Il tempo di contarsi

di Concita de Gregorio

Ci sono dei vantaggi ad essere governati da «un uomo di buon cuore che aiuta chi ha bisogno». Certo, è un po’ limitante che si attivi solo per le donne («le amo») in specie se minori di età, in questo caso fino ad «adoperarsi per il loro affidamento». Faremo comunque di necessità virtù e – certo senza approfittarne – gli suggeriamo di volgere lo sguardo fuori dalla finestra e di esercitare la sua generosità anche all’esterno del suo palazzo. (I ragazzi pazienteranno, a questo giro è andata così. Intanto prendiamo quel che c’è). Dunque, presidente: i dati Istat di ieri ci dicono che in Italia un giovane su quattro è disoccupato. Anche una giovane su quattro, evidentemente. Non le chiediamo di adottarle tutte, né di prenderle in affidamento. Molte del resto, per quanto le possa risultare incomprensibile, rifiuterebbero. (Molte madri del resto gliele affiderebbero invece volentieri, e questo è incomprensibile per noi. C’è sempre come vede un elemento di imperscrutabilità nel comportamento degli uomini, e anche delle donne). Potrebbe però aiutarle dall’alto della sua straordinaria bontà, per quanto non possiamo garantirle che siano tutte minorenni. Osiamo sperare che anche le altre, se ben portanti, possano ambire al suo favore. Anche fra gli studenti (e fra le studentesse, ne trova una sulla nostra copertina) c’è un certo stato di deprivazione per quelle che loro chiamano “le macerie della scuola”. Un linguaggio un po’ primitivo ma sa come sono le adolescenti, le conosce. Se volesse dunque fornire loro qualche strumento in più – in questo caso non chiedono Audi nè beauty farm ma insegnanti e aule – sarebbe del tutto coerente con la sua generosità, ormai celebre nel globo. Ci scuserà se ci facciamo portavoce delle loro istanze ma purtroppo non tutte, come Ruby, sono in possesso del suo numero privato per poterla avvisare dell’emergenza. Certi della sua intercessione.

Qualcosa di nuovo sta accadendo, nel mondo politico. L’esasperazione e il senso di pericolo muovono gli equilibri. A destra c’è grande nervosismo nella Lega: per quanto tempo Bossi e i suoi sopporteranno di essere accomunati alle sorti di un governo ostaggio delle ossessioni del premier? Quanto è alto il rischio di cuocere a fuoco lento su un braciere che con le proclamate “virtù padane” non ha molto a che vedere? Fini e i suoi sono in placida attesa. Nemmeno la minaccia di B. di “parlare agli italiani” in caso di mancata intesa sullo scudo sembra spaventare nessuno. E la Chiesa cattolica, non solo quella che parla attraverso Famiglia Cristiana, quanto potrà tollerare un simile e ormai cronico sbandamento sul delicatissimo terreno della morale? Bersani mobilita il Pd. Ha scritto a milioni di italiani, leggete la lettera in cui parla di «secondo tempo del berlusconismo», un tempo «in cui può usare aggressivamente e pericolosamente la sua forza». Il 6 novembre mobilita i circoli per il porta a porta annunciato per 13, 20 e 27. Diecimila gazebo, sette milioni di pubblicazioni in cui si illustrano i punti del programma di un governo alternativo. Ci sarà certamente da discutere, anche molto. Poi, finalmente, sarà il tempo di contarsi.

da L’Unità 29/10/2010

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