Monica Frassoni, nei primi 100 per «Foreign Policy»

«Io, unica italiana tra i pensatori chiudo l’epoca dei verdi tristi»

MILANO – La prima a essere sorpresa è proprio lei, Monica Frassoni, co-presidente del Partito europeo dei Verdi (eurodeputata fino al 2009), nata a Veracruz (Messico) 47 anni fa, cresciuta a Brescia e, soprattutto, «esplosa» a Bruxelles. La rivista americana Foreign Policy la colloca al trentaduesimo posto nella speciale classifica dei «100 migliori pensatori del mondo per il 2010» («top global thinkers»). Trentaduesima: subito dopo il premier inglese David Cameron. Ma prima dell’economista francese Jacques Attali e del Nobel per la letteratura, lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, in una graduatoria che vede ai primi tre posti, nell’ ordine, Warren Buffett, Bill Gates e il presidente del Fmi, Dominique Strauss-Kahn.

C’è un paradosso che colpisce: Monica Frassoni è l’unica presenza italiana nella lista, ma certamente non è una protagonista del confronto politico interno. Il suo percorso si è sviluppato nel Parlamento europeo, fino a diventare, nel dicembre del 2001 co-presidente, insieme con Daniel Cohn-Bendit, del gruppo dei Verdi. «Non mi aspettavo questo riconoscimento – commenta Frassoni al telefono da Bruxelles – e certamente mi ha fatto molto piacere perché significa tante cose insieme. È un attestato all’ importanza della dimensione europea, alla centralità di un nuovo modo di pensare l’economia e la politica, alla presenza delle donne». In effetti Foreign Policy la inserisce in un quartetto che comprende Cécile Duflot, presidente dei Verdi francesi; Renate Kunast, capogruppo ecologista al Bundestag (uno dei due rami del Parlamento tedesco); Marina Silva, candidata alle presidenziali in Brasile. Interessante la motivazione del periodico americano: «Ciò che queste donne hanno in comune non è solo l’ambizione politica, ma anche la loro convinzione che l’ ambiente sia il tema elettorale del futuro».

Ecologia, dunque, non più come testimonianza militante, ma come chiave per vincere le elezioni. Monica Frassoni ora non si ferma: «La nostra proposta è il “green new Deal”. Questa è la strada per uscire dalla crisi. Non siamo più solo quelli che denunciano, oggi proponiamo soluzioni non tristi, senza rinunce o castrazioni. Il 10 dicembre a Roma vogliamo fissare un’ agenda in 10 punti validi anche per le elezioni in Italia, dall’ energia ai trasporti. A Milano abbiamo raccolto le firme per i referendum su mobilità e ambiente, coinvolgendo cinque vice sindaci di città europee. Il 9 dicembre a Bruxelles faremo un’iniziativa per mettere insieme territorio e legalità, con l’appoggio di don Ciotti e di Libera». A questo punto si vedrà fin dove potranno arrivare i «nuovi Verdi» guidati (anche) da Monica Frassoni. Classifiche a parte, naturalmente.

Giuseppe Sarcina
dal Corriere della Sera – 1 dicembre 2010

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