che in una cena elettorale del Pdl aveva ironizzato su Rosy Bindi e Paola Concia, discriminandole per il loro aspetto fisico e sul loro supposto essere poco femminili.
Ci sono due tendenze principali di categorizzare le lesbiche: la prima è quella della donna promiscua, che stuzzica l’uomo e lo seduce al proibito. La seconda è quella della femminista aggressiva e sgraziata. Nella tv italiana è ricercato molto di più il primo esempio. Nell’immaginario sessuale maschile la coppia lesbo è sempre eccitante. Le due ragazze della “casa” sono entrambe molto belle e “gagliarde”: Veronica è stata presentata nella sua scheda come cubista di notte e maestra di giorno ed  è conosciuta all’intero della “casa” come la ragazza facile. Mentre Sarah, coniglietta di play boy, è connotata come la trasgressiva.
Interessante è stato vedere le reazioni che due concorrenti uomini, Massimo e Mauro, hanno manifestato di fronte al rifiuto di Veronica per la preferita Sarah. Il fatto che Veronica abbia scelto la sua amica (sia sul versante affettivo che nel gioco), piuttosto che due “maschi”, viene vissuto dai concorrenti come un’umiliazione. Costoro si sentono offesi e iniziano a trattare male le ragazze, alzando la voce, diffamandole a parole, etichettandole in maniera dispregiativa e cercando inoltre di metterle in difficoltà nella prosecuzione del gioco. Gli uomini non ci stanno a venire preferiti e messi in secondo piano da Veronica e si ribellano sfogando la loro frustrazione attraverso la rabbia e l’aggressività.
Sarah è la prima delle due a essere eliminata e nelle interviste immediatamente successive alla sua esclusione dice di aspettare ansiosamente l’uscita di Veronica per poter proseguire il loro amore anche al di fuori dalla casa di Cinecittà. Il numero di supporter lesbiche si moltiplica a ogni puntata, Sarah è subito cercata e contattata. Le ragazze hanno molto successo perché il loro legame viene inteso come un sentimento puro e sincero. Le fan dicono di riconoscersi e identificarsi in questa storia. Veronica e Sarah colmano un vuoto, sono il tassello di un mosaico che mancava in Italia. All’inizio del filmato vengono intervistati dei passanti ai quali si chiede se conoscono donne omosessuali italiane famose: qualcuno ci prova ma nessuno è in grado di rispondere in maniera certa con un nome. La conclusione è che le lesbiche in televisione non esistono o, per lo meno, se esistono non sappiamo che sono tali.
Un evento su cui Elena porta la nostra attenzione è stato l’incontro nella casa tra le due ragazze: Veronica ancora da concorrente e Sarah da eliminata; le ragazze si parlano e si guardano divise da un vetro. Elena e le sue collaboratrici si sono chieste se la scelta sarebbe rimasta la stessa nel caso i protagonisti fossero stati eterosessuali. Per quello che conosco io, il regolamento prevede che non si possano avere contatti con l’esterno e quindi la distanza tra chi è dentro e tra chi è fuori è rimasta attraverso 2 centimetri di cristallo. Al contrario la troupe del documentario crede che il GF abbia voluto mantenere una “distanza di sicurezza”. Se fosse così mi chiedo comunque il perché. Le ragazze si sono baciate, coccolate, inseguite tante volte dalla notte di capodanno fino al giorno in cui Sarah è uscita, non credo che il vetro abbia impedito alle due ragazze di emozionarsi ancora una volta o che il GF abbia voluto preservarsi da eventuali danni o imbarazzi.
Quando il programma è finito, a distanza di pochi mesi dal bacio, le ragazze hanno negato il loro rapporto e smentito chiaramente la loro omosessualità. Ora, capire se erano davvero innamorate o meno non è ininfluente, per me non si trattava di amore ma solo di uno stratagemma degli autori che è riuscito ad appassionare il pubblico di un programma ormai saturo di novità. Personalmente mi sono anche sorpresa  nel vedere tanto trasporto e sostegno della comunità lesbica ma, al di là di tutto ciò, quello su cui vorrei riflettere è il passaggio. Credo che la trovata di una coppia omosessuale, per di più lesbica, avvicini e incuriosisca uomini e donne telespettatori di un programma che era arrivato ormai alla decima edizione e che quindi necessitava di qualcosa di forte e mai visto prima.
La smentita della omosessualità di Sarah e Veronica sembrerebbe arrivare come un fulmine a ciel sereno soprattutto per quella parte di fan che è convinta di aver trovato dei modelli e delle guide per l’emancipazione sessuale gay e lesbica. Il rischio è che grazie a questo ripensamento passi l’idea che queste ragazze siano una coppia ma che non possano dirlo perché altrimenti sarebbe loro precluso di fare carriera. La premessa è quindi che in Italia se sei lesbica non lo puoi dire altrimenti si chiudono davanti a te tutte le porte del lavoro. Dopo la dichiarazione ufficiale “Non siamo lesbiche”, Veronica e Sarah sono state insultate dalle stesse fan che avevano creduto in loro e nel loro rapporto.
Purtroppo questo è accaduto perché non si riescono a comprendere i limiti del programma. Il Grande Fratello va in onda 24 ore su 24 e, siccome è impossibile seguirne ogni minuto, gli autori sono obbligati a fare delle scelte. Personalmente credo che attraverso la selezione di alcune scene e il loro montaggio, gli autori hanno fatto in modo che si desse origine a un forte interesse attorno alla storia delle due ragazze cercando nella striscia quotidiana, e per la puntata della settimana, di costruire una storia ambigua o perlomeno credibile. Con l’incantevole speranza che nei reality sia tutto vero e genuino le fan credono a una storia, a unsogno. Così come spesso accade, il pubblico confonde la realtà con la finzione e continua a credere che il protagonista del film abbia le stesse peculiarità anche nella vita reale. Il personaggio e la persona si sdoppiano a telecamere spente, il protagonista sparisce ed è questo ciò che è successo con Veronica e Sarah, ed è qui che si spiega la delusione delle fan.
Personalmente credo sia necessario trovare dei filtri e dei limiti perché argomenti come il sesso, la violenza, l’omosessualità passino  attraverso la televisione. Vige l’idea che bisogna difendere i bambini da queste cose come se l’esposizione a un atteggiamento amoroso alternativo potesse compromettere il loro sviluppo psico-fisico. Perché invece non si discute con la stessa preoccupazione rispetto ai telefilm, ai videogiochi e alle scene di  violenza gratuita che passano in televisione? Prima o poi verrà il momento in cui anche i bambini si accorgeranno di questo diverso esempio d’amore ed è proprio questo nascondere che rende l’omosessualità immorale.
Non c’è bisogno che si pensi che sia normale, dovrebbe solo diventare accettabile e una possibilità legittima. Con questo non intendo dire che l’argomento vada affrontato con il contagocce ma andrebbe in primo luogo presentato da esperti e da persone che affrontano il tema in maniera seria e neutra in modo tale da lasciar riflettere e decidere autonomamente il pubblico. Dico che andrebbe discusso da professionisti e rappresentanti della comunità gay perché appunto manca in noi una conoscenza, un’educazione di base rispetto al tema dell’omosessualità. Quello sull’omosessualità è un pregiudizio, un atteggiamento a priori sul gruppo degli omosessuali che è un gruppo che non conosciamo siccome spesso vivono la loro sessualità in maniera nascosta.
Comunemente si ha il preconcetto che una notizia sentita in tv è considerata di poco conto o comunque inferiore per valore rispetto ai giornali. La televisione di oggi è diseducativa e le notizie che ci arrivano da essa sono considerate di serie B. In realtà la tv ha un forte potere di veicolare e di comunicare con i telespettatori, il problema di fondo sta in chi in televisione ci parla. Per  temi così complicati e profondi è necessario che le nostre fonti siano valide e autorevoli. Credo possa risultare pericoloso se all’informazione si accompagnano giudizi arcaici e di bassa lega.
Purtroppo in programmi dove si cerca di trattare questi temi di attualità vengono invitati ospiti incompetenti o comunque impreparati e che quindi danno giudizi banali, moralisti e comunque poco funzionali a promuovere il livellamento delle barriere pregiudiziali nei confronti dell’omofobia. Il grande fratello licenzia personaggi che riempiono i salotti dei programmi televisivi creando appunto la categoria dei “nuovi opinionisti”. Io non credo che al giorno d’oggi l’omosessualità sia ancora un argomento tabù in Italia, credo che il problema del popolo italiano sia che non abbiamo una maturità culturale e quindi legislativa sul tema. I paesi del nord Europa, sono molto permissivi e tolleranti rispetto alle coppie omosessuali, ma anche un paese latino come la Spagna ammette l’espressione dell’omosessualità nei suoi confini. Personalmente non credo sia colpa della presenza del Vaticano a Roma se in Italia è presente una certa percentuale di omofobia, la realtà è che non siamo abbastanza open minded.
Ho avuto la fortuna di aver vissuto lo scorso semestre all’estero in un paese scandinavo dove, dal 2002, è possibile l’unione civile di due persone dello stesso sesso di età superiore ai 18 anni. Le coppie possono usufruire della maggior parte dei diritti matrimoniali, tra cui il diritto all’eredità, al divorzio e all’adozione. E’ assolutamente normale vedere coppie lesbiche fare la spesa tenendosi per mano o due uomini seduti ad un tavolino da soli a bere un caffè: nessuno finge di non vederli seguendoli con la coda dell’occhio. Il codice penale finlandese vieta (e punisce) ogni forma di discriminazione nei settori dell’occupazione e dell’accesso al lavoro.
Alcuni leggono l’incremento del numero delle persone che negli ultimi anni si dichiarano gay e lesbiche come una moda esibizionista. Io non credo sia una tendenza per attirare l’attenzione e per far parlare di sé. Non amo gli eventi da cameratismo in stile gay pride, le spiagge nudiste e queste forme di ostentazione ma non penso che una persona partecipi a queste esperienze con leggerezza, solo per  gioco. Molti artisti dello spettacolo e celebrità che si sono dichiarati omosessuali  vengono comunque apprezzati per le loro qualità artistiche. Per una persona comune, invece, è molto più problematico  fare outing poiché rendere deliberatamente pubblica la propria identità sessuale comporta squilibrio all’interno della famiglia, nei rapporti di amicizia e fino all’ambito lavorativo.
Nei telefilm degli ultimi 20 anni la presenza dell’omosessuale è, per così dire, d’obbligo. La maggior parte dei telefilm che vediamo arrivano dagli Stati Uniti, frontiera di democrazia e libertà. In Italia siamo ancora alla preistoria rispetto al tema. In alcuni telefilm di successo come Grace Anathomy e Buffy le protagoniste raccontano di desideri ed esperienze sessuali omosessuali. I personaggi omosessuali delle serie tv sono generalmente accettati degli altri, freschi, cordiali, esuberanti, sensibili, amici delle donne.  A mio giudizio l’amore tra donne è meglio accettato rispetto all’amore tra uomini. Spesso si pensa ai gay come al binomio maniaci sessuali/pedofili. E’ semplice notare come gli attori che recitano  la parte di un personaggio gay vengono messi un pochino in ridicolo, costretti dai copioni a fare cose a volte stupide. Forse questo viene fatto per alleggerire l’argomento o per cominciare a farci accettare le persone omosessuali come simpatiche, spiritose e non pericolose. Non saprei dire se questo gioca a loro vantaggio o li penalizza,  facendoli passare agli occhi degli altri come persone frivole e gaudenti.
I miei contatti con le persone omosessuali, soprattutto lesbiche, sono cresciuti negli ultimi anni. Pratico uno sport prettamente maschile e molte persone, quando dico che gioco a calcio, prima di chiedermi in che ruolo gioco, da quanti anni o come sta andando il campionato mi chiedono quante ragazze della squadra sono lesbiche, se ci sono coppie lesbiche nella mia squadra e cosa succede sotto la doccia. Beh, poveri noi! Io premetto che non è un problema per me, conosco queste persone da tanti anni e prima di pensare a loro come lesbiche, per me sono le mie amiche quindi rispondo alle loro curiosità dicendogli che in realtà non fa differenza per nessuna nello spogliatoio e che non dovrebbe essere così intrigante per loro saperlo, visto che si parla di gente che neanche hanno mai visto.
Ho visto le mie compagne arrivare negli spogliatoi più volte abbattute perché avevano litigato con i genitori o perché non ce la facevano più a vivere sentendosi sempre sotto esame e con la paura che si potessero infrangere alcune amicizie importanti. Credo che il problema maggiore nel mondo dei gay sia proprio il cattivo messaggio che passa attraverso i media che trattano questi argomenti con estrema superficialità; e quando poi vengono trattati solo per far ascolti è ancora peggio. Un altro pessimo esempio proveniente dalla casa del Grande Fratello è stato quello di Maicol, gay dichiarato della stessa edizione di Veronica e Sarah.
Perché far passare sempre l’immagine del ragazzo gay che urla come un’oca, piange dopo ogni discussione e che ostenta la sua personalità in modo così eccessivo? Per chi non si è mai trovato in contatto con un gay e riceve solo l’immagine di quest’eccentricità ed esibizionismo è normale pensare che tutti siano così. Questo aumenta le difficoltà degli omosessuali di vivere la propria omosessualità in un mondo che non li capisce e dove bisogna nascondersi e vergognarsi di  quello che si è,  come se si avesse tradito, mentito o danneggiato qualcuno.
*Federica Mariani è laureanda in Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici all’università Bicocca di Milano. Questa è la sua relazione sul documentario “Diversamente etero” (di Elena Tebano e Milena Cannavacciuolo), presentata durante il corso di Psicologia delle influenze sociali.

Una Risposta

  1. Cara Federica,
    grazie infinite per il tuo intervento. Mi colpisce soprattutto ciò che racconti dell’esperienza delle tue amiche. E’ vera quella sensazione del “sotto esame”, ma penso anche che la generazione delle ventenni sia molto forte e sappia che ha il diritto di vivere la propria omosessualità alla luce del sole. Non è stato così per le generazioni precedenti.

    In più oggi c’è uno strumento molto importante, il web, che permette di trovare alternative a quel “cattivo messaggio dei media” che vige in Italia e di cui tu parli. Penso per esempio alle community on line che condividono (e sottotitolano) le storie lesbiche da tutte le parti del mondo. oppure ai blog o siti alternativi di informazione. E credo che questo valga per qualsiasi minoranza o categoria subalterna. Ne parla spesso Rossella Zanardo rispetto al tema del genere.

    Aggiungo solo due piccole precisazioni. Diversamente etero è il frutto del lavoro di un gruppo di donne lesbiche ed etero – per noi questa “alleanza” è molto importante.E ci tengo a ricordare che oltre a me ci sono l’altrra autrice Milena Cannavacciuolo, la videomaker Chiara Tarfano e la regista Marica Lizzadro,

    La seconda precisazione riguarda il vetro posto dalla produzione del Grande Fratello per impedire il contatto tra Sarah e Veronica.

    “Per quello che conosco io, il regolamento prevede che non si possano avere contatti con l’esterno e quindi la distanza tra chi è dentro e tra chi è fuori è rimasta attraverso 2 centimetri di cristallo”, scrivi tu. Non è proprio così. La tendenza del Gf è a non far incontrare direttamente i personaggi, perché aumenti il pathos. Ma in quella stessa puntata due concorrenti etero sono stati fatti incontrare senza barriere: si trattava anche in quel caso di un concorrente espulso e di una ancora presente nella Casa. Esattamente la stessa situazione di Sarah e Veronica. Per questo quel vetro non è apparso “neutro” alle esperte che abbiamo intervistato per il documentario.

    Ancora grazie e a presto

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