Ospizio Maria

di Nanni Delbecchi
La vecchiaia è una bestia feroce, dice Philip Roth; troppo feroce perché non ne fosse attratta la più affermata domatrice della nostra televisione, Maria De Filippi. Così da un mesetto il suo programma pomeridiano “Uomini e donne” si è aperto alla terza e anche alla quarta età. Nella calma digestiva del primo pomeriggio si schiaccia un tasto e si pensa all’inizio di aver sbagliato telecomando; poi si pensa di aver sbagliato canale, infine ci si arrende all’evidenza: nello studio di Canale 5 che è la terra promessa di tornisti e veline si fronteggiano due spalti di concorrenti la cui età media è attorno ai settanta. Come alle scuole elementari, maschi da una parte e femmine dall’altra; cachét malva, occhialoni a 32 pollici, chieriche argentate e garofani all’occhiello, ognuno con il suo cartellino di riconoscimento per potersi chiamare per nome; Vasco, Rinaldo, Ulrico, Carlo Alberto da una parte, Ima Liliana, Miresa, Annapaola dall’altra.

Il trono non c’è, grazie al cielo, sostituito da una più semplice sedia dove a turno i signori si presentano alle signore, si raccontano, rispondono alle domande, ricevono applausi o suscitano dissensi. La vita è proprio tutta un quiz, soprattutto la vita sentimentale. Poi la domatrice spara la fatidica domanda: “C’è qualcuna che ti interessa?”, e se c’è – perché c’è quasi sempre – parte la musica e si comincia a ballare, che è la vera prova del fuoco. Un giro di liscio vale più di mille parole.
Sembra il gioco dei difetti, sempre quello delle elementari, storica preparazione al gioco della bottiglia, con la domatrice De Filippi più protettiva del solito, come se, mentre prova ad addomesticare la vecchiaia, anche la vecchiaia addomesticasse lei. Si osserva l’autentica riconoscenza dei partecipanti per essere stati chiamati lì, e ci si domanda in quale razza di mondo siamo finiti se tutti quei nonni non hanno trovato di meglio che andare in tv per combattere la solitudine.
Il rapporto tra televisione e terza età è ambiguo e tartufesco; i tre quarti della programmazione generalista è rivolta agli anziani, tuttavia la vecchiaia è sistematicamente rimossa dal video, sostituita da una tetra illusione di eterna giovinezza. Mettendo al centro del suo programma anziani autentici, la de Filippi ha fatto un passo controcorrente; peccato però che essi vengono indotti a comportarsi come giovani mancati, se non addirittura a tornare ragazzini. “Se non li guardate non vi accorgete, non vi accorgete che sono bambini”, dice giulivo Claudio Cecchetto a proposito di un altro programma di Canale 5 dedicato ai bambini prodigio canterini; la stessa cosa si potrebbe dire di questi “vecchi prodigio” che si corteggiano e imparano le malizie della popolarità all’ombra del sorriso leonardesco della maestra. La cosa più autentica di un uomo (e di una donna) è la sua età; ma la cosa più difficile è averne il coraggio. A “Uomini e donne” si insegna invece che si può fare i giovanotti anche da vecchi, che la tv è qui per questo, che non è mai troppo tardi per dimenticare il pudore dei propri sentimenti e darli in grazioso omaggio alle telecamere.
(da Il Fatto Quotidiano del 30 gennaio 2010)

AGGIORNATO IL 9 FEBBRAIO 2017

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