La carriera delle Papi girls? ”Mi sento offesa”

Sandy Cane eletta a Viggiù ai confini con la Svizzera. Italoamericana e primo sindaco italiano nero. Nata a Springfield nel Massachusetts da madre…

Mi sento offesa.

Perché? Perché un sistema di questo genere impoverisce qualsiasi concetto di meritocrazia di cui l’Italia – per la verità – è piuttosto carente. Mi spiego meglio perché non è solo una questione di militanza politica. Talvolta ci sono persone che pur non avendo fatto la cosiddetta gavetta hanno idee anche preziose per la politica e nessuno, tanto più in questo periodo, può permettersi di disperdere spunti utili. Però, in questo caso, mi sembra che il criterio usato sia stato un altro. Con conseguenze davvero negative rispetto al ruolo delle donne in politica.

Quali? La mistificazione della realtà. Queste signorine diventano la “faccia” della politica italiana mentre donne “normali” che hanno fatto il loro percorso d’impegno vengono bollate come “donne con le palle”.

Ma che significa? Siamo donne e stop. Certo siamo abituate a lavorare sodo ogni giorno come tutte le lavoratrici e ogni mamma. Insomma donne normali che vivono districandosi tra i problemi veri della quotidianità vengono poi percepite come un pericolo. Solo perché dimostrano di saper lottare per raggiungere dei traguardi importanti. Dovendo parlare di donne impegnate in politica penso a Rosy Bindi piuttosto che Emma Bonino. Pur concordando con Letizia Moratti che in questi giorni ha duichiarato di pensare che “la gente non sia interessata al caso Ruby” ritengo che chi dovrebbe dare l’esempio abbia il dovere di farlo anche nel privato. Non è perché io sono sindaco di Viggiù che posso guidare contromano nelle strade del mio paese.

Sull’elezione, ad esempio, del consigliere lombardo Minetti che opinione si è fatta? Non la conosco. Può darsi che abbia fornito quegli spunti preziosi di cui ho parlato prima. Certo è che essere eletta in Lombardia è un incarico molto importante. Diciamo quindi che non mi sembra si stia distinguendo per meriti “sul campo”. Faccio un esempio. Una donna su tre vittima di violenze le subisce in casa. Parlo della nostra regione. Non mi sembra che queste nuove giovani leve della politica abbiano fatto qualcosa rispetto a questa vera emergenza. Quindi lo smacco dal mio punto di vista è duplice: ricoprire ruoli e non fare nulla di concreto per le donne. Eppure le questioni femminili da risolvere non mancano.

da il Fatto Quotidiano – 1 febbraio 2011

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