Chi è Ruby-Karima

Una ragazza molto appariscente e dal passato turbolento, che in paese ricordano tutti per la sua avvenenza. È questo l’identikit di Ruby (il suo vero nome è Karima, in arabo, onorata) , la giovane marocchina non ancora maggiorenne che ha parlato di incontri con il premier Silvio Berlusconi. La famiglia della ragazza, proveniente dal Marocco, risiede ufficialmente da sette anni a Letojanni, il comune della riviera jonica a due passi da Taormina. Il padre, che ha 56 anni, è un venditore ambulante, la madre una casalinga di 43; Ruby è la più grande di quattro figli, due maschietti di sette e tre anni e una sorellina di sei.
Nell’abitazione della famiglia, una casa modesta alla periferia di Letojanni, in questo momento non c’è nessuno. Il capofamiglia, spiegano i vicini di casa, è ricoverato in ospedale per alcuni accertamenti medici dopo avere avanzato richiesta per ottenere un assegno di invalidità; la moglie si trova da qualche mese in Marocco con gli altri tre figli.
A Letojanni tutti ricordano molto bene Ruby: «Una ragazza mora, alta, che si faceva notare dimostrando molto più della sua età», dice un meccanico che ha l’officina a poca distanza dall’abitazione della famiglia della giovane. Dopo avere frequentato la scuola media, Ruby ha abbandonato gli studi confermando di avere un carattere irrequieto, tanto da essere più volte segnalata ai servizi sociali del Comune. Tre anni fa, non ancora quindicenne, si era allontanata da casa senza dare più notizie di sé. La polizia l’aveva rintracciata qualche mese dopo, nell’aprile del 2008, affidandola a una casa-famiglia a Messina dalla quale era fuggita quasi subito. Nel settembre del 2009 era stata nuovamente fermata dagli investigatori a Genova e affidata a una comunità protetta dalla quale si era allontanata ancora una volta. L’ultima segnalazione ai servizi sociali del Comune di Letojanni risale al febbraio 2010, quando Ruby fugge per la terza volta, questa volta a Milano prima di essere nuovamente fermata dalla polizia nell’ambito delle indagini su un furto.
E proprio questo, sostengono alcuni vicini di casa della famiglia, sarebbe uno dei «vizietti» della giovane, sospettata in passato di avere commesso qualche furtarello. L’ultima volta che Ruby era stata vista a Letojanni risale al 25 aprile scorso, in occasione di un raduno motociclistico: fra la folla di appassionati tutti l’avevano notata con il trucco pesante e vestita con abiti firmati in compagnia di una signora di circa 45 anni, anche lei molto avvenente ed elegante. Da quel momento di lei più nessuna notizia, fino a quando il nome di quella ragazza marocchina, che tutti in paese conoscono, non è apparso sui giornali. accostato a quello del premier Silvio Berlusconi.
FACEBOOK
«Sto male». Così, con un filo di voce, ha detto Ruby, che si trova in una località fuori Milano, parlando al telefono con una agenzia di stampa. La ragazza ha poi aggiunto che in questi giorni in tanti continuano a cercare di contattarla. «Ma ho rifiutato» ha detto riferendosi agli inviti. « Stamattina – ha poi raccontato la giovane – ho cancellato il mio profilo da Facebook, attorno alle 10,30, l’ho eliminato». L’avvocato Luca Giuliante contattato ha detto che Ruby «ha bisogno di rimanere tranquilla perchè si tratta di una ragazza molto giovane coinvolta in una vicenda più grande di lei e che non le appartiene».
da l’Unità – 28 ottobre 2010

Ruby: “Silvio mi mostrò l’Audi e disse: è per te”

I verbali della giovane al centro della nuova inchiesta che coinvolge il premier. Sulla telefonata di Palazzo Chigi i pm sentiranno i poliziotti
di Piero Colaprico
Per non farsi frastornare e restare ancorati alla realtà, occorre seguire quello che “fanno” i poliziotti. E intorno a questo architrave “poliziesco” vanno messi in evidenza alcuni dettagli fondamentali, per quanto surreali. Primo fatto. Alcuni detective sono in missione a Genova: ci sono andati a cercare Ruby, la minorenne invitata alle feste del premier ad Arcore, la ragazza del momento mediatico (e forse anche storico). E a cercare le sue “tracce”. Secondo fatto. Altri poliziotti, semplici agenti, graduati e funzionari, tutti in servizio in via Fatebenefratelli 11, sanno che è imminente la convocazione al palazzo di Giustizia. I magistrati intendono comprendere un po’ meglio, e al più presto, che cosa sia accaduto nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso. Ora, che ci sia stata una sorta di “truffa diplomatica” (Palazzo Chigi telefona spacciando la falsa notizia che “è la nipote di Mubarak” per tirar fuori l’amica del premier da un ufficio pubblico) è ormai una circostanza  –  per quanto incredibile sia  –  data per scontata. E persino l’ambasciata egiziana ci ha tenuto a far sapere che “non esiste” alcuna parentela tra il presidente e questa spigliata marocchina contrabbandata per “nipote”.
Ora veniamo ai dettagli. La diciassettenne, ha molti amici in Liguria. Li ha soprattutto nel giro della “notte”, nonostante il suo indirizzo fosse quello di una comunità per minori. I siti web si vanno riempiendo delle sue foto e delle sue performance in discoteca. E anche a Genova Ruby non è che sia stata molto riservata sull’immagine del premier e sulla sua vita milanese. Un mese fa venne fermata alla stazione di Brignole. Solita trafila che riguarda i minori, per di più è una ragazza, truccatissima, e con in tasca 5mila euro in contanti. Troppi, pensarono i poliziotti, per una che dovrebbe stare in comunità: che fai? Risposta: “Non pensate male, sono una modella, e faccio le sfilate per Lele Mora”.
Torna sempre l’ombra di Lele, e non solo la sua. Nei verbali milanesi, Ruby aveva raccontato di aver ricevuto in regalo da Berlusconi un’auto. Ieri, ricostruendo le storie delle feste con “bunga bunga” ad Arcore e dei soldi, dei gioielli, dell’abito di Valentino, avevamo omesso di citare il modello dell’auto. Bene. Alle ragazze come lei, sistemate nella comunità di Sant’Ilario, sui colli della città, che cosa raccontava Ruby? “Voi non lo sapete, ma Berlusconi mi ha regalato anche un’Audi R 8”. Le amiche di chiacchierata l’avevano presa per un’esagerazione, ma il modello corrisponde al verbale.
E nel verbale lei racconta che, nella seconda serata dell’invito ad Arcore, avviene questa scena. Arriviamo, io ed Emilio Fede, poi Silvio  –  dice  –  mi trattiene e nel giardino della villa mi mostra l’Audi e dice che è per me. “Portatemi questi verbali”, dice lei ieri sera, in un comprensibile tentativo di sfida e di minimizzare, di proteggersi e forse di proteggere “persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio”. Che è una bella frase, anche onesta, ma in un contesto che è quello che è.
Ruby sa bene che l’emersione della “connection” (umana, e anche un po’ grottesca) tra lei, scappata dalla casetta di Letojanni, e gli inviti con grande sfoggio di generosità da parte di Silvio Berlusconi, è cominciata (ed è anche “sparita”) in questura. Era la notte tra il 27 e il 28 maggio. Cinque mesi fa. Che cos’è dunque successo tra il primo piano e lo stanzone dei fermati, quando Ruby, accusata di furto, senza documenti, incontra gli agenti? La moviola delle indagini s’è messa di nuovo in movimento. E si va avanti fotogramma per fotogramma. La “pratica Ruby”, e cioè la storia burocratica della diciassettenne Karima (il suo vero nome), residente a Letojanni, figlia di un venditore ambulante e di una casalinga con la passione per lo spettacolo, formalmente è a posto. Non è che ci siano dei dilettanti allo sbaraglio. “Nessun privilegio o trattamento preferenziale per Ruby-Karima a seguito della telefonata della Presidenza del Consiglio”, fanno sapere dalla stessa questura. Ma resiste quel gigantesco “ma” intorno alla sua liberazione notturna e alle telefonate tra “una voce” di Palazzo Chigi e l’ufficio di gabinetto. E riguarda Nicole Minetti, 25 anni, consigliere regionale Pdl per ordine di Berlusconi, con un curriculum che passa da show girl a “igienista dentale” all’ospedale San Raffaele.
Ora, è vero che Karima viene invitata dai poliziotti a parlare con i genitori in Sicilia e la telefonata è brusca: “Non ne vogliamo sapere più niente, scappa sempre, se sta a Milano tenetevela”. È vero che il Tribunale dei minori viene allertato. È vero che non si trova a Milano una comunità disponibile e Ruby, molto probabilmente, con tutte le difficoltà del caso, resterà in una camera di sicurezza della questura. Ma è anche vero, verissimo, che è accusata di furto. Che ha precedenti specifici per furto. Ma sei ore dopo il suo ingresso in questura una funzionaria arriva nello stanzone del fotosegnalemento e blocca tutto. E chi prende in carico una “scappata di casa” spacciata da Palazzo Chigi per la figlia di un capo di Stato straniero? Nicole Minetti, invitata anche lei alle feste di Arcore. La Procura vuole vederci un po’ più chiaro, anche se “a posteriori”, nei modi e nei metodi di quella che resta la “consegna”.
da La Repubblica – 29 ottobre 2010

5 thoughts on “Chi è Ruby-Karima

  1. C’era una volta o per meglio dire:” Tutti i pesci vennero a galla” Anno 2009, una famosa quanto gossipata cortigiana piemontese conosce,grazie a potenti quanto discussi amici, un politico italiano molto molto in alto e diventa di colpo regina del regime,conosciuta e richiesta da uomini in vista.Una festa privata,sempre secondo le voci,è l’occasione per la nostra piemontese di conoscere un personaggio di spicco della politica russa e da quel momento la convivenza dei due personaggi diventa insostenibile.Viene gentilmente ( si parla di un rimborso spese pari a 3 e dico TRE milioni di Euro e dell’acquisto di due appartamenti open space dal valore di oltre 2,5 milioni di Euro) allontanata dall’Italia e confinata a Parigi.Inizia , la nostra piemontese, un andirivieni tra Parigi e San Pietroburgo ( trattasi in verita’ di una incerta localita’ a meta’ strada tra Mosca e San Pietroburgo),vende ad un prezzo ,secondo le voci, DIECI volte superiore a quello di mercato le sue tre case a Torino.Cosa aggiungere a questa notizia? La piemontesina si trincera dietro un ” No Comment-Non lo conosco-Non so’ di cosa stiate parlando ” forse dovuto ,anche,dal ” SI DICE ” atto legale che ha firmato per la NON DIVULGAZIONE di fatti privati ( viene così a galla la buonauscita e i due mega appartamenti open space)

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  2. Oggi, finalmente, un politico si ricorda che lo scandalo Ruby ha come protagonista – parte offesa per usare la terminologia della magistratura – una ragazza minorenne nel periodo in cui (secondo l’accusa) avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento nientemeno che con il presidente del Consiglio di questo Paese. Tra le tante dichiarazioni dei leader riportate dai tg, per il nostro blog vale dunque quella del segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani. L’ho ascoltato poco fa al tg3, mentre scandiva le sue parole, quasi le avesse imparate a memoria: «Una minorenne dovrebbe andare a scuola e non a cena, per così dire, da dei vecchi ricconi. Non dovrebbe girare con migliaia di euro in tasca. Non dovrebbe essere buttata fuori dalla Questura per poi essere, un’ora dopo, riconsegnata a una prostituta. Perchè una minorenne è una minorenne, a prescindere dal fisico che ha e da quello che ha in testa. Dunque, va tutelata».

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  3. Signori cari, qui siamo in presenza di una “ragazza” per la quale la verità, qualsiasi verità, è un “optional”. Ne ha dette e fatte e dette di tutte e di più. Scappata da casa, abbandonata la famiglia, e dalla famiglia abbandonata a sua volta, ladra, (ha rubato) probabilmente si è prostituita, non fosse altro che per mettere insieme il pranzo con la cena, che ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia, forse non pagando mai il bigietto del treno,che ha sempre dicchiarato, probabilmente per pararsi il deretano d’avere molti più anni di quelli che ha, fuggita non si sa quante volte da case protette o case famiglia, e nonostante ciò, o forse proprio per questo, è assurta agli “onori” della crona ed ha sollevato un polverone tale, che da mesi, sui giornali e le TV non si fa che parlare d’altro. Ora la domanda che sorge spontanea, ad una persona come me di media intelligenza o forse anche un pò meno di media, è: ma il nostro è un paese normale? E’ normale che una sciaquina di 17 o 18 o forse 24 anni, o quanti ne ha, possa tenere in scacco un governo? Capisco che il Berlusconi ogni tanto la fa fuori dal pitale, non la prima volta, e chssà quante volte succederà ancora. Ma vi sembra logico che a causa di una mignottella o aspirante tale, si rischi di far cadere un governo, con tutto ciò che da questo ne conseguirebbe? Ma chi sono quelle pie donne, quelle “anime pure” che starnazzano come galline, quelle sante Maria Goretti che gridano allo scandalo? Non hanno altro a cui pensare? Cos’ha da dire il Bersani, la cui unica aspirazione è quella di prendere il posto di “B” (non ce la farà mai per via elettorasle) ? Ma siamo diventati matti, o matti li ervamo gia ed ora siamo diventati stupidi? Facciamo mente locale.

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