Le donne oggi offese e umiliate

di Iole Murruni

C’è una ragazza che scrive un libro, partecipa al Campiello, vince il premio sezione giovani, e quando sale sul palco viene apprezzata più per il suo decolleté  che per la sua opera letteraria.
C’è un dittatore che quando arriva in Italia vuole uno stuolo di centinaia di fanciulle da catechizzare.
C’è una pubblicità che per vendere qualsiasi prodotto non trova altra idea creativa che abbinarlo ad un fondoschiena femminile.
Ci sono programmi televisivi  dove l’immagine femminile è costantemente umiliata senza considerare che – per usare le parole del Presidente Giorgio Napolitano – “uno stile di comunicazione che offende le donne nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi”.
La vita delle donne non è mai stata facile, ma oggi in Italia è in atto una profonda regressione che utilizza il corpo delle donne per renderle oggetti, per mercificarle, per ricacciarle indietro rispetto ai diritti conquistati negli anni ’70.
Anche se siamo più della metà della popolazione, nel nostro paese il tasso di occupazione femminile come  la rappresentanza in Parlamento sono i più bassi dell’Unione Europea.
Non possiamo più tacere, la voce delle donne deve farsi sentire. Boicottiamo i prodotti che usano nelle loro pubblicità il corpo femminile; scriviamo lettere, mail di protesta ai giornali quando qualcosa ci fa indignare; e soprattutto parliamo con le altre donne, con gli uomini, con le ragazze ed i ragazzi; insegniamo alle bambine ed ai bambini il rispetto. Forse sarà poco ma qualcosa deve iniziare a cambiare.

2 thoughts on “Le donne oggi offese e umiliate

  1. Giustissime le considerazioni di Iole. Però mi pare che ci si dimentichi di una cosa: le donne che prestano il loro corpo per la pubblicità o mettono in mostra le loro nudità per vari scopi (ben pagate), sono consenzienti e, generalmente, neppure spinte dal bisogno. Perchè allora non iniziare la campagna di sensibilizzazione da loro? Se la donna diventa oggetto è prima di tutto grazie a queste donne, non vi pare? E vi assicuro che per ogni spot che si deve girare o per ogni poster pubblicitario da realizzare c’è la coda fuori dalle agenzie di casting….

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...