Baby boomers

di Chiara Volpato

Vorrei parlare di un libro che ho letto negli ultimi tempi e che mi è stato segnalato da Adriana Chemello, profonda conoscitrice della scrittura femminile, alla quale ha dedicato l’impegno di una vita. Non si tratta di un libro recente, è stato pubblicato nel 2003, ma è un libro che mi pare importante segnalare perché parla di donne della realtà, che raccontano il loro percorso biografico e politico, convinte – come afferma Rosy Braidotti – che il femminismo costituisca un’eredità senza testamento, la cui trasmissione è un progetto aperto, vitale e critico che riguarda tutte noi.

Quattro ragazze di cinquant’anni, per usare l’espressione di Marina Piazza, si raccontano e ci raccontano le loro vite: baby boomers, nate negli anni Cinquanta, adolescenti nel ’68, femministe negli anni Settanta, arrivate al nuovo millennio condividono con noi ricordi e riflessioni che sono quelli di un’intera generazione di donne, trovatasi in mezzo al guado, tra il patriarcato per lo più indiscusso degli anni dell’infanzia, la rivolta gioiosa degli anni della giovinezza, il desiderio di costruzione della maturità.

Le protagoniste: Annamaria Tagliavini, impegnata nell’Associazione Orlando e nel Centro di Documentazione Ricerca e Iniziativa delle Donne, di cui è stata tra le fondatrici, e direttrice della Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna; Serena Sapegno, docente di italianistica, esperta di scrittura femminile e femminista; Roberta Mazzanti, che per la casa editrice Giunti ha creato la mitica collana Astrea, dedicata al mondo “vissuto e narrato dalle donne”, una collana che ha avuto il merito di superare il consueto etnocentrismo occidentale per cercare significative testimonianze femminili nel mondo intero. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i testi dell’egiziana Firdaus, della sudafricana Olive Schreiner, dell’algerina Assia Djebar, della canadese Anne Michels, della guatemalteca Rigoberta Menchù, premio Nobel per la pace nel 1992. La quarta voce del volume è Rosy Braidotti, direttrice dell’Istituto di ricerca sui women’s studies dell’Università di Utrecht, che racconta la sua vita tra Friuli, Australia, Parigi, Utrecht. Da queste molteplici e variegate esperienze è nata la teoria del soggetto nomade: “Italiana, emigrante, intellettuale, di estrazione cattolica seppur laica e molto, ma molto irrequieta. Dalla consapevolezza di questa complessità interiore ho tratto la convinzione profonda che il soggetto è una rete di complessità molteplici, dinamiche, e incurabilmente contraddittorie. Ed è proprio in questo che risiede la sua forza.”

Segnate da un’educazione il cui motto era “non sprecare, non eccedere, non apparire”, passate per anni di ribellione, crisi, non scontata ricerca della propria identità, le quattro protagoniste sono approdate alla middle youth con il desiderio di ripensarsi, di fare un bilancio, di comunicare il loro percorso. Un percorso che le ha portate ad attraversare la rivoluzione femminile, l’unica rivoluzione del Novecento – secondo Eric Hobsbawm – che ha avuto successo senza produrre vittime. Un percorso individuale, segnato da atteggiamenti e vissuti idiosincratici (provenienza eterogenea: da metropoli quali Roma e Milano, a città di provincia come Reggio, nel cuore dell’Emilia rossa, o Latisana, passata dal bianco Friuli al verde Nord Est; tre di loro sono sposate, chi con partner dello stesso sesso, chi di sesso opposto, una no; due hanno scelto la maternità, due no), ma anche da molte affinità: l’alfabeto invisibile dell’affettività, la passione intellettuale, l’amore per libri importanti (tra tutti l’autobiografia di Simone de Beauvoir e il Diario di Anna Frank), la voglia di aprirsi al mondo che si è tradotta nell’immersione nelle biblioteche e nei viaggi on the road, un percorso “accidentato” verso il femminismo, il difficile passaggio dei trent’anni, l’incontro con la psicoanalisi. Cifra comune dei quattro percorsi è il desiderio d’intervenire sul mondo e nel mondo con passione e impegno, per incidere sul reale e costruire qualcosa di duraturo, che si tratti di oggetti concreti, di scrittura, di partecipazione a imprese collettive.

Rosy Braidotti, Roberta Mazzanti, Serena Sapegno, Annamaria Tagliavini (2003). Baby Boomers. Vite parallele dagli anni Cinquanta ai cinquant’anni. Firenze: Giunti.

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