L’Africa che cammina con i piedi delle Donne

Prosegue la carovana delle donne africane “Walking Africa” verso il Nobel per la Pace 2011. È iniziato oggi ad Ancona il IX Convegno internazionale di ChiAma l’Africa. Prossimi incontri il 23 maggio al Parlamento europeo di Bruxelles e il 25 maggio alla Farnesina a Roma.

Ancona, 21 maggio 2011 – È iniziato ad Ancona il IX Convegno internazionale di ChiAma l’Africa, quest’anno titolato “L’Africa che cammina con i piedi delle donne” e dedicato alla Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women). Come di consueto, lo storico appuntamento promosso da ChiAma l’Africa in collaborazione con Solidarietà e Cooperazione Cipsi, con il Ministero degli Affari Esteri italiano e con il contributo della DGCS/MAE, vede la partecipazione di numerosi ospiti italiani e africani.
Il convegno di Ancona è una delle tappe della carovana di donne africane “Walking Africa” che sta incontrando in giro per l’Italia e l’Europa università italiane, enti locali, istituzioni e realtà associative. La carovana è partita lo scorso 12 maggio da Urbino, dove le donne africane hanno incontrato le università e le istituzioni italiane. La Carovana si è spostata poi a Grottammare (AP) il13 maggio e a Fermo il 20 maggio, dove la Funima international ha organizzato una conferenza stampa ed una presentazione della Campagna a S. Elpidio a Mare insieme alle istituzioni locali e alle donne africane. La Regione Marche, la provincia e i comuni di Fermo ed Ancona hanno dato un forte sostegno alla Campagna Noppaw, promuovendo una serie di iniziative sul proprio territorio,culminate proprio con il Convegno di ChiAma l’Africa ad Ancona.
“L’Africa è un continente che cammina soprattutto con i piedi delle sue donne, instancabili tessitrici di relazioni e costruttrici di pace – ha ricordato Eugenio Melandri, coordinatore di ChiAma l’Africa -. Loro rappresentano il futuro di questo continente. È per loro, per i 400 milioni di donne che sono un inno alla vita e alla vitalità, che chiediamo il riconoscimento del Nobel per la Pace 2011”. “Con i piedi in cammino e i cuori pieni di energia, le donne africane percorrono la loro vita con determinazione per costruire una nuova umanità”, ricorda Maria Teresa Ratti di “Combonifem”. “Secondo recenti dati statistici, la parità tra donne e uomini nel mondo verrà raggiunta nel 2061 – aggiunge Patrizia Sentinelli, già vice ministro agli Affari esteri – non possiamo aspettare tanto. Le donne non sono solo vittime a cui dare una pacca sulle spalle, ma sonoprotagoniste del loro cambiamento e quindi del nostro”.
La voce forte e determinata delle donne africane si alza in queste giornate di incontri. Le donne d’Africa si alternano nel raccontare le loro storie, riportano le loro esperienze di vita quotidiana e il loro protagonismo in tanti settori della società, dall’economia alla salute, dalla difesa della vita alla costruzione della pace. Parlano dell’ordinarietà straordinaria di una vita fatta di ostacoli e difficoltà superati con coraggio e dignità. E lanciano un grido: “Noi donne africane diciamo basta.Non vogliamo più che l’Africa venga sfruttata dall’occidente in nome della democrazia – dice Helene Yinda, teologa del Camerun e promotrice della Campagna Noppaw -. Le donne africane vogliono e sanno farsi sentire, vogliono far ascoltare la loro voce. Si raccontano e raccontano l’Africa. Parlano dei loro villaggi, dei loro campi, dell’acqua e continueranno a parlare”.
Il convegno di Chiama l’Africa proseguirà nel pomeriggio con la sessione “Africa: professione donna” e, alle ore 21.30, l’esibizione musicale di Ranzie Mensah. Domani mattina a partire dalle ore 9.30 la sessione conclusiva, “Oltre il Noppaw”.
La carovana si sposterà lunedì 23 maggio a Bruxelles per l’incontro delle donne africane con le istituzioni europee al Parlamento europeo. Mercoledì 25 maggio la Campagna sarà presentata alla Farnesina a Roma: parteciperà il Ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha dato pieno sostegno e appoggio alla Campagna Noppaw. Saranno presenti ad entrambi gli appuntamenti le testimonial del Noppaw Clarissa Burt e Amii Stewart, che ha composto l’inno “Walking Africa” dedicato alle donne africane.
Per informazioni: ChiAma l’Africa, tel. 06.5414894, mail: info@noppaw.org, web: www.cipsi.it e www.noppaw.org.

BREVI PROFILI DELLE DONNE AFRICANE CHE PARTECIPANO ALLA CAROVANA “WALKING AFRICA”

Bernadette Muongo, nata nella provincia di Kivu Nord, sposò un capo dei Bahundes. Benché fosse vietato alle donne qualsiasi coinvolgimento nelle relazioni con le altre tribù, sfidò le tradizioni e mediò il conflitto tra gli Hundes e gli Hutus nel 1991 fino ala sua pacifica risoluzione. Successivamente, invitò i vari capi ad unirsi in una commissione per la pace, che divenne nel tempo una istituzione consiliare permanente per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, chiamata Barza la Wazee, cioè Consiglio degli Anziani. Lei, unica donna nel Consiglio, fu ripudiata dal marito ma questo non la sfiduciò. E’ stata insignita del premio “Donna Congolese Coraggiosa” durante un ricevimento presso la residenza dell’ambasciatore statunitense William J. Garyelink per il suo costante lavoro contro la violenza sulle donne in tutte le sue forme, per il suo impegno nell’uguaglianza dei diritti per le donne e per le sue mediazioni di pace nel Congo orientale e nella regione dei Grandi Laghi.

Amany Asfour, Presidente dell’Associazione delle Donne d’Affari egiziana e Segretario Generale della Società Aricana per la Ricerca e la Tecnologia, è il membro del Consiglio per la Cultura, l’Economia e le Politiche Sociali dell’Unione Africana che rappresenta il Nord Africa. Negli anni ’80, visti i suoi studi in pediatria, realizzò un’impresa di forniture mediche. Le sue esperienze e successi come imprenditrice evocano la implicita convinzione che “l’indipendenza finanziaria per le donne dona loro la forza della scelta e d’espressione”.

Hélène Yinda è considerata una delle maggiori teologhe africane e si occupa anche dell’implementazione dei Diritti umani in Africa. Particolare è il suo modo un po’ crudo di testimoniare le violenze, le ingiustizie ed il dominio che subiscono le donne africane. Hélène grida “basta” alla tirannia dei costumi arretrati che imperversano ormai da secoli. Denuncia inoltre il fatto che l’Occidente abbia fatto della Trinità divina la trinità dei soldi e non pensa che le soluzioni adottate fin qua per sconfiggere la povertà e l’HIV siano valide. In effetti, “più si danno soldi per lottare contro la povertà e l’HIV, più la povertà e l’HIV si diffondono nelle comunità africane”. Perciò lei è convinta che trovare e studiare nuove soluzioni a questi problemi e ridare a quegli uomini la loro dignità umana, all’immagine di Dio sia l’impegno di tutti. Ha lavorato per anni al Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra; recentemente è tornata al suo paese, in Camerun, dove sta creando un centro di teologia popolare, rivolto soprattutto alle donne. E’ tra le promotrici della candidatura delle donne africane al premio Nobel per la Pace.

Fatoumata Kane, africana, appassionata di letteratura, è autrice di Plaidoyer, una raccolta di novelle (2007), di Sentieri Terrestri, raccolta di poesie (2008) e di un romanzo, Miraggi (2008). Ha scritto articoli per molte riviste e giornali. Ha anche ideato e realizzato un CD ROM, Memorie di uno storico: Joseph Ki-Zerbo, sotto la guida del Centro Studi per lo sviluppo africano (CEDA) e dell’Università di Ouagadougou (RESAFAD). Economista di formazione, ha lavorato come organizzatrice bancaria, poi come uditore in una Banca Internazionale in Africa dell’Ovest, poi come Responsabile di un centro di ricerche e di documentazione in Africa Australe. Senegalese-Maliana di nascita, Burkinabè di matrimonio, è sposata e ha 3 figli.

Fatima Lmeldeen è un’esperta di genere e fa parte del Sudanese Women Association Forum On Darfur. L’ong è stata fondata nel gennaio del 2008, grazie all’iniziativa congiunta delle Donne Attiviste Sudanesi e l’organizzazione Femmes Africa Solidarité, a seguito di un primo incontro di donne, svoltosi in Addis Abeba, focalizzato sull’attuazione del processo di pace. L’organizzazione si occupa di istruire le donne sudanesi a fare pressione su diversi attori per coinvolgerli in attività di advocacy. Per consolidare l’agenda di pace sul Darfur attraverso un processo di consultazione e per facilitare la partecipazione delle Donne Sudanesi nelle negoziazioni di pace.

Nafissatou Ndyaie: è nata nel 1959 a Fatick, in Senegal. È assistente sociale. Fino al 2007 è stata assistente sociale e responsabile della Scuola di Servizio Sociale del ministero della Pubblica Istruzione. È stata Ufficiale presso la Direzione per la tutela dei diritti del bambino e Capo della Divisione per la Promozione della parità di equità e di genere al Ministero delle Pari Opportunità. Dal gennaio 2011 è responsabile dell’Ufficio coordinamento e di consultazione con le parti interessate presso il Ministero delle Pari Opportunità e Rapporti con le Associazioni delle Donne Africane ed Esteri. È membro del Comitato Scientifico Noppaw in Senegal.

Jacqueline Sylvie Ndongmo viene dal Camerun, ha 44 anni, è insegnante, difensore dei diritti umani e di esperto in questioni di genere. La suaesperienza formativaènelsettore dei diritti umani, nelle questioni di genere enella costruzionedella pace. È laureata in lingue presso l’Universitàdi YaoundéCamerun. Fa parte dell’AWLI (African Women’s Leadership Institute). Il suo lavoro come attivista dei diritti umani è iniziato nel 1996 quando si è iscritta National Autonomous Teachers Trade Union (SNAES) che lotta per migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti e migliorare le condizioni di apprendimento per gli alunni. Nel 2001 mi sono iscritta al Liberty e Human Rights League, un’organizzazione che mira a garantire che siano rispettati i principi democratici in Camerun e a promuovere la pacifica transizione politica attraverso elezioni libere ed eque. Ha fondato e diretto due organizzazioni, Female Teachers League for Education (2004), e Women Peace Initiatives (2009). Attualmente è presidente delle rete di donne africane per lo sviluppo e la comunicazione (FEMNET), fondata nel 1988 a Nairobi in Kenya per promuovere l’empowerment delle donne, lo sviluppo, l’uguaglianza e la pace in Africa.

Fatma Fall: è direttrice dell’agenzia di comunicazione Thorinius in Senegal. Fa parte del Comitato scientifico Noppaw senegalese.

 

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