È donna, ma non è sottomessa perciò la trattano da prostituta

 

Marek Halter

Sulle offese a Carla Bruni, parla lo scrittore Marek Halter, firmatario della petizione per liberare Sakineh: «Anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo… Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. »

PARIGI – «Il regime iraniano si permette di insultare e minacciare Carla Bruni-Sarkozy solo perché è una donna». Lo scrittore Marek Halter è in prima linea nella difesa di Sakineh, ha firmato la petizione promossa da un gruppo di intellettuali europei che in Italia, attraverso il sito di Repubblica, ha raccolto oltre 80mila firme. «Ancora una volta – dice Halter – l’Iran si dimostra un paese totalitario, governato da un gruppo di estremisti».

Com’è possibile pubblicare quelle frasi sulla moglie del capo dello Stato francese?

«Carla Bruni-Sarkozy è come Sakineh: è colpevole solo perché ha alzato la voce. In Iran, una donna non sottomessa viene trattata da prostituta e condannata a morte. Da tempo mi batto contro il regime di Teheran, sostenendo pubblicamente l’opposizione. E per questo anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo».

Pensa che ci saranno conseguenze sui rapporti tra Francia e Iran?

«Un amico all’Eliseo mi ha raccontato lo stupore, direi quasi il terrore, per le parole sulla première dame. Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. Per questo Sakineh è il simbolo di tutte le donne iraniane, e rappresenta una battaglia per la libertà di tutti gli iraniani».

Crede che la mobilitazione e gli appelli come quello che ha firmato possano cambiare qualcosa?

«Intanto i nostri governi democratici ci devono ascoltare, e farsi portavoce della protesta. Nella mia esperienza di combattente contro i regimi totalitari, ho capito che bisogna sempre trovare un volto intorno al quale radunare le forze. In passato, lo abbiamo fatto con Sakharov per l’Unione sovietica. Ora lo stiamo facendo con Sakineh per l’Iran. Le mobilitazioni a Parigi, Roma o Washington arrivano anche in Iran. Quando ero piccolo, gli assassini agivano di notte. La Gestapo o il Kgb uccidevano all’alba per non farsi vedere. Ma chi ha un riflettore acceso sul volto, non può essere ucciso. Fino a quando illumineremo il viso di Sakineh, lei sarà salva».

Eppure il regime di Teheran non ha dato finora risposte positive.

«Hanno detto che non è ancora prevista una data per l’esecuzione. È un primo cedimento, un modo di lasciare la porta aperta a una soluzione. Non basta. Bisogna continuare a protestare finché Sakineh sarà liberata. Il presidente Ahmadinejad deve capire che non molleremo. Non importa se dice che non abbiamo diritto di interferire negli affari interni iraniani. È un vecchio metodo. Nel 1939, alla Società delle Nazioni, un ebreo alsaziano portò le prove di come venivano trattati gli ebrei in Germania. Goebbels rispose: “Ogni carpentiere è maestro del suo operato”. Era una frase terribile. Questa è la storia che si ripete. Ecco perché continuerò a battermi per Sakineh». (a.g.)

da la Repubblica del 1 settembre 2010

2 Risposte

  1. hai vinto un premio.. da me.. lo trovi qui:
    http://lanavesullonda.blogspot.com/2010/09/la-mia-classifica.html#comments

    dai, passi a vedere?

    Mi piace

  2. […] This post was mentioned on Twitter by Corinna Reggiani , ely. ely said: È donna, ma non è sottomessa perciò la trattano da prostituta http://bit.ly/aiULZj […]

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: