La carriera delle donne e la voglia di reagire

Su Repubblica di ieri una lettera di Roberta Gisotti pone un problema che forse ha bisogno di una risposta e una riflessione più esaustiva di quella di Corrado Augias che però concorda che si tratta di “una breve risposta a caldo su un tema che meriterebbe ben altro…”.

Gentile Augias, sono una giornalista cattolica, mamma di due ragazze in età universitaria, sconcertata dalle lettere della studentessa che nel 2001 le chiese consiglio sull’opportunità di usare il corpo per superare un esame, e che oggi le chiede ancora di essere assolta per quel peccato consumato inutilmente, attribuendole un ruolo di saggio pensatore laico. Ma come ha potuto, allora, dare una risposta così superficiale: “valuta il valore della cosa e valuta il valore dell’esame”? E come può oggi reiterare l’errore assolvendo la giovane che ha fatto mercimonio del suo corpo e se stesso per averla indotta a quell’ atto umiliante, alla luce di quanto affermato da un altrettanto scellerato parlamentare sedicente cattolico, che ha affermato che “per fare carriera è lecito utilizzare il proprio corpo”? Io non ci sto. Chi lo fa compie un atto di prostituzione, di cui si portano i segni per l’intera vita, oltre a ledere i diritti di chi onestamente persegue gli stessi obiettivi: un esame, una promozione, un seggio in Parlamento.
Roberta Gisotti

La lettera della studentessa, oggi giovane donna, suscita, a distanza di dieci anni reazioni di uguale intensità. Buon segno, vuol dire che le numerose porcherie alle quali nel frattempo abbiamo assistito, non hanno annullato, in alcuni almeno, la capacità di reagire. Abbiamo visto le candidate a un seggio parlamentare sedere disinvolte sulle ginocchia del possibile benefattore, abbiamo letto le reazioni stizzite di quelle alle quali il seggio non era arrivato. Abbiamo letto le ingenue parole di una diciottenne: “Da grande farò la ballerina o la deputata, deciderà papi”. Bisognerebbe reagire sempre, non solo di fronte a un fatto vecchio di dieci anni e meno grave di altri investendo solo la sfera privata di una persona. Non credo di aver “indotto” nessuno. La studentessa sapeva benissimo che cosa fare, allora pensai perfino che la lettera fosse un po’ provocatoria. Mi ha scritto Alessandro Loppi: «La lettrice ha fatto sesso col prof per superare un esame; non è una “prostituta”, ma una ladra. Ha scavalcato i colleghi con l’astuzia anziché con il doveroso studio». Giampiero Buccianti: «Mia figlia tornò, qualche anno fa, da un corso per modella al termine del quale un notissimo personaggio le spiegò come poteva andare il suo nuovo mondo. Scelse il lavoro in fabbrica. Pensai che almeno in questo non avevo fallito. Ora non lo so più, ecco dove siamo». Glauco Campanozzi: « La carriera ottenuta con quei mezzi è da considerarsi un furto di opportunità, frutto della condotta illecita sia di chi, avendone il potere, elargisce impieghi o promozioni, sia di chi senza merito le riceve. Spero che la sua risposta fosse ironica». Lo era. Amaramente.
Corrado Augias

da la Repubblica — 22 settembre 2010

One thought on “La carriera delle donne e la voglia di reagire

  1. Sarò pure scandalosa o controcorrente o stupida fate voi, ma se una donna a qualsiasi età decide di fare la puttana io questa la considero una facoltà personale, (una facoltà ah ah!) cosa c’entra il Corrado in tutto questo…davvero lei crede che la giovane gattina cercasse qualcuno che le sciogliesse un dubbio di coscienza, ma dai smettiamola, se una vuole prostituirsi non c’è Augias che tenga e lui secondo me è, mi perdoni Sig. Corrado, il cretino di turno al quale fare le fusa prescelto dall’astuta gattina… (pensi Sig. Augias che onore) l’altro è il docente (un deficiente con una cattedra categoria folta quanto almeno quella delle gattine in calore) …la dobbiamo smettere di scandalizzarci, basta con i piagnistei fuori gli artigli quando è ora, (ecco vi ho svelato la mia identità felina!) ah per chiudere il tutto va abbondantemente spolverato con una dose di sconsiderata intelligenza! …
    (ma perchè dobbiamo sempre dare la colpa all’uomo di turno in questo caso il simpatico Sig. Augias? Forse se la finissimo di attribuire così tanta importanza a ‘sti uomini correremmo il rischio di iniziare a parlare davvero in concreto di noi, dico forse eh)
    Monica

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