Le ragazze in fila per Gheddafi e “i miei tempi”

Anna Bartolacci, una cara amica di Paola di Donne della Realtà, ci ha inviato queste riflessioni, amare, sulle ragazze reclutate per l’accoglienza al colonnello libico Gheddafi. Anna si fa domande da madre, da cittadina, ma anche da ex studentessa che credeva nella politica e nell’impegno. Ecco il suo accorato intervento, così sincero e sentito, che sembra parlare con le parole di ciascuna di noi.

Sto dando una rapida scorsa ai titoli dei giornali on-line. La notizia di oggi ovviamente è la visita del presidente libico, dittatore delinquente in visita al collega italiano.

Ma quello che mi ha sconvolto non è la notizia di questa visita, tanto non c’è fine al peggio e al grottesco, bensì la notizia che il comitato di accoglienza era composto da 500 ragazze reclutate da un’agenzia per 70 euro.

Ora io non capisco, non sono in grado di capire, o forse non voglio: com’è possibile che le nostre figlie siano cadute così in basso, abbiano perso morale e dignità?

Non credo che queste ragazze siano all’oscuro di quello che succede in Libia a donne, dissidenti e profughi; nonostante questo sono andate a fare questa cosa ridicola per 70 stupidi euro? O le nostre figlie hanno talmente tante poche opportunità di lavoro che va bene tutto?

E noi madri ci siamo ancora? Dove ci porterà tutto questo?

Quando io ero piccola mio nonno, che considerava uno spreco tenere accesa la tv dopo il telegiornale, se ne usciva con la frase “ai miei tempi”: questo ovviamente a me, ragazzina adolescente, dava immensamente fastidio e mi ero ripromessa di non utilizzare anche io in età adulta la stessa frase, oggi purtroppo mi trovo nella stessa situazione di mio nonno quando penso agli scioperi, ai collettivi femminili, al 7 in condotta del IV superiore perché “facevo politica”.

Non voglio dire assolutamente che io ero più brava delle ragazze di oggi, per carità i miei sbagli continuo a farli tuttora, anzi… ma la mia generazione aveva una speranza e un sogno per il futuro, mentre non riesco a vederlo oggi e quello che mi angoscia è che vedo il vuoto morale e culturale farsi sempre più profondo e ho l’impressione che non ci siano più speranze.

E non so che fare, mi sento impotente di fronte a questo vuoto, e per fortuna che vivo in provincia, dove tutto è abbastanza attutito. O forse questi miei pensieri sono solo l’inizio della vecchiaia…

Un abbraccio forte forte

Anna Bartolacci

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