Vogliamo sapere chi ha ucciso Teresa

Una donna che viene ammazzata dopo aver denunciato il violentatore della sua figlioletta di 8 anni. La storia (e la fine) di Teresa Buonocore merita grande attenzione e il nostro sostegno nei confronti di chi sta cercando di ricostruire la verità sull’assassinio di quella che ora viene chiamata “madre coraggio”.

Quattro colpevoli per Teresa

Un arresto per l’omicidio Buonocore. Indagati il fratello e la moglie del pedofilo

di  Cristina Zagaria

Il medico. Il politico. Il tatuatore. Il complice. Ecco i quattro protagonisti dell´esecuzione di Teresa Buonocore. Gli attori della presunta vendetta contro una “mamma coraggio”, che ha difeso la sua bambina e si è costituita parte civile contro il pedofilo (condannato in primo grado a 15 anni), che aveva abusato di sua figlia. E lui, il pedofilo, è il quinto uomo di questa storia complicata e con protagonisti inaspettati e insospettabili.
Chi sono i quattro indagati? Lei sono andata a prenderla in ospedale, al Maresca di Torre del Greco. Alle prime luci dell´alba. Lui a casa. Lei, Patrizia Nicolino è medico radiologo. Lui, Lorenzo Perillo, titolare di una società di recapiti postali, è impegnato da anni in politica e si è candidato alle ultime elezioni comunali con il candidato del Pdl. Sono i due principali indagati, insieme ad Alberto Amendola, 26 anni, tatuatore di Portici, fermato come presunto killer, e a un complice, l´uomo che sarebbe stato alla guida dello scooter da cui sono partiti i colpi che hanno crivellato Teresa Buonocore, lunedì mattina.

Il quinto uomo è il fulcro della vendetta, il perno intorno a cui ruoterebbe tutta la vicenda: Enrico Perillo, il geometra detenuto a Modena per le violenze a una delle figlie della Buonocore. Patrizia Nicolino è la moglie di Enrico Perillo. Lorenzo e suo fratello. Alberto Amendola è un amico di famiglia e un paziente della Nicolino. Più defilati il ruolo e l´identità dell´uomo alla guida dello scooter.

«Siamo di fronte a un crimine efferato, ma anche a uno spaccato sociale in cui emergono una recrudescenza di reati contro le donne e una legislazione carente. Teresa Buonocore aveva paura dopo la denuncia, mi chiese aiuto. Ora bisogna difendere, tutelare e aiutare le sue bambine», commenta il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, che si sta occupando in prima persona delle due bimbe di Teresa Buonocore (e per cui ieri la giunta ha istituito una borsa di studio) e che ora sta cercando anche di capire con chi vivono i due figli minori di Patrizia Nicolino, visto che il padre è in carcere e la madre indagata.

Una storia, quindi, di abusi e violenza, ma anche di donne. C´è Teresa Buonocore, la vittima. C´è Patrizia Nicolino, indagata per l´omicidio della prima. E ci sono le figlie di entrambe. La figlia dell´una era compagna di scuola della figlia dell´altra. Si conoscevano le madri, si conoscevano le bimbe.
Teresa ha lottato per sua figlia. Forse ha pagato con la vita. E Patrizia? «È incredibile. Non crediamo a quello che sta succedendo – commentano i colleghi del medico, nei corridoi del Maresca. Patrizia Nicolino è una donna silenziosa, equilibrata. Una gran lavoratrice, sempre disponibile per un turno in più». I colleghi della radiologa sapevano che Enrico Perillo era in carcere a Modena. «Lei però era sempre molto riservata e discreta su questa vicenda. Non si era mai parlato di pedofilia», insistono medici e infermieri, che ribadiscono la sua «grande professionalità».

E Lorenzo Perillo? Lui è il più conosciuto in paese. Alle ultime comunali ha preso 166 voti. Sulla sua pagina di Facebook ci sono le foto con il candidato sindaco, l´onorevole Marcello Di Caterina e il consigliere regionale del Pdl Pietro Diodato. «Ha sempre fatto politica – racconta un amico – ha cominciato con l´Msi, poi è passato con Alleanza nazionale e con il Pdl. Per le ultime comunali aveva un suo comitato elettorale ed è sempre stato molto attivo sul territorio».

da la Repubblica del 22 settembre 2010

4 thoughts on “Vogliamo sapere chi ha ucciso Teresa

  1. Ma bravissimi questi pidiellini..complimenti che bravi ragazzi! Ma basta vedere chi è il loro padrone e da chi ricevono queste lezioni di civiltà, nonchè uno che si tromba le minorenni!!! Sono sicura che il colpevole dell’omicidio è lui!

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    • Mary, la tua indignazione è più che comprensibile. Però ti prego di evitare di ricorrere al turpiloquio nell’esprimerla: il linguaggio scurrile è infatti una delle forme di imbarbarimento del presente che, con il nostro impegno quotidiano, cerchiamo di contrastare. Grazie, Paola

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  2. Pingback: Colpa della madre, colpa della figlia. « Un altro genere di comunicazione

  3. è la condanna di chi denuncia avere paura
    è la condanna di chi denuncia subire ingiurie
    è la condanna di chi denuncia vivere nel terrore
    Questa signora a detta del sindaco aveva paura e adesso lui ce lo riferisce ma cosa le disse?
    Di sicuro avrà informato le autorità ad esempio l’arma dei carabinieri, sì di sicuro i vari enti a conoscenza dei fatti avranno fatto tutti il proprio dovere e forse avranno anche detto a questa donna, che conosceva bene i responsabili, sapeva bene di cosa erano stati capaci, “signora sta esagerando, stia tranquilla il colpevole è rinchiuso, no certo che no non possiamo impedirgli di comunicare con i suoi familiari è un suo diritto poter ricevere visite e telefonate, ha avuto la sua giustizia, questa è acredine comprensibile per carità ma la vendetta è fuori dal diritto se ha paura è un problema suo noi il nostro dovere lo abbiamo fatto”
    e questo è lo stato di diritto in cui viviamo.
    Ho firmato l’appello contro l’esecuzione di Sakineh intanto che in Italia giustiziavano la nostra vicina di casa Teresa, che avrà trascorso l’ultimo periodo della sua vita terrorizzata dal gesto estremo che deliberatamente aveva compiuto: la denuncia di un abuso.
    Teresa è ricorsa alla giustizia ed è morta e per me le due azioni sono correlate, forse altrove non avrebbero sparato, forse si sarebbero limitati a una violenza verbale quotidiana, a martellanti e umilianti ripicche, di fatto ovunque in questo stato di diritto i colpevoli avrebbero goduto della libertà e di espressione e di azione, Teresa la sua libertà invece l’ha perduta, prima ancora di morire, denunciando.
    Bisogna fare di più
    Monica

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