Voglio dire sono italiana senza dovermi più vergognare

Alcuni mesi fa, a Londra, in un’intervista, mi fu chiesto cosa pensassi dell’ultima di Berlusconi: aveva intercesso presso la questura a favore di una ragazzina marocchina accusata di furto. Pensai che il premier avesse sentito la notizia alla radio – un’immigrata che ruba per fame, vittimizzata dalla polizia (da avvocato dei minori conosco bene quel tipo di “razzismo istituzionale”) – e d’impulso si fosse mobilitato per lei. “L’intervento a favore di un’emigrante islamica è un bel gesto,” dissi. Quando andai in Sicilia fui rimproverata da amici e parenti per le incaute parole: la ragazzina che avevo immaginato povera e indifesa era Ruby. Vivo all’estero da quarant’anni. Ho trasmesso ai miei figli un’orgogliosa appartenenza alla Sicilia e all’Italia. Mille volte ho difeso il mio paese dalle critiche degli stranieri, sostenendo che abbiamo sani princìpi morali e che la corruzione e il clientelismo diminuiranno- ci vuole tempo.

Ora non posso più. Non soltanto Berlusconi ha corroso il senso etico degli italiani, ma ha inflitto a noi donne un’ulteriore umiliazione: ci ha strappato la dignità. Questo settantenne dal volto rifatto non lesina commenti offensivi sull’aspetto fisico delle deputate dell’opposizione, e sceglie candidate e ministre giovani e belle; ostenta la propria debordante sessualità e tratta le donne (e ne parla) come oggetti di piacere, colmandole di regali in proporzione al grado di soddisfazione che ne ottiene. Agli incontri internazionali si comporta da cafone e imbarazza gli statisti con battute a sfondo sessuale. Le sue capacità comunicative da intrattenitore condite con una accattivante volgarità macchiettistica, l’imprevedibilità del comportamento, la schiacciante superiorità dei media da lui controllati e l’assenza di un’opposizione compatta hanno mantenuto alta la sua popolarità permettendogli di offrire agli elettori una pruriginosa telenovela sulle gesta del maschio italiano che non si arrende alla vecchiaia e si gode giovani voluttuose.

Una formula vincente. Il suo esempio ‘giocoso’ ha reso accettabile lussuriae promiscuità tra vecchi e giovani; ha ‘elevato’ la prostituta al rango di escort e nobilitato, trasformandolo in ‘regalo’ , il pagamento per prestazioni sessuali. Ma quel cheè peggio, Berlusconi ha infangato la propria carica istituzionale commettendo un abuso di potere bizzarro e squallido – protagonista, per l’ appunto, Ruby. Altro che marocchina! Altro che nipote di Mubarak! Altro che un’amicizia basata su ‘rispetto e affetto filiale’ da parte di Ruby e di balorda generosità da parte di lui! Le feste ‘distensive’ ad Arcore sono oscene – non importa se vi si commettevano atti sessuali e non importa di che tipo. Alcune di quelle ‘ospiti’ maniate e toccate erano povere, altre straniere. Una aveva la figlia malata. Cosa speravano di ottenere? Denari, certo. Una carriera di velina? Un’automobile? Un appartamento? C’erano anche ambiziose ragazze della borghesia. Pure loro volevano regali? E di che genere? Forse una candidatura? Un posto in tv o in un’azienda di Berlusconi?

Scavando nel passato a noi noto, emergono genitori che spingono le figlie a intrattenere ‘Papi’ e diventare sue amiche. E a partecipare alle sue feste. Ora sappiamo di che tipo di festa si tratta. Non sappiamo, però, quanti dei suoi cortigiani lo scopiazzano e godono della sua protezione. E non sappiamo nemmeno quante famiglie italiane incoraggiano le figlie a denudarsi e a farsi toccare da chi ha potere – anche a copulare, se è il caso – perché è il modo più rapido ed efficace per trovare lavoro. Basta, signor Berlusconi. Quando è troppo è troppo. Non voglio più sentirmi dire che il mio paese va alla deriva, perché c’è lei al governo. Non voglio più sentirmi dire che noi italiani deteniamo in Europa il primato del degrado morale. Fra due settimane porterò i nipotini a Roma, per la prima volta. Voglio camminare a testa alta, con loro, e dire “Nonna è italiana” senza vergognarmi del mio presidente del Consiglio. Se ne vada, signor Berlusconi. E lo faccia presto.

Simonetta Agnello Hornby

da la Repubblica – 9 febbraio 2011

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...