Corruzione di minorenni

Cos’è diventata Noemi Letizia, la prima minorenne assurta al ruolo di consolatrice e consigliera di un capo di Governo, peraltro chiamato affettuosamente Papi? A maggio ha compiuto 19 anni e ha organizzato una grande festa in un locale di Milano. Aspettando di vedere cosa ne sarà di un’altra minorenne, la sventurata Ruby oggi nel gorgo delle bavose nottate a Villa San Martino, postiamo l’articolo di Silvia Truzzi, pubblicato il 16 maggio sul Fatto:

Letizia & Mestizia

di Silvia Truzzi

Non ci sarebbe mai stato un “papi” senza una mami così. Così diversa da quell’altra, Mami di “Via col vento”, che ammoniva “miss Rosella” a non fare troppo la sfacciata con gli uomini e mantenere un certo contegno nel mostrarsi. Invece Anna, mami di Noemi, per i 19 anni di sua figlia le ha gioiosamente permesso di rifarsi naso, bocca e seno. Di trasformarsi nel clone di albe, nine, loredane. E dire che la cosa più bella che un uomo può dire a una donna è “non sei uguale a nessuna”. Ma i canotti sono strumenti di lavoro: Noemi oggi dice che vuol fare televisione o cinema, recedendo dalle ambizioni parlamentari cui aveva accennato l’anno scorso in occasione del suo debutto mediatico: i 18 anni più famosi d’Italia, a Casoria, con il premier a domicilio e le desolate dichiarazioni di Veronica Lario. “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”, disse la ex first lady dopo aver spiegato quel che pensava delle candidate veline del Pdl.Questa mamma in piume di struzzo che al party milanese per il compleanno della sua bambina le ha infilato un cubetto di ghiaccio nella scollatura, quale vita s’immagina per lei? Forse è felice di vederla su “Novella 2000” o su “Chi” dove Alfonso Signorini le prepara servizi preconfezionati. Tette finte, fidanzati finti: ma va bene così. Lo scopo finale, la meta suprema, è la notorietà: non c’è una spiegazione diversa. Altrimenti questo immane sforzo mediatico, di promozione, di marketing scopo vendita, non avrebbe senso. Ci è capitato qualcosa di davvero brutto se i genitori pensano che la felicità dei loro figli sia essere famosi per forza, senza se e senza ma.Se i sogni non sono l’amore ma le copertine, non sono una vita professionale appagante ma qualche foto scollacciata. Se, a scandalo scoppiato, una mamma non si preoccupa di proteggere sua figlia ma si affanna a rilasciare interviste. Se sempre la suddetta mamma sulla mancata presenza di un signore di 73 anni alla festa di sua figlia nemmeno ventenne ci tiene a precisare: “E chi l’ha detto che Silvio ci snobba?” Passata la bufera, vedrete…” Al The club, dove si è svolta la rappresentazione ad uso giornalistico del genetliaco, Carlo Fumo – l’amico regista – ha detto: “Basta con i falsi moralismi”. Perbacco, basta. E quale sarebbe la morale autentica? Faust – che al diavolo aveva venduto l’anima sua, non quella della prole – era un dilettante.

da il Fatto Quotidiano del 16 maggio

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