Il punto è: come mai le nostre figlie non aspirano al Bunga-Bunga?

di Anna Maria Becherini
Sono una donna di 55 anni, sposata, due figlie, un figlio. Ho lavorato in passato e in alcuni altri periodi successivi alla giovinezza, poi mi sono dedicata alla famiglia ai figli potendolo fare (mio marito guadagnava abbastanza bene) ma non sono mai stata una “casalinga tipica”, ho coltivato me stessa, ho studiato e non ho chiuso il mondo fuori di casa. Fine della mia presentazione.
Rispetto per le donne, da parte degli uomini, dei potenti, dei media, della pubblicità, delle istituzioni… Come donna, vorrei tanto che finalmente si smettesse di considerarci come una “specie” fragile in via d’estinzione, nella nostra parte di mondo  noi donne abbiamo raggiunto dei traguardi importanti, lottando. Molto è ancora da fare, ma è un bel po’ che abbiamo guadagnato il diritto e la possibilità di scegliere. Scegliere nelle urne elettorali, scegliere se legarci o meno ad un uomo, scegliere se fare o meno un figlio… scegliere se seguire e praticare o meno una religione… Scegliere anche se andare o meno al palazzo del potente per una serata di bunga bunga, o se comparire a culo nudo nelle pubblicità. Se le ragazze vengono così facilmente reclutate, ancorché molto giovani, sono di certo consenzienti. Quando verrà fuori (se verrà fuori…) che sono state narcotizzate, legate e minacciate le loro famiglie… il mio ragionamento sarà diverso. Ma ad oggi non risulta che sia così. Consenzienti e speranzose di ottenere in cambio delle loro prestazioni, quali che siano, il lavoro dei lavori: comparire sculettando in tivù o entrare in politica ignorando del tutto o quasi di cosa si tratti. Smettiamola di considerarle delle ingenue bambine alla mercé del maschio attempato pieno di soldi e di potere… e gridare allo scandalo per come viene trattata l’immagine della donna!
Personalmente, ho molta considerazione per le prostitute che incontriamo ad ogni angolo di strada. Provo rabbia se sono sfruttate e malmenate da clienti e papponi… ma quelle che lo fanno riuscendo a cautelare la propria incolumità, a guadagnare qualcosa per mantenere figli e famiglie d’origine, che hanno alle spalle situazioni complesse che non voglio neppure provare a giudicare, hanno tutta la mia comprensione e il mio rispetto. Vendono una prestazione sessuale essendoci amplissimo mercato… e non fingono di essere altro da quel che sono, a differenza di altre che potrebbero coltivare ben altre ambizioni… avendo famiglie definibili “per bene” alle spalle, scuole frequentate e, appunto, reale possibilità di scegliere.
Ho due figlie molto belle… come mai non pensano al bunga bunga del presidente? Come mai non si vede il loro culo in pubblicità? Perché autonomamente scelgono di non farlo, non ci pensano neppure… pensano invece a quanto sia diventato insostenibile il mondo mancando il lavoro, quello vero… quello retribuito decentemente a fine mese, quello che può durare qualche anno e può permettere a donne, e uomini, di progettare una fetta di futuro.
Grazie, Anna Maria

3 Risposte

  1. Il problema però è che in Italia una donna è libera solo di apparire come oggetto…

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  2. Cara Annamaria,
    tutto giusto quello che scrivi, ma il problema è un altro: per quale mandato divino la programmazione televisiva in Italia è siffatta? per quale ordine sovrannaturale certi modelli sono pervasivamente proposti dai media, e certi altri no? Il potere che hai tu e i tuoi familiari, le tue sorelle, i tuoi fratelli, tuo marito, le tue figlie ed i toui figli, che è quello di pensare con la propria testa, nonostante il bombardamento mediatico, è un potere di resistenza. Incommensurabilmente più sproporzionato è il potere di chi decide le programmazioni televisive e le immagini e i messaggi dei media. Perché da uno o pochi centri immagini e messaggi, pensati e decisi da pochi, si irradiano (era il verbo della televisione quando ero piccola) a pioggia come un pensiero totalitario su milioni di persone: è un potere che né io ne tu abbiamo. Ti pare giusto?

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    • Sono pienamente daccordo con ciò che dici, tanto daccordo che non guardo più la tivù e ti assicuro che certi giovani neppure..sono troppo impegnati a studiare, lavorare la sera in pizzeria, cercare uno scopo percorribile per la loro vita.
      Il potere ci vorrebbe, ci vuole sottomessi e i messaggi che inoltra hanno questa specifica funzione. Se cominciassimo a ritenerci meno stupidi e permeabili? Se cominciassimo da noi e non da quello che in un mondo appena più decente sarebbe legittimo aspettarsi da “loro”?

      Se cominciassimo a disobbedire?
      Ciascuno di noi per la sua piccola parte?
      Non congeliamoci nel pensiero “è giusto” – “non è giusto”, ma da persone mature qualunque sia la nostra età anagrafica, rivendichiamo un po’ di protagonismo a partire da quello che è a portata di mano: spegnere la tivù, non leggere certi giornali, evitare certi contesti sociali, lottare per cause condivise dalla gente comune che è del tutto ignorata dal potere..disobbedire, disobbedire.. disobbedire..è il passo successivo alla capacità di resistere. Grazie

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