L’Italia e le ex vallette alla riscossa

Dopo Mara: forse è il caso di tornare a fare le selezioni in base ai master e non ai calendari
«Un tempo qui era tutta Carfagna». L’ha scritto giorni fa l’autore comico Luca Bottura. Bottura è avanti. Almeno si spera che lo sia. Che tra qualche tempo la cooptazione politica causa grazie femminili, le nomine discusse, l’eventuale duro lavoro delle belle cooptate buttato via in una melmosa tempesta di maldicenze, diventino un ricordo. E una strategia donnesca da non seguire. E che la carriera fulminea poi dolentissima e funesta di Mara Carfagna, ex modella, ex valletta, poi deputata, ora quasi ex ministro, non sia un modello né uno scandalo ma un monito. Per le ragazze confuse e precarie tentate dalle scorciatoie. Per gli uomini che rispettano le donne; e che però ora, su Carfagna, fanno battute incresciose. Il massacro mediatico anti-Carf potrebbe essere l’occasione per riconsiderare e metter fine a una pratica di selezione politica (politica?) che è diventata un’anomalia italiana e una barzelletta internazionale. Per (non) farvi due risate e verificare a che punto siamo, andatevi a vedere su YouTube uno spezzone della popolarissima serie americana 30 Rock. Due personaggi arrivano a una festa in costume. Li accoglie una ragazza molto bella coperta solo da un mini-bikini. «Da cosa sei mascherata?», le chiedono. Risposta: «Sono un senatore italiano!». Eh no, così non va.

Oltre a tentare di evitare un default finanziario, c’è bisogno di recuperare il default dell’immagine nazionale. E la credibilità di una classe dirigente. Minata non dalle fanciulle che hanno colto qualche opportunità e in seguito hanno cercato di far bene, ma dai leader che le hanno preferite ad altre ed altri dal curriculum più adeguato. Carfagna, nei primi tempi bollata dalla stampa estera come una «former topless model», è stata poi diligentissima e ostentatamente castigata. E combattiva su questioni di oscuri traffici e spazzatura; e perciò coperta di spazzatura lei stessa. Quasi a voler oscurare le 2.400 tonnellate di mondezza vera che giacciono nelle strade campane. Ora in molte sono sinceramente solidali con Carfagna. Ma ora, c’è da riflettere sui molti cursus honorum carfagneschi. Non per via di pregiudizi bacchettoni; per buonsenso. Perché ha senso preferire, per donne e uomini, la preparazione e la competenza pregressa. E l’onorabilità personale. Che non vuol dire castità e fedeltà a ogni costo: durante le ultime elezioni americane, alcune giovani candidate hanno rivendicato con successo il loro diritto a un passato, a qualche eccesso sessuale, a scemenze varie. Ma il caso italiano è diverso. Le ragazze italiane (e i ragazzi) hanno davanti agli occhi modelli stravaganti, più televisivi-trash che politici, ormai. Se nulla cambierà, se un calendario varrà ancora più di un master e di un intenso attivismo politico e sociale, le migliori (i migliori) rinunceranno o se ne andranno. E noi resteremo con la mondezza, e con le donne offese. Speriamo che la riscossa della ministra ex valletta serva a qualcosa, speriamolo davvero (e crediamoci; anche se a vari maschi, a destra, centro e sinistra, di sicuro dispiacerà).

Maria Laura Rodotà
dal Corriere della Sera – 22 novembre 2010

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