L’ira della Minetti: “Tradita da Silvio si libera di noi, ci fa pagare dallo Stato”

Nelle nuove carte le frasi della 25enne consigliere lombarda sul premier: “È un vecchio, un pezzo di m…, non mi faccio prendere in giro. Mi ha tirato nei festini… io sono una brava persona, lui vuole solo salvare il suo culo flaccido” di Piero Colaprico e Liana Milella

A venticinque anni, quando si racconta di desiderare una famiglia, ma grazie al bunga bunga “con un vecchio che vuole salvare il suo culo flaccido” si è fatta un po’ di fragile carriera, qualche cosa rischia di spezzarsi. E a Nicole Minetti è successo. Il 1° febbraio andrà dai pubblici ministeri ed è una donna che sembra risvegliata da una stregoneria. “Cioè io – dice la Minetti in una telefonata – per la prima volta ho realizzato che lui (Berlusconi) non mi ha dato quel ruolo perché pensava che io fossi idonea e adatta, mi ha dato quel ruolo perché in quel momento è la prima cosa che gli è venuta in mente. Se non ci fossi stata io, ma ci fosse stata un’altra, l’avrebbe dato a un’altra”.

Berlusconi si vanta sempre di conoscere le donne, ma perduta la tutela amorevole della mamma Rosa e della moglie Veronica, dimostra di non capirle più. Sedici giorni fa Nicole Minetti chiama l’amica Clotilde e dice: “L’uomo sta invecchiando ma a me non frega niente. Si sta comportando da pezzo di merda. Mi ha tirato nei festini… io sono una brava persona, al massimo faccio contravvenzioni, ma non arrivavo a commettere reati”. Ecco spuntare quella parolina, “reato”, che i berlusconiani hanno evitato come la peste. Fin qui. Ma nei fascicoli inviati ieri dalla procura milanese alla Camera, all’improvviso e senza la minima fuga di notizie, la bruna Nicole sta consegnando – quale che sia l’esito giudiziario – il punto di rottura del berlusconismo.

Chi era Minetti? Un consigliere regionale Pdl, una bella ragazza che si è trovata catapultata in una carriera discussa ma senza ostacoli. Prima. E ora? É in piena “scena del crimine”. E rischia di pagare più di tutti. Lo sa. Una delle più “truzze” e pericolose delle papi-girl, Marystell Polanko – molto amica di un trafficante di cocaina arrestato ad agosto (la droga era in una cantina del condominio di via Olgettina pagato dal ragionier Giuseppe Spinelli) – le chiede: “Ma tu ci sei alle 7?”. La risposta è netta: “No, non credo. Qua la cosa si fa grossa. Io non ci penso neanche, sono nella merda seria più di tutti quanti”.

“Più di tutti quanti”. E perché? Basta osservare il “bunga bunga” e dintorni allo specchio di casa e non con le lenti fasulle dei programmi televisivi deviati, o dei tg omissivi. Lele Mora ha 55 anni ed è malato, Emilio Fede va per gli ottanta, Berlusconi per i 75: e se lei, così giovane, viene condannata? Rischia di passare dalle ostriche e bollicine al vitto di San Vittore. Altro che futuro onorevole: “La politica è un casino. Cioè cade lui e cadiamo noi. A lui fa comodo mettere te e me in Parlamento perché dice “Bene, me le sono levate dai coglioni e i cittadini gli pagano lo stipendio””.

Era l’addestratrice, la favorita, quella sempre chiamata alle feste, era in carriera, lunghe le sue conversazioni con Emilio Fede. Poi il big-bang dell’inchiesta-Ruby e la presa di coscienza dell’umanità di Berlusconi: “C’è un limite a tutto, non me ne frega un c. se lui è il presidente del consiglio e cioè …. Un vecchio e basta… si sta comportando da pezzo di merda”, si sfoga Nicole e l’amica conferma: “Lo sapevamo”. Altroché, riprende Nicole: “Perché uno che fa così è un pezzo di m. Perché lui mi ha tirato nei casini in una maniera che solo dio lo sa…. In cui non ci sarei finita neanche se mettevo tutto l’impegno. Gli ho parato il culo e non si può permettere di fare così. Non mi faccio più prendere in giro così”, dice.

L’altra sera il premier l’ha difesa. L’ha fatto nella telefonata a L’Infedele, una raffica di elogi e complimenti per Nicole. Ma a tempo scaduto. “Quando si cagherà addosso per Ruby chiamerà e si ricorderà di noi… Adesso fa finta di non ricevere chiamate”, si lamenta Nicole in suo sms a Barbara Faggioli. E a un’altra amica chiede: “Tu hai mai sentito dire dalla sua bocca: “Oh, fermi un attimo, guarda che lei è una brava ragazza? Lui pur di salvare il suo culo flaccido non se ne frega di niente”.

Quasi da ragazzina e non da donna navigata lei dice anche: “Gli faccio prendere paura”. Ma come può far paura a quest’uomo con i super-poteri, ricco a miliardi di euro, imprenditore, politico, premier? Che ne sarà di tutto quello che Veronica Lario aveva chiamato “ciarpame senza pudore”? C’erano, in quella invettiva, la figura profetica delle “vergini che si offrono al Drago”, e Nicole era una di queste. Ora, chissà: “Quel briciolo di dignità che mi rimane la voglio tenere”, scrive in un sms. E racconta: “Io le dimissioni, cioè ‘sta roba è una roba che ti rovina la vita, ti rovina i rapporti, ti logora. Devi avere un pelo sullo stomaco. A me cioè non me ne frega niente. Io voglio sposarmi, fidanzarmi, avere dei bambini, una casa”. E se le “vergini” provano oggi disgusto per gli incantesimi del Drago di Arcore?

da la Repubblica – 27 gennaio 2011

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