Milano, città di mamme single

Alla clinica Mangiagalli, “culla” di mezza città, una donna su quattro non segnala il nome del padre al momento del parto. Molte di loro sono italiane (il 73,2%), con un’età media di 35 anni

Piccoli milanesi crescono. Senza un papà. Sono sempre di più le mamme single nel capoluogo lombardo: alla clinica Mangiagalli, la “culla” di mezza città, più di una donna su quattro al momento del parto non indica il padre del neonato. E le madri sole sono sempre di più. Erano 474 su un totale di 6.750 partorienti (il 7%) nel 2008, 1.037 su 6.501 (il 16%) nel 2009. Sono 1.298 su 4.736 (il 27%) nei primi nove mesi del 2010.
La maggior parte delle mamme single è di origini italiane (72,3%), con un’età media di 35 anni. Non sono quindi ragazze madri che si trovano in una situazione di disagio sociale ed economico, ma donne mature che scelgono di avere un figlio fuori dal matrimonio o senza avere una relazione stabile. Il 27,7% delle donne che non indicano il padre di loro figlio sono invece straniere e hanno un’età media di 31 anni. “Non è detto che questi bimbi non abbiano davvero un papà – precisa Basilio Tiso, direttore medico di presidio della Mangiagalli -. Il dato si riferisce a quello che le donne dichiarano quando partoriscono, ma hanno altri dieci giorni di tempo per cambiare idea e dichiarare il partner in Comune”. Il trend però è significativo, in una clinica come la Mangiagalli, dove storicamente nasce la metà dei milanesi. Una delle strutture con più neonati in Italia, che fa parte di quella Fondazione Policlinico, per la cui presidenza il governatore della Lombardia Roberto Formigoni ha scelto l’anno scorso Giancarlo Cesana, leader storico di Comunione e liberazione.
Alla Mangiagalli quest’anno ci sono stati in media 18 parti al giorno (17,8 nel 2009), con una punta record a ottobre (676 parti) e un picco massimo registrato lo scorso 6 luglio (33 nascite in 24 ore). Fiocchi rosa e azzurri sono quasi alla pari: i maschi sono il 51% e le femmine il 49%. In tutto 215 i parti gemellari (3,6%), 6 i trigemini e un quadrigemino. In linea con i dati dell’anno precedente sono state le 1.440 interruzioni volontarie di gravidanza: 1.422 per via chirurgica e soltanto 18 con la pillola abortiva Ru486.

da Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2010

2 thoughts on “Milano, città di mamme single

  1. Penso che nonostante l’uomo e la donna siano fatti fondamentalmente per stare assieme, la societá moderna si stia complicando ogni giorno di piú e questo porta ad essere ingranaggi sempre piú complessi che rendono sempre piú ridotto il numero di gente con cui “ingranare”. Personalmente sono assolutamente felice di essere una persona pensante e intelligente, ma a volte mi rendo conto di come questo vada a complicare non poco le cose.

    Probabilmente, in una societá dove tutti sono a un livello diciamo “intermedio”, probabilmente c’e’ molta piú felicitá e linearitá nella vita.

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  2. Il vero problema è che l’intelligenza è diminuita a scapito dell’ avidità e quest’abbandono generale della moralità e dei valori sono da imputarsi alla immane stupidità dell uomo che preferisce, in quest’epoca di falsi miti e idoli d’oro, apparire e non essere. Chissà quanti uomini hanno abbandonato le mamme single di Milano per denaro o per convenienza.

    Che ne pensate?

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