In fondo che male c’è

di Concita De Gregorio

La prima pagina di Libero del 30 aprile 2009, direttore Vittorio Feltri, è in vendita su E-Bay, categoria “classici”. 7 euro e 99, oggi in offerta con 2 euro di sconto. Tre foto di scena di Miriam Bartolini in arte Veronica Lario a seno nudo, in gioventù difatti la signora recitava a teatro. Titolo: “Veronica velina ingrata”. Trattandosi di un classico la citazione è dunque senz’altro consentita. All’epoca Feltri voleva dimostrare l’ingratitudine della (ex) moglie del premier, colpevole di aver scritto la celebre lettera delle vergini che si offrono al Drago, delle minorenni e della malattia. La signora Lario non è mai stata velina, quella di Feltri era una licenza per così dire poetica. Di lì a poco, in piena causa di separazione in corso, Daniela Santanchè fino a un attimo prima all’opposizione (“Non gliel’ho mai data e non gliela darò mai”, il Drago soggetto sottinteso) si incaricò di rivelare sullo stesso quotidiano come Veronica avesse un amante di cui declinava nome e cognome, guadagnandosi così il ritorno al governo nella veste di sottosegretario. Nicole Minetti invece è stata velina in senso proprio, stellina tv. Giova ricordare che la giovane donna, per quanto “laureata a pieni voti e di madre lingua inglese”, come Silvio B. ha urlato da Lerner, come molte migliaia di sue coetanee in Italia non aveva avuto la fortuna di poter fare un mestiere appropriato ai suoi talenti. Era difatti igienista dentale fino a che dopo un’appropriata pulizia dei denti al premier non è stata inserita nel listino del consiglio regionale lombardo, nominata e non eletta. Come ricorda oggi la sua collega di avventure Barbara Fagioli «a lui gli fa comodo mettere te e me in Parlamento perchè dice ‘bene me le sono levate dai coglioni, lo stipendio lo paga lo Stato’». Lo Stato, cioè noi. C’è in effetti un filo di ingratitudine nella veemenza con cui Minetti insulta al telefono con un’amica il Presidente, insistendo sulla flaccidità evidentemente a lei nota di una parte del suo corpo. Più grata Karima, docile nello scrivere libri e rilasciare interviste compiacenti. Peccato che anche queste attività risultino retribuite dal Medesimo. Dagli appunti della ragazza: “Diamanti. 50 mila per il libro. 170 mila conservati da Spinelli. 4 milioni e mezzo da Silvio Berlusconi che ricevo tra due mesi”. Come cavallette le giovani ammiratrici di Silvio B. rubano a casa, si avventano sul suo patrimonio e sul suo potere che del resto era stato offerto loro come ricompensa delle serate a base di Coca Light. Uno spettacolo penoso per tutti, immagino triste anche per lui. Un insulto ai milioni di donne laureate e bilingue, anche solo diplomate e monolingua, che non intendono prostituirsi per vivere e di conseguenza vivono sei mesi con quello che Nicole e Karima guadagnano in dieci minuti. Vi sembrerà gossip: a me pare il peggior esempio politico, il più degradante modello di comportamento, la più colossale opera di imbarbarimento culturale messa in atto da un uomo pubblico. Del tutto normale, poi, che le sedicenni che escono da scuola dicano: perchè, che male c’è?

da l’Unità – 26 gennaio 2011

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