Nel nome della nonna

Ecco cos’è riuscita a fare un’amica dopo aver trovato in un cassetto un vecchio ed elegante libretto appartenuto alla nonna. In coda pubblichiamo la mail inviata dall’autrice a Paola Ciccioli perché parla con cuore e tenacia degli ostacoli che, malgrado tutto, riusciamo a superare.

di Angela Giannitrapani

La storia del progetto per il Centenario del Giardino d’Infanzia di Marsala ‘Guido Baccelli’, devo dire, che è nata per caso, come spesso accade a certi progetti che sembrano avere vita propria.

Infatti, in un pomeriggio di dicembre del 2007, facendo ordine in uno dei cassetti del trumeau di mio padre, posto sacro degli archivi di famiglia, mi sono imbattuta in un libretto sottile, dalla copertina di un bel verde brillante, con degli eleganti fregi liberty su ogni pagina. Era intitolato “Ricordo dei primi anni di vita del Giardino d’Infanzia Guido Baccelli” e portava la data di stampa 1914. Il primo capitolo raccontava la storia della nascita del Giardino avvenuta quattro anni prima, il 4 aprile 1910, con nomi e cognomi del sindaco di allora e di un gruppo di ‘benemeriti cittadini’, perlopiù professionisti, che formando il Consiglio di Amministrazione partecipavano con il Comune e lo Stato alle spese di apertura del primo asilo di stampo laico aperto a tutte le classi sociali.

Ma la breve premessa mi aveva colpita: si parlava di aumento dell’impiego femminile nel mercato del lavoro locale e l’esigenza crescente delle donne di affidare i figli e le figlie a mani fidate. Si aggiungeva anche che, pur tenendo in debita considerazione l’educazione familiare, si sentiva l’obbligo di creare un ambiente aperto all’infanzia per un’educazione alla socialità, alla valorizzazione della personalità e della mente dei bambini nonché una integrazione e a volte una correzione all’educazione della famiglia che in taluni casi sarebbe potuta risultare carente o sbilanciata.

Accidenti, mi sono detta, che idee chiare e poi mi piacerebbe saperne di più di queste donne che cominciavano a inserirsi nel mondo del lavoro e facevano pressione per avere dei servizi che oggi diamo per scontati; e questi ‘benemeriti’, che erano i capostipiti della maggioranza delle famiglie marsalesi da me conosciute, che interesse avevano potuto avere nell’investire soldi in una cosa pubblica? Il capitolo proseguiva con il resoconto dei tre anni successivi e del progressivo sviluppo dell’istituzione, sempre supportata dagli stessi membri del Consiglio di Amministrazione, da un gruppo di ‘patronesse’ che ne vegliavano il valore morale e sociale e con una direttrice, succeduta alla prima dopo appena un anno,

vincitrice di concorso e delle maestre anch’esse puntualmente diplomatesi alla Scuola Superiore per maestre Giardiniere e dunque un personale competente, senza alcun sospetto di improvvisazione assistenziale. Finito il capitolo, la firma era quella di mia nonna, prima direttrice titolare. Ovviamente era risaputo in famiglia e in città che mia nonna era stata la direttrice del Giardino per i primi quarant’anni; in casa avevamo sempre maneggiato le storiche foto di molti anni della sua attività con grappoli di bambini perduti, ai miei occhi, nel fondo dei decenni passati, ma non avevo mai conosciuto nei dettagli la storia della sua nascita. Il secondo capitolo era scritto dalla maestra allora in servizio, che dava prova di un bellissimo saggio di pedagogia e didattica, i cui principi mi sbalordivano per la loro attualità!

Di lì a poco saremmo entrati nell’anno2008 e con un rapido calcolo mi dissi che in due anni, nel 2010, il Giardino avrebbe compiuto 100 anni.

Non si poteva rimettere nel cassetto la fatica, la tenacia e il successo di quel gruppo di uomini e di donne la cui storia e i cui valori mi avevano commossa! Sarebbe stato un sacrilegio. Inoltre, amareggiata come ero dallo sfilacciamento del tessuto sociale e dagli attacchi ad una scuola pubblica e laica (purtroppo aggravatisi nel tempo!), mi sono chiesta se il mio interesse poteva essere condiviso da altri. E mi sono anche ricordata della sensazione di condivisione che molti miei concittadini di tutte le età avevano sempre esternato per il fatto di essere passati per il Giardino negli anni della loro infanzia; dunque, poteva anche essere un momento di coesione sociale e di partecipazione a cui l’Amministrazione Comunale poteva essere interessata; non ultimo anche per un ritorno di consenso da parte della cittadinanza.

Così, feci un progetto e all’alba del 2009 lo mandai al Sindaco. Dopo alcuni mesi fu approvato ufficialmente e a giugno dello stesso anno ebbi un primo contatto con l’Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili. A settembre si stabilì la formazione di un Comitato Organizzatore che fu ufficialmente deliberato.

E così, partimmo. Con un opuscoletto dalla copertina verde brillante e fregi liberty su ogni pagina e una ventina di foto prese dallo scatolone della mia famiglia!

Il Comitato fu affidato alla responsabile dell’Archivio Storico di Marsala per le ulteriori ricerche e… abbiamo trovato molto di più di quanto avemmo mai creduto!

Quei primi passi hanno prodotto un convegno pedagogico e didattico che si è svolto il 13 dicembre 2010, un volume a più mani di stile documentaristico, dal titolo “Il Giardino d’Infanzia ‘Guido Baccelli’- Cent’anni al servizio dei bambini” che non racconta più solo la storia di un asilo infantile, ma quella di una cittadina in evoluzione tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, con uomini donne e bambini in carne e ossa. Inevitabilmente, uno stuolo di donne coraggiose, maestre e direttrici, che senza pronunciare la parola emancipazione erano andate a studiare lontano dalle loro famiglie, si erano create una professionalità seria, erano tornate e si erano sparpagliate per il territorio, spesso in condizioni estremamente disagiate e solitarie, per portare l’istruzione e la dignità che ne derivava là dove mai sarebbe arrivata senza di loro. E questo sin dalla fine del 1800! Il libro parla anche di un sindaco illuminato e tenace, di un gruppo di professionisti e imprenditori dai valori profondi e da un sentito senso della socialità; di un tessuto fondato su un legame antropologico con il luogo in cui erano nati, una fede entusiasta nella funzione dell’educazione come via di riscatto dalla povertà interiore e quotidiana e, non ultimo, nella sua funzione di unità nazionale.

Tutto questo emerge dal libro pubblicato dal Comune e per l’ultimo aspetto, in particolare, gli ha valso anche il patrocinio del Comitato per le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e una premessa della Dott.ssa Emanuela Bruni direttrice generale per la comunicazione e relazioni esterne del Comitato stesso.

Il terzo ‘prodotto’ è una mostra fotografica e documentaria, simmetrica alla pubblicazione, ambientata nella collegiata quattrocentesca del Complesso Monumentale S. Pietro, oggi Centro Multiculturale e Biblioteca Comunale.

Pubblicazione e mostra sono stati presentati il 5 febbraio 2011 durante un incontro affollato che ha visto la partecipazione entusiasta della cittadinanza.

La mostra è tuttora visitata da singoli e da scolaresche e resterà aperta fino al 30 di maggio.

L’esperienza è stata intensa e faticosa, anche a causa di lungaggini e ostacoli; ma si è rivelata estremamente ricca per il frutto delle ricerche, per i risultati raggiunti e per il successo riscosso presso i cittadini.

Oggi sappiamo di non aver seppellito il capitolo di una piccola storia di cento anni e di averla incastonata nei centocinquanta di quella italiana.

——

Paola Carissima,
ero un po’ timorosa a telefonarti dopo il lungo silenzio intercorso tra noi del quale, peraltro, abbiamo perso i motivi… ma l’eco dei tuoi affettuosi inviti a tenerti aggiornata su quel mio progetto, che tanto mi teneva impegnata, mi ha incoraggiata a chiamarti.
E che piacere sentire la tua voce vitale, come se ci fossimo lasciate il giorno prima! Invece non era proprio così perchè nel frattempo a entrambe sono successe delle cose!
La novità sul tuo incarico all’ università mi ha felicemente sorpresa, davvero. Ebbrava ragazza, sempre pronta a scavalcare il cancello e andare in esplorazione… Stavolta, veramente, hai scavalcato la cattedra e ti sei messa al di là. Sei sempre in movimento e questo è salutare ma è anche, devo dire, importante per le altre. Sono certa che, oltre me, anche altre possono prendere energia e coraggio da coloro che osano o si rinnovano. Ovvio, chi lo fa lo fa per se stessa ma l’idea del possibile la si trasmette come un ricostituente che crea nuovi modi di stare al mondo e di stare con gli altri. Tolte le inevitabili invidie, naturalmente, che spero si riducano sempre più.
Certo, in un mondo competitivo e segregante è più diffusa la guerra fra poveri, ma penso che questi anni di regressione ci abbiano avvicinate a un capolinea che ci impone di non indietreggiare più, spalle al muro, come siamo. Capiremo pure, prima o poi, che una rete di sinenergie e risorse non può che aiutare tutte e ciascuna in un cammino nuovo, dignitoso e, perchè no, più tutelato; soprattutto più a misura dei nostri profili. Non dobbiamo mollare, hai ragione. Sapessi quante volte me lo sono ripetuto in questo percorso che ho fatto per portare il mio progetto alla realizzazione!
Ho trovato ostacoli di tutti i generi: beghe politiche, manovre amministrative, misoginia maschile e femminile. Oh, quella femminile poi… fatta appunto di gelosie, invidie, frustrazioni, spasmodica rincorsa al protagonismo e al prestigio a fronte di nessun vero patrimonio personale…bé, quello mi ha fatto più male di tutto.
E invece di sentirmi indignata mi sono sentita contaminata; e ho capito finalmente le donne violentate che si sentono loro sporche, invece di vedere per prima la sporcizia di chi li ha violentate.
Scusami lo sfogo, sto esagerando con il tuo tempo, ma l’istintiva sintonia emotiva e ideologica che sento tra noi (perdona la presunzione…) e il lungo tempo senza sentirci su un periodo fatto di eventi personali e collettivi di così tanto rilievo mi ha spinto a allungarmi. Pardon!
Ma parliamo anche del bello. Mi hai invitata a farlo e te ne sono grata. Così, ti allego il mio raccontino e lo puoi usare come ti pare. Anche se, mi stuzzicava l’idea che il giornale potesse mandarti laggiù per vedere la mostra e, magari, mangiarti due cannoli al teporino della primavera siciliana, visto che la mostra starà su fino al 30 aprile.
Intanto prenditi un abbraccio e tutti i miei auguri per la tua nuova esperienza.
Angela


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: