Gabanelli: Berlusconi nervoso ormai i fatti parlano chiaro

ROMA – Milena Gabanelli, conduttrice e autrice di Report, sempre sotto pressione nell’era berlusconiana ma forte di ascolti imbattibili per un programma d’inchiesta, dice che avrebbe risposto al premier come ha fatto Gad Lerner. Parola per parola. Ossia, «vada a farsi interrogare dai magistrati», «cafone». Di fronte al mucchio di insulti pronunciati dal premier durante la diretta dell‘Infedele si sarebbe comportata allo stesso modo. Del resto il nervosismo del Cavaliere va capito. «La materia è molto delicata – spiega Gabanelli – . E il racconto sta diventando credibile anche per gli scettici».

Ha visto l’Infedele lunedì sera? «Sì». Anche lo scambio tra Lerner e Berlusconi? «Certo». Che effetto le ha fatto?

«Posso dire che avrei risposto nello stesso modo».

Non è la prima incursione telefonica del premier in un programma che non gradisce e forse non sarà l’ultima. Secondo lei sono interventi calcolati o istintivi?

«Penso che la sua strategia sia quella di intervenire sempre e ovunque per smentire, specialmente quando il racconto sta diventando credibile anche per gli scettici».

È nervoso perché la materia è più delicata? Perché la storia dei festini e delle escort colpisce l’immaginario più di una vicenda legata alla corruzione?

«Certo che la materia è delicata. Al suo posto chi non sarebbe nervoso?».

Due settimane fa Giovanni Floris, a Ballarò, ha stoppato la telefonata del premier. Lunedì invece Lerner gli ha aperto la linea telefonica. Chi sbaglia?

«È il presidente del Consiglio, non un signore qualunque e quindi bisogna lasciare sempre un microfono aperto ai suoi interventi. Ma se poi lui insulta tutti e riattacca, alla seconda non ci casco più. Perchè non siamo ancora completamente sudditi… Bene ha fatto Floris la volta scorsa a non passare la telefonata, dopo il precedente di un contraddittorio negato dal premier».

Non c’è, in queste telefonate, la concezione di come Berlusconi vorrebbe la televisione durante il suo mandato politico?

«Direi che la sua idea di tv l’ha ampiamente dimostrata ben prima di questi “show”: è una tv commerciale che funziona e anche bene, dove le regole le stabilisce lui».

Ma un conto è l’imprenditore, un altro è il leader politico.

«Appunto. Da capo del governo vorrebbe decidere anche le regole della Rai, de La7, di Sky, del Corriere… Forse si sente molto vicino alla divinità e noi miseri umani non lo comprendiamo».

Goffredo De Marchis

da La Repubblica – 26 gennaio 2011

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